I luoghi della produzione e dello scambio hanno determinato, in modi diversi e con tempi non coincidenti, i caratteri della trasformazione urbana nelle sue dimensioni economiche, sociali e istituzionali. Se negli anni Settanta i profondi mutamenti del paradigma produttivo mantenevano una relazione esplicita con la riorganizzazione degli assetti spaziali delle città, data dai settori economici emergenti, fin dagli anni Novanta è emersa la de-materializzazione della produzione dove progressivamente si è persa la trama di relazioni fisiche e funzionali a favore di forme di organizzazione spaziale omologate ai processi di globalizzazione economico-finanziaria. In questa fase di contrazione dell’economia, l’eventuale riuso con funzioni e forme sostitutive dei territori industriali e terziari in declino e in abbandono è stato prevalentemente attivato da opportunità e interessi immobiliari e di rendita fondiario-finanziaria piuttosto che da obiettivi e intenti di rigenerazione urbana. Nella prospettiva della recente riforma costituzionale, i territori in contrazione divengono occasione per sviluppare azioni e progetti di innovazione verso un modello di diversa crescita, come laboratori per nuove ecologie territoriali.
Territori della Contrazione. Atti della XXVI Conferenza Nazionale Società Italiana Urbanisti SIU - NUOVE ECOLOGIE TERRITORIALI. COABITARE MONDI CHE CAMBIANO, Napoli, 12-14 giugno 2024 / Brunetta, Grazia; Amenta, Libera. - ELETTRONICO. - 09:(2025).
Territori della Contrazione. Atti della XXVI Conferenza Nazionale Società Italiana Urbanisti SIU - NUOVE ECOLOGIE TERRITORIALI. COABITARE MONDI CHE CAMBIANO, Napoli, 12-14 giugno 2024
Brunetta, Grazia;
2025
Abstract
I luoghi della produzione e dello scambio hanno determinato, in modi diversi e con tempi non coincidenti, i caratteri della trasformazione urbana nelle sue dimensioni economiche, sociali e istituzionali. Se negli anni Settanta i profondi mutamenti del paradigma produttivo mantenevano una relazione esplicita con la riorganizzazione degli assetti spaziali delle città, data dai settori economici emergenti, fin dagli anni Novanta è emersa la de-materializzazione della produzione dove progressivamente si è persa la trama di relazioni fisiche e funzionali a favore di forme di organizzazione spaziale omologate ai processi di globalizzazione economico-finanziaria. In questa fase di contrazione dell’economia, l’eventuale riuso con funzioni e forme sostitutive dei territori industriali e terziari in declino e in abbandono è stato prevalentemente attivato da opportunità e interessi immobiliari e di rendita fondiario-finanziaria piuttosto che da obiettivi e intenti di rigenerazione urbana. Nella prospettiva della recente riforma costituzionale, i territori in contrazione divengono occasione per sviluppare azioni e progetti di innovazione verso un modello di diversa crescita, come laboratori per nuove ecologie territoriali.Pubblicazioni consigliate
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https://hdl.handle.net/11583/3002160
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