L'architettura di terra si è sviluppata in quasi tutti i paesi del mondo (Correia 2006) secondo tecniche costruttive differenti a seconda delle caratteristiche del suolo disponibile in loco e si stima che più di un terzo della popolazione mondiale viva oggi in case di terra cruda (Oliver 2003). Negli ultimi anni diverse istituzioni come ICCROM, UNESCO, ICOMOS, Getty Conservation Institut, CRAterre, hanno dedicato ampi studi al recupero e alla conservazione del patrimonio costruito in terra cruda, contribuendo allo sviluppo di nuove pratiche e tecniche di conservazione e riconoscendo l'architettura in terra cruda un patrimonio da conservare e recuperare, non solo sul piano monumentale. In Italia, dove costruzioni in terra sono particolarmente diffuse in Sardegna, Abruzzo e Piemonte, leggi regionali in Piemonte e Abruzzo hanno recentemente attestato la necessità di conservare e recuperare questo patrimonio. Ma la filiera legata alla costruzione, le tecniche costruttive, il “savoir faire” degli artigiani con il tempo sono stati perduti. In epoca moderna e con l'avvento di materiali da costruzione di origine industriale, la terra cruda è stata messa a margine dei processi costruttivi. Oggi, anche sfruttando l'interesse crescente nei materiali di origine naturale, è in piena fase di riscoperta anche nella nuova costruzione. In diversi paesi sono in corso studi per la rivisitazione e realizzazione di normative nazionali e regole che permettano nuovamente costruire in terra cruda (Correia, 2006). In Piemonte la tecnica della terra battuta ha trovato particolare diffusione, soprattutto nelle provincie di Alessandria; il lavoro è partito con l'obietto principale di sviluppare uno strumento operativo di supporto per professionisti e artigiani coinvolti negli interventi di recupero e di riqualificazione delle costruzioni in terra cruda realizzate con la tecnica del pisè. Lo strumento è stato sin dall’inizio delineato sotto forma di linee guida, integrate, dato il quadro diffuso di perdita dei saperi legati alle tradizioni costruttive locali, da indirizzi riguardanti le basi della tecnica costruttiva. Con il procedere della ricerca è risultato di particolare interesse il tema del comportamento termico e delle tecniche di isolamento con materiali a base di terra e di fibre naturali. La ricerca è stata sviluppata secondo quattro linee di indagine:  Caratteristiche del materiale terra.  Patrimonio in terra battuta in Piemonte  Tecnologie appropriate per il recupero di architetture in terra battuta  Comportamento termico e tecnologie di isolamento termico con materiali a base di terra e fibre applicabili alle strutture murarie in pisé. La ricerca affronta i temi delle tecniche costruttive in terra cruda e, in particolare, della tecnica del pisè (terra battuta), della sua diffusione in Europa e in Italia, delle problematiche e delle tecniche di intervento per il recupero conservativo e la riqualificazione. è stato ricostruito un quadro normativo di riferimento in ambito internazionale. Aspetti importanti nello stato dell’arte sono stati lo studio delle strategie di recupero della filiera costruttiva in terra cruda attuate negli ultimi decenni in alcune regioni italiane e francesi, che in alcuni casi hanno portato alla ricostituzione di un mercato della costruzione in terra, sfociato anche nella realizzazione di nuovi edifici pubblici.. È stato costruito un quadro dei fenomeni di dissesto e degrado ricorrenti nelle costruzioni in pisé, con particolare attenzione alle patologie umide dovute all'azione dell'acqua. La partecipazione attiva a un cantiere sperimentale di recupero di un edificio in terra battuta in Francia ha permesso di sperimentare sul campo tecnologie appropriate di intervento, in particolare per il recupero delle murature. Il cantiere ha avuto spiccata vocazione sperimentale e all'impiego delle risorse naturali disponibili in loco, in questo senso sono state svolte prove con materiali fibrosi, e con diverse miscele di terra, per ottenere elementi da utilizzare per gli interventi di riparazione. Gli interventi realizzati durante il cantiere sperimentale sono stati riportati in una serie di schede tematiche per le diverse tipologie di intervento descritte. Per valutare gli aspetti del comportamento termico delle costruzioni in pisè, è stato realizzato il monitoraggio termico di un’abitazione in terra battuta ristrutturata, situata nei pressi di Novi Ligure (AL), sia in periodo invernale che estivo, in modo da raccogliere dati sull'andamento delle temperature interne e sulla trasmittanza delle pareti in terra cruda. Negli ambienti interni la temperatura risulta costante e non risente della variazione delle sollecitazioni esterne. Nel periodo invernale è stata effettuata una misura di trasmittanza termica. I dati di rilevati ed elaborati tramite il metodo delle medie progressive hanno restituito un valore di 1.2 W/m2K Sul tema del comportamento termico di edifici in terra cruda, la partecipazione, durante un soggiorno studio presso CRAterre-ENSAG, al progetto di ricerca Le patrimoine bâti face aux normes thermiques, Communauté des Communes Chalaronne - Centre, sul tema del consumo energetico e degli interventi di adeguamento termico realizzati sul patrimonio in terra battuta è stata fondamentale. Sono stati raccolti dati circa i lavori di ristrutturazione eseguiti dai proprietari, i consumi energetici per il solo riscaldamento e il tipo di energia utilizzata. I dati sono stati raccolti all'interno di schede. Il progetto ha permesso considerazioni legate all'influenza sulla prestazione energetica dei modificati stili di vita degli occupanti e funzioni dello spazio abitativo rispetto all'epoca di costruzione degli edifici e di rapportare i consumi registrati alla media dei consumi/m2 in Francia. Il lavoro di ricerca ha esplorato anche il tema dell'isolamento termico di murature in pisé con elementi a base di terra e fibre vegetali, secondo un approccio sperimentale che ha portato alla realizzazione, di pannelli-campione in terra, mista a diversi tipi di fibre vegetali, prevalentemente reperibili sul territorio Piemontese da scarti di lavorazione, come paglia di riso, canapa, Poligono del Giappone. Primi test sono stati condotti in cantiere, i risultati sono stati utilizzati per successive sperimentazioni in laboratorio. Per ciascuna fibra sono stati realizzati due campioni con dosaggi in terra e fibre diversi. In laboratorio sono stati realizzati anche muri campione in terra battuta sulla base di prove di caratterizzazione del materiale, proveniente dalla zona di Novi Ligure, e di prove di compattazione Proctor, per stabilire il contenuto ottimo d'acqua per ottenere la massima densità a secco possibile. La parte sperimentale si conclude sottoponendo i campioni realizzati in laboratorio a prove in piastra calda per determinare valori di conducibilità, attenuazione e sfasamento termico dei singoli elementi costruttivi e di trasmittanza periodica e in regime stazionario di diverse configurazioni campione, composte da muro in terra e pannello in terra e fibre vegetali. Sono valutate le proprietà di inerzia termica dei pacchetti parete in ragione delle diverse proporzioni della miscela di terra e fibre utilizzate per la realizzazione dei pannelli. Pur non potendo essere considerati veri e propri isolanti, raggiungendo valori minimi di conducibilità termica di 0.1 W/mK per densità di 300-400 Kg/m3, i pannelli in terra alleggerita contribuiscono ad abbassare notevolmente la trasmittanza termica periodica delle pareti in terra battuta, aumentando lo sfasamento termico. I test mostrano inoltre come, con spessori tutto sommato contenuti, i pannelli realizzati permettano alla muratura in terra battuta di raggiungere i valori di trasmittanza termica indicati dalla normativa regionale per l'adeguamento termico in caso di retrofit, sia nel caso siano adoperati sul lato interno che sul lato esterno della muratura.

Tecnologie per il recupero di costruzioni in terra battuta in Piemonte / Pennacchio, Roberto. - (2015). [10.6092/polito/porto/2616409]

Tecnologie per il recupero di costruzioni in terra battuta in Piemonte

PENNACCHIO, ROBERTO
2015

Abstract

L'architettura di terra si è sviluppata in quasi tutti i paesi del mondo (Correia 2006) secondo tecniche costruttive differenti a seconda delle caratteristiche del suolo disponibile in loco e si stima che più di un terzo della popolazione mondiale viva oggi in case di terra cruda (Oliver 2003). Negli ultimi anni diverse istituzioni come ICCROM, UNESCO, ICOMOS, Getty Conservation Institut, CRAterre, hanno dedicato ampi studi al recupero e alla conservazione del patrimonio costruito in terra cruda, contribuendo allo sviluppo di nuove pratiche e tecniche di conservazione e riconoscendo l'architettura in terra cruda un patrimonio da conservare e recuperare, non solo sul piano monumentale. In Italia, dove costruzioni in terra sono particolarmente diffuse in Sardegna, Abruzzo e Piemonte, leggi regionali in Piemonte e Abruzzo hanno recentemente attestato la necessità di conservare e recuperare questo patrimonio. Ma la filiera legata alla costruzione, le tecniche costruttive, il “savoir faire” degli artigiani con il tempo sono stati perduti. In epoca moderna e con l'avvento di materiali da costruzione di origine industriale, la terra cruda è stata messa a margine dei processi costruttivi. Oggi, anche sfruttando l'interesse crescente nei materiali di origine naturale, è in piena fase di riscoperta anche nella nuova costruzione. In diversi paesi sono in corso studi per la rivisitazione e realizzazione di normative nazionali e regole che permettano nuovamente costruire in terra cruda (Correia, 2006). In Piemonte la tecnica della terra battuta ha trovato particolare diffusione, soprattutto nelle provincie di Alessandria; il lavoro è partito con l'obietto principale di sviluppare uno strumento operativo di supporto per professionisti e artigiani coinvolti negli interventi di recupero e di riqualificazione delle costruzioni in terra cruda realizzate con la tecnica del pisè. Lo strumento è stato sin dall’inizio delineato sotto forma di linee guida, integrate, dato il quadro diffuso di perdita dei saperi legati alle tradizioni costruttive locali, da indirizzi riguardanti le basi della tecnica costruttiva. Con il procedere della ricerca è risultato di particolare interesse il tema del comportamento termico e delle tecniche di isolamento con materiali a base di terra e di fibre naturali. La ricerca è stata sviluppata secondo quattro linee di indagine:  Caratteristiche del materiale terra.  Patrimonio in terra battuta in Piemonte  Tecnologie appropriate per il recupero di architetture in terra battuta  Comportamento termico e tecnologie di isolamento termico con materiali a base di terra e fibre applicabili alle strutture murarie in pisé. La ricerca affronta i temi delle tecniche costruttive in terra cruda e, in particolare, della tecnica del pisè (terra battuta), della sua diffusione in Europa e in Italia, delle problematiche e delle tecniche di intervento per il recupero conservativo e la riqualificazione. è stato ricostruito un quadro normativo di riferimento in ambito internazionale. Aspetti importanti nello stato dell’arte sono stati lo studio delle strategie di recupero della filiera costruttiva in terra cruda attuate negli ultimi decenni in alcune regioni italiane e francesi, che in alcuni casi hanno portato alla ricostituzione di un mercato della costruzione in terra, sfociato anche nella realizzazione di nuovi edifici pubblici.. È stato costruito un quadro dei fenomeni di dissesto e degrado ricorrenti nelle costruzioni in pisé, con particolare attenzione alle patologie umide dovute all'azione dell'acqua. La partecipazione attiva a un cantiere sperimentale di recupero di un edificio in terra battuta in Francia ha permesso di sperimentare sul campo tecnologie appropriate di intervento, in particolare per il recupero delle murature. Il cantiere ha avuto spiccata vocazione sperimentale e all'impiego delle risorse naturali disponibili in loco, in questo senso sono state svolte prove con materiali fibrosi, e con diverse miscele di terra, per ottenere elementi da utilizzare per gli interventi di riparazione. Gli interventi realizzati durante il cantiere sperimentale sono stati riportati in una serie di schede tematiche per le diverse tipologie di intervento descritte. Per valutare gli aspetti del comportamento termico delle costruzioni in pisè, è stato realizzato il monitoraggio termico di un’abitazione in terra battuta ristrutturata, situata nei pressi di Novi Ligure (AL), sia in periodo invernale che estivo, in modo da raccogliere dati sull'andamento delle temperature interne e sulla trasmittanza delle pareti in terra cruda. Negli ambienti interni la temperatura risulta costante e non risente della variazione delle sollecitazioni esterne. Nel periodo invernale è stata effettuata una misura di trasmittanza termica. I dati di rilevati ed elaborati tramite il metodo delle medie progressive hanno restituito un valore di 1.2 W/m2K Sul tema del comportamento termico di edifici in terra cruda, la partecipazione, durante un soggiorno studio presso CRAterre-ENSAG, al progetto di ricerca Le patrimoine bâti face aux normes thermiques, Communauté des Communes Chalaronne - Centre, sul tema del consumo energetico e degli interventi di adeguamento termico realizzati sul patrimonio in terra battuta è stata fondamentale. Sono stati raccolti dati circa i lavori di ristrutturazione eseguiti dai proprietari, i consumi energetici per il solo riscaldamento e il tipo di energia utilizzata. I dati sono stati raccolti all'interno di schede. Il progetto ha permesso considerazioni legate all'influenza sulla prestazione energetica dei modificati stili di vita degli occupanti e funzioni dello spazio abitativo rispetto all'epoca di costruzione degli edifici e di rapportare i consumi registrati alla media dei consumi/m2 in Francia. Il lavoro di ricerca ha esplorato anche il tema dell'isolamento termico di murature in pisé con elementi a base di terra e fibre vegetali, secondo un approccio sperimentale che ha portato alla realizzazione, di pannelli-campione in terra, mista a diversi tipi di fibre vegetali, prevalentemente reperibili sul territorio Piemontese da scarti di lavorazione, come paglia di riso, canapa, Poligono del Giappone. Primi test sono stati condotti in cantiere, i risultati sono stati utilizzati per successive sperimentazioni in laboratorio. Per ciascuna fibra sono stati realizzati due campioni con dosaggi in terra e fibre diversi. In laboratorio sono stati realizzati anche muri campione in terra battuta sulla base di prove di caratterizzazione del materiale, proveniente dalla zona di Novi Ligure, e di prove di compattazione Proctor, per stabilire il contenuto ottimo d'acqua per ottenere la massima densità a secco possibile. La parte sperimentale si conclude sottoponendo i campioni realizzati in laboratorio a prove in piastra calda per determinare valori di conducibilità, attenuazione e sfasamento termico dei singoli elementi costruttivi e di trasmittanza periodica e in regime stazionario di diverse configurazioni campione, composte da muro in terra e pannello in terra e fibre vegetali. Sono valutate le proprietà di inerzia termica dei pacchetti parete in ragione delle diverse proporzioni della miscela di terra e fibre utilizzate per la realizzazione dei pannelli. Pur non potendo essere considerati veri e propri isolanti, raggiungendo valori minimi di conducibilità termica di 0.1 W/mK per densità di 300-400 Kg/m3, i pannelli in terra alleggerita contribuiscono ad abbassare notevolmente la trasmittanza termica periodica delle pareti in terra battuta, aumentando lo sfasamento termico. I test mostrano inoltre come, con spessori tutto sommato contenuti, i pannelli realizzati permettano alla muratura in terra battuta di raggiungere i valori di trasmittanza termica indicati dalla normativa regionale per l'adeguamento termico in caso di retrofit, sia nel caso siano adoperati sul lato interno che sul lato esterno della muratura.
2015
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