Il “design per l’accessibilità” gioca un ruolo fondamentale nella creazione di ambienti urbani inclusivi e funzionali, rispondendo alla pluralità delle esigenze degli individui, inclusi quelli con disabilita fisiche, cognitive e sensoriali. L’approccio progettuale non si limita alla sola rimozione delle barriere architettoniche, o più in generale al superamento delle limitazioni fisiche, ma implica una visione più ampia, che tenga conto anche di quelle di tipo cognitivo e culturale. L’obiettivo e garantire che ogni persona, indipendentemente dalle proprie abilita, possa accedere, comprendere e utilizzare pienamente gli spazi pubblici e i servizi urbani, favorendo così una società più equa, partecipativa e sicura. Tale approccio e alla base della ricerca dottorale, in itinere, che il presente contributo intende presentare: con particolare riferimento alla prima fase di sviluppo del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) promosso dal Comune di Torino, sviluppato in collaborazione con il Turin Accessibility Lab (centro di ricerca del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino) e orientato alla ulteriore definizione di un Piano dell’Accessibilità, che guardi al tema della fruizione inclusiva degli spazi pubblici in senso ampio. Il progetto ha messo a punto una metodologia di analisi e progettazione basata su un approccio multidisciplinare, che combina la raccolta e l’analisi di dati con il coinvolgimento diretto di persone con disabilita e associazioni di riferimento. L’impiego di metodi qualitativi e partecipativi ha permesso di rilevare criticità non scontate, al fine di garantire soluzioni efficaci e realmente rispondenti alle esigenze degli utenti finali. Nonostante i risultati positivi ottenuti in questa prima fase rimangono ancora delle sfide, in particolare per quanto riguarda l’integrazione in tali processi di strumenti per intervenire sull’accessibilità di tipo cognitivo e culturale. Se le barriere fisiche e sensoriali sono sempre più riconosciute e affrontate anche a livello normativo, gli aspetti relativi all’inclusione nella sua dimensione comunicativa e di comprensione delle caratteristiche degli spazi urbani richiedono un’ulteriore e più estesa riflessione. Per superare queste barriere sociali e culturali e fondamentale adottare strategie basate sul co-design, sulla ricerca partecipativa e sull’uso di strumenti adeguati alla mappatura e analisi dell’accessibilità urbana. Solo attraverso un dialogo costante tra istituzioni, esperti, progettisti e cittadini e possibile costruire un ambiente urbano che rispetti la pluralità delle esperienze umane e promuova una reale inclusione sociale. L’esperienza del PEBA di Torino rappresenta un passo iniziale significativo in questa direzione, ma il percorso verso una citta davvero accessibile richiede un impegno continuo e un approccio sempre più integrato e interdisciplinare.
Progettare per l’accessibilità urbana: un approccio inclusivo e partecipativo. Il contributo del PEBA di Torino e le sfide per una città accessibile. Designing for urban accessibility: an inclusive and participatory approach. The contribution of Turin’s PEBA and the challenges for an accessible city / Rolletto, Claudia; Caputo, Irene; Bozzola, Marco. - ELETTRONICO. - 1:(2025), pp. 280-293. ( Design Plurale. Casi e modelli alternativi per l’innovazione Plural Design / Cases and alternative models for innovation Napoli (ITA) 26-27 Giugno 2025).
Progettare per l’accessibilità urbana: un approccio inclusivo e partecipativo. Il contributo del PEBA di Torino e le sfide per una città accessibile. Designing for urban accessibility: an inclusive and participatory approach. The contribution of Turin’s PEBA and the challenges for an accessible city
Rolletto, Claudia;Caputo, Irene;Bozzola, Marco
2025
Abstract
Il “design per l’accessibilità” gioca un ruolo fondamentale nella creazione di ambienti urbani inclusivi e funzionali, rispondendo alla pluralità delle esigenze degli individui, inclusi quelli con disabilita fisiche, cognitive e sensoriali. L’approccio progettuale non si limita alla sola rimozione delle barriere architettoniche, o più in generale al superamento delle limitazioni fisiche, ma implica una visione più ampia, che tenga conto anche di quelle di tipo cognitivo e culturale. L’obiettivo e garantire che ogni persona, indipendentemente dalle proprie abilita, possa accedere, comprendere e utilizzare pienamente gli spazi pubblici e i servizi urbani, favorendo così una società più equa, partecipativa e sicura. Tale approccio e alla base della ricerca dottorale, in itinere, che il presente contributo intende presentare: con particolare riferimento alla prima fase di sviluppo del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) promosso dal Comune di Torino, sviluppato in collaborazione con il Turin Accessibility Lab (centro di ricerca del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino) e orientato alla ulteriore definizione di un Piano dell’Accessibilità, che guardi al tema della fruizione inclusiva degli spazi pubblici in senso ampio. Il progetto ha messo a punto una metodologia di analisi e progettazione basata su un approccio multidisciplinare, che combina la raccolta e l’analisi di dati con il coinvolgimento diretto di persone con disabilita e associazioni di riferimento. L’impiego di metodi qualitativi e partecipativi ha permesso di rilevare criticità non scontate, al fine di garantire soluzioni efficaci e realmente rispondenti alle esigenze degli utenti finali. Nonostante i risultati positivi ottenuti in questa prima fase rimangono ancora delle sfide, in particolare per quanto riguarda l’integrazione in tali processi di strumenti per intervenire sull’accessibilità di tipo cognitivo e culturale. Se le barriere fisiche e sensoriali sono sempre più riconosciute e affrontate anche a livello normativo, gli aspetti relativi all’inclusione nella sua dimensione comunicativa e di comprensione delle caratteristiche degli spazi urbani richiedono un’ulteriore e più estesa riflessione. Per superare queste barriere sociali e culturali e fondamentale adottare strategie basate sul co-design, sulla ricerca partecipativa e sull’uso di strumenti adeguati alla mappatura e analisi dell’accessibilità urbana. Solo attraverso un dialogo costante tra istituzioni, esperti, progettisti e cittadini e possibile costruire un ambiente urbano che rispetti la pluralità delle esperienze umane e promuova una reale inclusione sociale. L’esperienza del PEBA di Torino rappresenta un passo iniziale significativo in questa direzione, ma il percorso verso una citta davvero accessibile richiede un impegno continuo e un approccio sempre più integrato e interdisciplinare.| File | Dimensione | Formato | |
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