Il contributo discute il concetto di publicness in dinamiche di governance allargata presentando pratiche di innovazione sociale attive nel Torinese, interrogando la relazione che esse instaurano con le istituzioni locali ed esplorando i fattori che rendono possibile o ostacolano tale rapporto. Attraverso un’indagine sul campo sviluppatasi in interviste semi-strutturate con realtà del terzo settore e un’etnografia istituzionale ancora in atto, emergono tre nodi. Il primo propone una definizione operativa del concetto ambiguo di “innovazione sociale” qui inteso in modo situato e contingente, come un processo emergente e distribuito tra gli attori coinvolti. Il secondo si concentra sull’apprendimento istituzionale, inteso come la capacità delle amministrazioni di stabilizzare innovazioni proposte da pratiche civiche, spesso autorganizzate: tale processo non è lineare ed è fatto spesso di conflitti, negoziazioni e sperimentazioni. Il terzo riguarda l’esternalizzazione del “fare città” e il ruolo sempre più preponderante di attori interstiziali e ibridi, spesso di origine privata, quali ad esempio le fondazioni di origine bancaria nella gestione del welfare cittadino. Viene proposta quindi una riflessione critica sul concetto di publicness, osservata come una costruzione dinamica e plurale e sulle condizioni che permettono la sua coproduzione nel governo del territorio urbano, utilizzando il contesto torinese come una forma specifica del generico.

Innovazione sociale e apprendimento istituzionale: governance allargata e meccanismi escludenti / Caruso, N., Gribling, S.. - ELETTRONICO. - Publicness come partecipazione, cittadinanza attiva e forme di mobilitazione dal basso:(2026), pp. 211-215. (Publicness: le sfide della dimensione pubblica nelle città e nei territori Milano Milano, 18-20 giugno 2025).

Innovazione sociale e apprendimento istituzionale: governance allargata e meccanismi escludenti

Nadia Caruso;Saskia Gribling
2026

Abstract

Il contributo discute il concetto di publicness in dinamiche di governance allargata presentando pratiche di innovazione sociale attive nel Torinese, interrogando la relazione che esse instaurano con le istituzioni locali ed esplorando i fattori che rendono possibile o ostacolano tale rapporto. Attraverso un’indagine sul campo sviluppatasi in interviste semi-strutturate con realtà del terzo settore e un’etnografia istituzionale ancora in atto, emergono tre nodi. Il primo propone una definizione operativa del concetto ambiguo di “innovazione sociale” qui inteso in modo situato e contingente, come un processo emergente e distribuito tra gli attori coinvolti. Il secondo si concentra sull’apprendimento istituzionale, inteso come la capacità delle amministrazioni di stabilizzare innovazioni proposte da pratiche civiche, spesso autorganizzate: tale processo non è lineare ed è fatto spesso di conflitti, negoziazioni e sperimentazioni. Il terzo riguarda l’esternalizzazione del “fare città” e il ruolo sempre più preponderante di attori interstiziali e ibridi, spesso di origine privata, quali ad esempio le fondazioni di origine bancaria nella gestione del welfare cittadino. Viene proposta quindi una riflessione critica sul concetto di publicness, osservata come una costruzione dinamica e plurale e sulle condizioni che permettono la sua coproduzione nel governo del territorio urbano, utilizzando il contesto torinese come una forma specifica del generico.
2026
978-88-99237-84-4
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11583/3014271
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo