L’area oggetto di studio si trova all’interno di un sito interessato da una contaminazione della falda idrica da composti organici clorurati quali PCE, TCE, 1,2-DCA e 1,2-DCP. Il contaminante prevalente, nonché target prioritario degli interventi di bonifica, è il DCIPE. Il DCIPE è un composto appartenente agli eteri alifatici alogenati e può essere un sottoprodotto indesiderato del processo industriale di produzione della cloridrina propilenica. Esso è un composto molto stabile e quindi difficilmente degradabile. Sono stati svolti dei test batch a scala di laboratorio finalizzati a verificare l’applicabilità di approcci di in-situ chemical reduction (ISCR), mediante l’utilizzo di nanoparticelle di ferro zerovalente (nZVI) tal quali e catalizzate, per la rimozione del DCIPE e degli altri contaminanti organici clorurati presenti. Le prove di degradazione sono state condotte su campioni di acqua di falda prelevati in sito. L’efficacia dei reagenti testati nell’abbattimento dei contaminanti di interesse nel tempo è stata valutata determinando la cinetica di degradazione dei diversi composti a contatto con i materiali reattivi. I test batch hanno dimostrato l’efficacia delle nanoparticelle di ferro zerovalente catalizzato nella rimozione completa di tutti i solventi clorurati, compresi quelli recalcitranti al trattamento con ZVI, e una significativa degradazione del DCIPE.
Processi avanzati di in situ chemical reduction (ISCR) per la rimozione di composti alogenati altamente recalcitranti / Barbero, Serena; Bianco, Carlo; Magherini, Leonardo; Tosco, Tiziana; Sethi, Rajandrea. - STAMPA. - (2024), pp. 441-446. ( SiCon2024 Taormina (Ita) 8-10 febbraio 2024).
Processi avanzati di in situ chemical reduction (ISCR) per la rimozione di composti alogenati altamente recalcitranti
Serena Barbero;Carlo Bianco;Leonardo Magherini;Tiziana Tosco;Rajandrea Sethi
2024
Abstract
L’area oggetto di studio si trova all’interno di un sito interessato da una contaminazione della falda idrica da composti organici clorurati quali PCE, TCE, 1,2-DCA e 1,2-DCP. Il contaminante prevalente, nonché target prioritario degli interventi di bonifica, è il DCIPE. Il DCIPE è un composto appartenente agli eteri alifatici alogenati e può essere un sottoprodotto indesiderato del processo industriale di produzione della cloridrina propilenica. Esso è un composto molto stabile e quindi difficilmente degradabile. Sono stati svolti dei test batch a scala di laboratorio finalizzati a verificare l’applicabilità di approcci di in-situ chemical reduction (ISCR), mediante l’utilizzo di nanoparticelle di ferro zerovalente (nZVI) tal quali e catalizzate, per la rimozione del DCIPE e degli altri contaminanti organici clorurati presenti. Le prove di degradazione sono state condotte su campioni di acqua di falda prelevati in sito. L’efficacia dei reagenti testati nell’abbattimento dei contaminanti di interesse nel tempo è stata valutata determinando la cinetica di degradazione dei diversi composti a contatto con i materiali reattivi. I test batch hanno dimostrato l’efficacia delle nanoparticelle di ferro zerovalente catalizzato nella rimozione completa di tutti i solventi clorurati, compresi quelli recalcitranti al trattamento con ZVI, e una significativa degradazione del DCIPE.| File | Dimensione | Formato | |
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