During the Napoleonic period, unlike the most important Piedmontese strongholds, which underwent gradual military disarmament, Alessandria increasingly took on the appearance of a fortified garrison. The importance of the city's strategic geographical location did not pass unnoticed by Napoleon, so much so that he decided to make it an advanced bulwark of his own defence. Thus, while the outposts located along the border between the Kingdom of Savoy and France were being dismantled, new defensive works were proposed at the same time, concentrated on the border line with Austria, where Alexandria was destined to become ‘au delà des Alpes une grande place de dépôt, capable de servir de base à toutes les opérations d'une guerre en Italie’. The numerous project drawings for the fortifications, drawn up mainly by General Chasseloup-Laubat, testify to the interest in making the square increasingly secure and efficient. The rich documentary corpus includes drawings that concern, on the one hand, interventions relating to the renovation and reinforcement of the 18th-century citadel and, on the other hand, works functional to the defence of the city. The intention was to create a sort of “ideal Napoleonic city”, even characterised by the design of a new citadel, mirroring the existing one, in order to create an immense stronghold on a territorial scale, strategically strengthening the entire Po Valley. These interventions were for the most part unrealised, but they would strongly mark the urban and extra-urban layout of the city and, in some parts, would be taken up again in the following years of the Restoration. Through a careful analysis of the historical iconography drawn up in the Napoleonic era, this contribution therefore aims to highlight some of the main phases of design and transformation of the two defensive poles of Alexandria: the city and its citadel, that front d'Alexandrie outlined by Chasseloup, which marked a decisive step in the evolution of bastioned fortification, transforming siege warfare into war of movement. In periodo napoleonico, a differenza di quanto accade per le più importanti piazzeforti piemontesi, interessate da un graduale disarmo militare, Alessandria assume sempre più l'aspetto di un presidio fortificato. A Napoleone non è infatti sfuggita l'importanza della posizione geografica strategica della città, tanto che decide di renderla un baluardo avanzato della propria difesa. Così, mentre si assiste allo smantellamento degli avamposti collocati lungo il confine tra il Regno di Savoia e la Francia, in parallelo vengono proposte nuove opere difensive concentrate sulla linea di frontiera con l’Austria, dove Alessandria viene destinata a diventare «au delà des Alpes une grande place de dépôt, capable de servir de base à toutes les opérations d’une guerre en Italie». I numerosissimi disegni di progetto relativi alle fortificazioni, redatti soprattutto dal Generale Chasseloup-Laubat, testimoniano l'interesse a rendere la piazza sempre più sicura ed efficiente. Il ricco corpus documentario comprende elaborati che riguardano da un lato interventi relativi alla ristrutturazione e al potenziamento della cittadella settecentesca, dall’altro opere funzionali alla difesa della città. L’intento risulta quello di creare una sorta di “città napoleonica ideale”, caratterizzata addirittura dal progetto di una nuova cittadella, speculare a quella già esistente, al fine di realizzare un’immensa piazzaforte a scala territoriale, a potenziamento strategico dell’intera pianura Padana. Si tratta di interventi per lo più irrealizzati, che però segneranno fortemente l’impianto urbano ed extra urbano della città e che, in alcune parti, verranno ripresi negli anni successivi della Restaurazione. Attraverso un’attenta analisi dell’iconografia storica redatta in età napoleonica, questo contributo vuole quindi evidenziare alcune delle principali fasi di progettazione e di trasformazione dei due poli difensivi alessandrini: la città e la sua cittadella, quel front d’Alexandrie delineato da Chasseloup, che ha segnato un passaggio decisivo nell’evoluzione della fortificazione bastionata, trasformando la guerra d’assedio in guerra di movimento.
Plan de la Ville et Citadelle: representations in the Napoleonic era for a border stronghold / Boido, C., Davico, P.. - ELETTRONICO. - 22:(2026), pp. 29-36. (FORTMED - Fortification of the Mediterranean Coast Roma 19-21 febbraio 2026) [10.4995/Fortmed2026.2026.21349].
Plan de la Ville et Citadelle: representations in the Napoleonic era for a border stronghold
Boido, Cristina;Davico, Pia
2026
Abstract
During the Napoleonic period, unlike the most important Piedmontese strongholds, which underwent gradual military disarmament, Alessandria increasingly took on the appearance of a fortified garrison. The importance of the city's strategic geographical location did not pass unnoticed by Napoleon, so much so that he decided to make it an advanced bulwark of his own defence. Thus, while the outposts located along the border between the Kingdom of Savoy and France were being dismantled, new defensive works were proposed at the same time, concentrated on the border line with Austria, where Alexandria was destined to become ‘au delà des Alpes une grande place de dépôt, capable de servir de base à toutes les opérations d'une guerre en Italie’. The numerous project drawings for the fortifications, drawn up mainly by General Chasseloup-Laubat, testify to the interest in making the square increasingly secure and efficient. The rich documentary corpus includes drawings that concern, on the one hand, interventions relating to the renovation and reinforcement of the 18th-century citadel and, on the other hand, works functional to the defence of the city. The intention was to create a sort of “ideal Napoleonic city”, even characterised by the design of a new citadel, mirroring the existing one, in order to create an immense stronghold on a territorial scale, strategically strengthening the entire Po Valley. These interventions were for the most part unrealised, but they would strongly mark the urban and extra-urban layout of the city and, in some parts, would be taken up again in the following years of the Restoration. Through a careful analysis of the historical iconography drawn up in the Napoleonic era, this contribution therefore aims to highlight some of the main phases of design and transformation of the two defensive poles of Alexandria: the city and its citadel, that front d'Alexandrie outlined by Chasseloup, which marked a decisive step in the evolution of bastioned fortification, transforming siege warfare into war of movement. In periodo napoleonico, a differenza di quanto accade per le più importanti piazzeforti piemontesi, interessate da un graduale disarmo militare, Alessandria assume sempre più l'aspetto di un presidio fortificato. A Napoleone non è infatti sfuggita l'importanza della posizione geografica strategica della città, tanto che decide di renderla un baluardo avanzato della propria difesa. Così, mentre si assiste allo smantellamento degli avamposti collocati lungo il confine tra il Regno di Savoia e la Francia, in parallelo vengono proposte nuove opere difensive concentrate sulla linea di frontiera con l’Austria, dove Alessandria viene destinata a diventare «au delà des Alpes une grande place de dépôt, capable de servir de base à toutes les opérations d’une guerre en Italie». I numerosissimi disegni di progetto relativi alle fortificazioni, redatti soprattutto dal Generale Chasseloup-Laubat, testimoniano l'interesse a rendere la piazza sempre più sicura ed efficiente. Il ricco corpus documentario comprende elaborati che riguardano da un lato interventi relativi alla ristrutturazione e al potenziamento della cittadella settecentesca, dall’altro opere funzionali alla difesa della città. L’intento risulta quello di creare una sorta di “città napoleonica ideale”, caratterizzata addirittura dal progetto di una nuova cittadella, speculare a quella già esistente, al fine di realizzare un’immensa piazzaforte a scala territoriale, a potenziamento strategico dell’intera pianura Padana. Si tratta di interventi per lo più irrealizzati, che però segneranno fortemente l’impianto urbano ed extra urbano della città e che, in alcune parti, verranno ripresi negli anni successivi della Restaurazione. Attraverso un’attenta analisi dell’iconografia storica redatta in età napoleonica, questo contributo vuole quindi evidenziare alcune delle principali fasi di progettazione e di trasformazione dei due poli difensivi alessandrini: la città e la sua cittadella, quel front d’Alexandrie delineato da Chasseloup, che ha segnato un passaggio decisivo nell’evoluzione della fortificazione bastionata, trasformando la guerra d’assedio in guerra di movimento.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
ATTI CONVEGNO FORTMED 2026 Estratto Boido_Davico.pdf
accesso aperto
Tipologia:
2a Post-print versione editoriale / Version of Record
Licenza:
Creative commons
Dimensione
8.73 MB
Formato
Adobe PDF
|
8.73 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/11583/3013652
