Il “funzionalismo costruttivo” dell’architettura gotica è da considerarsi il punto di arrivo di una serie di sperimentazioni raggiunte in epoche precedenti. Le chiese a cupole in asse, espressione della contaminatio di modelli di ispirazione orientale e occidentale, compaiono in Puglia tra X- XII secolo. La spazialità di tali edifici, che vede l’utilizzo di cupole sferiche su pennacchi a coprire la navata centrale e semibotti rampanti sulle navate laterali funge da sistema razionale per sostenere le coperture della navata principale. Le spinte della cupola risultano equilibrate dagli archi trasversali e longitudinali che convergono sui pilastri; le semibotti che coprono le navate laterali, divise in corrispondenza dei pilastri da diaframmi, assumono la funzione di contrastare parte delle spinte e trasmetterle sulla muratura perimetrale permettendo una riduzione della sezione dei pilastri. Questa concezione anticipa la capacità di esprimersi in termini di ossature, fondamento della ricerca dei costruttori gotici. L’indagine, intorno all’utilizzo della semibotte, intesa come elemento costruttivo, apre un’interessante prospettiva, in una visione più ampia dell’architettura medievale. Si tratta, infatti, di un dispositivo statico che assicura la stabilità della nave centrale e che prefigura il ruolo assunto dagli archi rampanti negli edifici gotici. La datazione dei primi esempi pugliesi in cui troviamo l’utilizzo della semibotte laterale, ossia il Tempietto di Seppanibale presso Fasano (VIII-IX sec.) e la chiesa di San Pietro di Crepacore presso Mesagne (VII sec.), pone alcune questioni, ancora insolute, relativamente alla comparsa nel panorama architettonico medievale di questi dispositivi strutturali, che anticipano cronologicamente gli esempi francesi e catalani. Infatti, se questa soluzione costruttiva appare anche nelle regioni catalane tra X e XII secolo, con lo scopo di fornire un contributo efficace alla statica della navata centrale, in Francia assume un carattere peculiare nelle chiese di pellegrinaggio a nave cieca, voltata a botte e con gallerie coperte a semibotte.

L’utilizzo delle semibotti nelle "chiese a cupole in asse" in Puglia tra X e XIII secolo / Carannante, Arianna. - STAMPA. - (2018), pp. 528-535. ((Intervento presentato al convegno IV ciclo di studi medievali tenutosi a Firenze.

L’utilizzo delle semibotti nelle "chiese a cupole in asse" in Puglia tra X e XIII secolo

Arianna Carannante
2018

Abstract

Il “funzionalismo costruttivo” dell’architettura gotica è da considerarsi il punto di arrivo di una serie di sperimentazioni raggiunte in epoche precedenti. Le chiese a cupole in asse, espressione della contaminatio di modelli di ispirazione orientale e occidentale, compaiono in Puglia tra X- XII secolo. La spazialità di tali edifici, che vede l’utilizzo di cupole sferiche su pennacchi a coprire la navata centrale e semibotti rampanti sulle navate laterali funge da sistema razionale per sostenere le coperture della navata principale. Le spinte della cupola risultano equilibrate dagli archi trasversali e longitudinali che convergono sui pilastri; le semibotti che coprono le navate laterali, divise in corrispondenza dei pilastri da diaframmi, assumono la funzione di contrastare parte delle spinte e trasmetterle sulla muratura perimetrale permettendo una riduzione della sezione dei pilastri. Questa concezione anticipa la capacità di esprimersi in termini di ossature, fondamento della ricerca dei costruttori gotici. L’indagine, intorno all’utilizzo della semibotte, intesa come elemento costruttivo, apre un’interessante prospettiva, in una visione più ampia dell’architettura medievale. Si tratta, infatti, di un dispositivo statico che assicura la stabilità della nave centrale e che prefigura il ruolo assunto dagli archi rampanti negli edifici gotici. La datazione dei primi esempi pugliesi in cui troviamo l’utilizzo della semibotte laterale, ossia il Tempietto di Seppanibale presso Fasano (VIII-IX sec.) e la chiesa di San Pietro di Crepacore presso Mesagne (VII sec.), pone alcune questioni, ancora insolute, relativamente alla comparsa nel panorama architettonico medievale di questi dispositivi strutturali, che anticipano cronologicamente gli esempi francesi e catalani. Infatti, se questa soluzione costruttiva appare anche nelle regioni catalane tra X e XII secolo, con lo scopo di fornire un contributo efficace alla statica della navata centrale, in Francia assume un carattere peculiare nelle chiese di pellegrinaggio a nave cieca, voltata a botte e con gallerie coperte a semibotte.
9788893493710
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11583/2892672