Il paper costituisce il primo risultato di una ricerca interdisciplinare volta a riconoscere come l’accelerazione impressa dalla condizione pandemica e dalle misure governative connesse allo smart working possa aver ingenerato nuove forme di esclusione, relative a soggetti e segmenti di popolazione “deboli”. Il compito consiste nel capire come l’esile rete di diritti non garantiti, lavoro precario, informale o illegale, le economie organizzative di medie e grandi imprese, l’erogazione di servizi pubblici, lo sviluppo di reti di solidarietà familiari e identitario-amicali rappresentino nello spazio urbano e territoriale fenomeni di cambiamento capaci di evidenziare processi strutturali dell’urbanizzazione. La letteratura procede a partire dal costituirsi di “periferie”, aree e quartieri degradati della città, località geografico-culturali sfavorite in rapporto alla produzione, ai commerci, ai redditi dei residenti. Ciò che si osserva oggi però pare qualcosa di diverso dal semplice articolarsi della città in aree abitate da differenti gruppi sociali. Sembra piuttosto un ulteriore esito della disarticolazione territoriale dei processi produttivi, dell’organizzazione della distribuzione commerciale, della costante mobilità di beni, persone e informazioni. La crescente antropizzazione dell’ambiente ha ampliato i limiti delle libertà individuali, senza tuttavia avvicinarsi a forme di uguaglianza. In questo modo si è prodotto una sorta di stato di ritorno uno spazio “lenticolare”, topologico, formato da nicchie ed enclave di differente estensione e significato. Sono cambiati, di conseguenza, gli spazi di condivisione, digitali e fisici, i codici di fruizione degli ambienti urbani.
Smart working, esclusione sociale: problemi di metodo nell’interpretazione delle configurazioni spaziali / Paone, Fabrizio. - ELETTRONICO. - 01, Ranzato M., Garau C. (a cura di, 2024), Innovazione, tecnologie e modelli di configurazione spaziale, Atti della XXV Conferenza Nazionale SIU “Transizioni, giustizia spaziale e progetto di territorio”:(2024), pp. 113-116. ( Transizioni, giustizia spaziale e progetto di territorio Cagliari 15-16 giugno 2023).
Smart working, esclusione sociale: problemi di metodo nell’interpretazione delle configurazioni spaziali
Fabrizio Paone
2024
Abstract
Il paper costituisce il primo risultato di una ricerca interdisciplinare volta a riconoscere come l’accelerazione impressa dalla condizione pandemica e dalle misure governative connesse allo smart working possa aver ingenerato nuove forme di esclusione, relative a soggetti e segmenti di popolazione “deboli”. Il compito consiste nel capire come l’esile rete di diritti non garantiti, lavoro precario, informale o illegale, le economie organizzative di medie e grandi imprese, l’erogazione di servizi pubblici, lo sviluppo di reti di solidarietà familiari e identitario-amicali rappresentino nello spazio urbano e territoriale fenomeni di cambiamento capaci di evidenziare processi strutturali dell’urbanizzazione. La letteratura procede a partire dal costituirsi di “periferie”, aree e quartieri degradati della città, località geografico-culturali sfavorite in rapporto alla produzione, ai commerci, ai redditi dei residenti. Ciò che si osserva oggi però pare qualcosa di diverso dal semplice articolarsi della città in aree abitate da differenti gruppi sociali. Sembra piuttosto un ulteriore esito della disarticolazione territoriale dei processi produttivi, dell’organizzazione della distribuzione commerciale, della costante mobilità di beni, persone e informazioni. La crescente antropizzazione dell’ambiente ha ampliato i limiti delle libertà individuali, senza tuttavia avvicinarsi a forme di uguaglianza. In questo modo si è prodotto una sorta di stato di ritorno uno spazio “lenticolare”, topologico, formato da nicchie ed enclave di differente estensione e significato. Sono cambiati, di conseguenza, gli spazi di condivisione, digitali e fisici, i codici di fruizione degli ambienti urbani.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/11583/3007384
