La partecipazione attiva delle popolazioni è un principio cardine delle politiche del paesaggio, secondo la Convenzione sul paesaggio del Consiglio d’Europa. Dalla stessa definizione di paesaggio come “an area, as perceived by people” (art. 1) discende che le politiche del paesaggio devono tener presente i valori e le aspirazioni delle popolazioni. In Italia, la tutela del paesaggio per quasi un secolo è stata basata su un approccio top-down e expert-based, rinnovato dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Attraverso l’osservazione partecipante al caso della Commissione regionale per la dichiarazione di notevole interesse pubblico della Regione Piemonte l’autrice riflette sull’operatività e sui limiti del principio di partecipazione nella designazione di beni paesaggistici. L’attenzione va sia ai profili giuridici dell’istituto (chi può presentare l’istanza, chi prende le decisioni, quale campo di attenzione è ‘legittimo’), sia a ciò che le pratiche rivelano sulle motivazioni dei soggetti coinvolti. A 25 anni dalla CEP e a 20 dalla Convezione di Faro, il patrimonio culturale è ancora un campo sfidante per affrontare l’interesse pubblico attraverso processi che traducano il principio della partecipazione in operatività.
Quale partecipazione nella dichiarazione di “notevole interesse pubblico” di immobili ed aree? / Cassatella, C.. - ELETTRONICO. - 1:(2026), pp. 198-203. (XXVII Conferenza Nazionale SIU “Publicness: le sfide della dimensione pubblica nelle città e nei territori” Milano 18-20 giugno 2025).
Quale partecipazione nella dichiarazione di “notevole interesse pubblico” di immobili ed aree?
Cassatella Claudia
2026
Abstract
La partecipazione attiva delle popolazioni è un principio cardine delle politiche del paesaggio, secondo la Convenzione sul paesaggio del Consiglio d’Europa. Dalla stessa definizione di paesaggio come “an area, as perceived by people” (art. 1) discende che le politiche del paesaggio devono tener presente i valori e le aspirazioni delle popolazioni. In Italia, la tutela del paesaggio per quasi un secolo è stata basata su un approccio top-down e expert-based, rinnovato dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Attraverso l’osservazione partecipante al caso della Commissione regionale per la dichiarazione di notevole interesse pubblico della Regione Piemonte l’autrice riflette sull’operatività e sui limiti del principio di partecipazione nella designazione di beni paesaggistici. L’attenzione va sia ai profili giuridici dell’istituto (chi può presentare l’istanza, chi prende le decisioni, quale campo di attenzione è ‘legittimo’), sia a ciò che le pratiche rivelano sulle motivazioni dei soggetti coinvolti. A 25 anni dalla CEP e a 20 dalla Convezione di Faro, il patrimonio culturale è ancora un campo sfidante per affrontare l’interesse pubblico attraverso processi che traducano il principio della partecipazione in operatività.Pubblicazioni consigliate
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https://hdl.handle.net/11583/3012089
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