Il paper affronta la rinnovata attualità degli standard urbanistici come dispositivi di publicness, a partire dal D.I. 1444/68 che ha segnato la definizione quantitativa di spazi e servizi pubblici nelle città italiane. Se tali parametri hanno rappresentato prerequisiti fondamentali per garantire il diritto alla città durante il Novecento, oggi risultano essere condizioni necessarie ma non più sufficienti come risposta alle nuove vulnerabilità socio-economiche e climatico/ambientali. La ricerca esplora in particolare gli spazi scolastici come ambito di sperimentazione per il ripensamento degli standard urbanistici, ponendo attenzione al loro potenziale di rafforzamento del rapporto scuola-città verso nuove forme di welfare urbano. A partire dal progetto europeo MAINCODE, che studia la trasformazione dei cortili scolastici in rifugi climatici attraverso soluzioni basate sulla natura, processi di co-design e apertura alla comunità locale, il paper descrive come i rifugi climatici possano rappresentare infrastrutture pubbliche permanenti capaci di integrare azioni di adattamento climatico, inclusione sociale ed equità territoriale. Infine, il contributo avanza una proposta disciplinare per ripensare gli standard urbanistici alla luce della publicness al fine di considerarli non solo strumenti tecnici, ma condizioni fondative per il diritto alla città e per ambienti urbani equi, resilienti e condivisi.

Ripensare la publicness per gli standard urbanistici. Tentativi di innovazione negli spazi scolastici / Caldarice, O.. - ELETTRONICO. - 8:(2026), pp. 23-28. (XXVII CONFERENZA NAZIONALE SIU SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI. "PUBLICNESS: LE SFIDE DELLA DIMENSIONE PUBBLICA NELLE CITTÀ E NEI TERRITORI" Milano (IT) 18-20 giugno 2026).

Ripensare la publicness per gli standard urbanistici. Tentativi di innovazione negli spazi scolastici

Caldarice, Ombretta
2026

Abstract

Il paper affronta la rinnovata attualità degli standard urbanistici come dispositivi di publicness, a partire dal D.I. 1444/68 che ha segnato la definizione quantitativa di spazi e servizi pubblici nelle città italiane. Se tali parametri hanno rappresentato prerequisiti fondamentali per garantire il diritto alla città durante il Novecento, oggi risultano essere condizioni necessarie ma non più sufficienti come risposta alle nuove vulnerabilità socio-economiche e climatico/ambientali. La ricerca esplora in particolare gli spazi scolastici come ambito di sperimentazione per il ripensamento degli standard urbanistici, ponendo attenzione al loro potenziale di rafforzamento del rapporto scuola-città verso nuove forme di welfare urbano. A partire dal progetto europeo MAINCODE, che studia la trasformazione dei cortili scolastici in rifugi climatici attraverso soluzioni basate sulla natura, processi di co-design e apertura alla comunità locale, il paper descrive come i rifugi climatici possano rappresentare infrastrutture pubbliche permanenti capaci di integrare azioni di adattamento climatico, inclusione sociale ed equità territoriale. Infine, il contributo avanza una proposta disciplinare per ripensare gli standard urbanistici alla luce della publicness al fine di considerarli non solo strumenti tecnici, ma condizioni fondative per il diritto alla città e per ambienti urbani equi, resilienti e condivisi.
2026
978-88-99237-91-2
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