La grande stagione della rigenerazione urbana, che segue i processi di dismissione degli ultimi anni del Novecento, è stata letta da architetti, urbanisti e amministratori come occasione per rifondare la città contemporanea. Nei contesti metropolitani più dinamici ciò si è spesso tradotto in operazioni di “cattura della rendita”, con esiti che hanno accentuato le disuguaglianze socio-spaziali. Nei territori meno competitivi della provincia italiana, cui questo testo dedica attenzione, la limitata capacità d’investimento pubblico e la persistenza di attività produttive hanno reso i processi di dismissione e rigenerazione parziali e frammentati. In molti di questi territori tuttora produttivi, processi di patrimonializzazione e valorizzazione dei beni si intrecciano con nuove coalizioni locali (imprese, fondazioni, associazioni) che suppliscono alla debolezza dell’attore pubblico, orientando strategie di rigenerazione territoriale spesso efficaci. Questo scritto intende “provincializzare” lo sguardo sulla rigenerazione analizzando tre casi emblematici, lontani dai contesti metropolitani più narrati: Biella, dove l’idea di “natura industriale” diventa una leva di branding territoriale capace di mettere insieme la legacy diffusa del distretto industriale e il patrimonio ambientale locale; Carrara, dove la storica estrazione del marmo si riposiziona nei segmenti del lusso e si lega a pratiche di turismo estrattivo e alla riqualificazione delle cave; e, infine, Cervia, dove la salina, per anni abbandonata, è stata rigenerata come spazio produttivo e identitario connesso all’artigianato locale di qualità. Dall’analisi emerge come, nei territori dell’Italia di mezzo, la produzione possa agire da leva selettiva di rigenerazione, evitando narrative omologanti e orientando politiche contestuali capaci di coniugare qualità dell’abitare, tutela paesaggistica e sviluppo locale.
Produzione e patrimonializzazione. Strategie di rigenerazione territoriale nell'Italia di mezzo / Martin Sanchez, L.A., Vassallo, I.. - ELETTRONICO. - 10:(2026), pp. 255-263. (XXVII Conferenza Nazionale SIU "Publicness: la sfida della dimensionale pubblica nella città e nei territori" Milano 18-20 giugno 2025).
Produzione e patrimonializzazione. Strategie di rigenerazione territoriale nell'Italia di mezzo
Luis Martin Sanchez;Ianira Vassallo
2026
Abstract
La grande stagione della rigenerazione urbana, che segue i processi di dismissione degli ultimi anni del Novecento, è stata letta da architetti, urbanisti e amministratori come occasione per rifondare la città contemporanea. Nei contesti metropolitani più dinamici ciò si è spesso tradotto in operazioni di “cattura della rendita”, con esiti che hanno accentuato le disuguaglianze socio-spaziali. Nei territori meno competitivi della provincia italiana, cui questo testo dedica attenzione, la limitata capacità d’investimento pubblico e la persistenza di attività produttive hanno reso i processi di dismissione e rigenerazione parziali e frammentati. In molti di questi territori tuttora produttivi, processi di patrimonializzazione e valorizzazione dei beni si intrecciano con nuove coalizioni locali (imprese, fondazioni, associazioni) che suppliscono alla debolezza dell’attore pubblico, orientando strategie di rigenerazione territoriale spesso efficaci. Questo scritto intende “provincializzare” lo sguardo sulla rigenerazione analizzando tre casi emblematici, lontani dai contesti metropolitani più narrati: Biella, dove l’idea di “natura industriale” diventa una leva di branding territoriale capace di mettere insieme la legacy diffusa del distretto industriale e il patrimonio ambientale locale; Carrara, dove la storica estrazione del marmo si riposiziona nei segmenti del lusso e si lega a pratiche di turismo estrattivo e alla riqualificazione delle cave; e, infine, Cervia, dove la salina, per anni abbandonata, è stata rigenerata come spazio produttivo e identitario connesso all’artigianato locale di qualità. Dall’analisi emerge come, nei territori dell’Italia di mezzo, la produzione possa agire da leva selettiva di rigenerazione, evitando narrative omologanti e orientando politiche contestuali capaci di coniugare qualità dell’abitare, tutela paesaggistica e sviluppo locale.Pubblicazioni consigliate
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https://hdl.handle.net/11583/3011884
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