In Europa si assiste da diversi anni a una crescente diffusione di organizzazioni che operano in una prospettiva di innovazione sociale (Moulaert et al., 2013), attraverso pratiche di iniziativa spontanea e di natura diversa – che oscillano tra l’antagonismo e la nascita di nuovi soggetti del terzo settore – finalizzate a rispondere a bisogni di spazi e servizi che, in passato, erano solitamente garantiti dagli enti pubblici. Se si è discusso dei benefici generalmente prodotti da tali pratiche (Galego et al., 2022), vi è una crescente preoccupazione verso alcuni aspetti critici legati al fenomeno (Fougère & Merilainen, 2021): qual è la reale capacità, per tali organizzazioni, di generare processi pienamente inclusivi? Qual è la reale rappresentatività e legittimità di tali processi, quali relazioni e dinamiche di potere si innescano a livello locale? Qual è il rischio che il terzo settore si sostituisca alle istituzioni pubbliche e aumenti progressivamente un processo di de-responsabilizzazione? Quali arrangiamenti prendono le forme di collaborazione, conflitto, co-produzione o altro tra pratiche dal basso e meccanismi del governo locale? Tali interrogativi, al centro del dibattito disciplinare ormai da tempo, sono alla base del progetto PRIN 2022 PNRR “RESISTING – REconnetting Social innovation with INStitutions in Urban PlannING”, con l’obiettivo di mettere a fuoco le differenti forme di relazione tra innovazione sociale, istituzioni e planning in tre contesti regionali italiani tra nord e sud: Piemonte, Veneto e Sicilia.
Quali forme di relazione tra innovazione sociale, istituzioni e planning? Una mappatura in cantiere, con sguardo critico tra Piemonte, Veneto e Sicilia / Caruso, N.; Ostanel, E.; Pappalardo, G.. - In: PLANUM. - ISSN 1723-0993. - ELETTRONICO. - 01:(2025), pp. 79-85. ( XXVI Conferenza Nazionale SIU Nuove ecologie territoriali. Coabitare mondi che cambiano Napoli 12-14 giugno 2024).
Quali forme di relazione tra innovazione sociale, istituzioni e planning? Una mappatura in cantiere, con sguardo critico tra Piemonte, Veneto e Sicilia
Caruso N.;
2025
Abstract
In Europa si assiste da diversi anni a una crescente diffusione di organizzazioni che operano in una prospettiva di innovazione sociale (Moulaert et al., 2013), attraverso pratiche di iniziativa spontanea e di natura diversa – che oscillano tra l’antagonismo e la nascita di nuovi soggetti del terzo settore – finalizzate a rispondere a bisogni di spazi e servizi che, in passato, erano solitamente garantiti dagli enti pubblici. Se si è discusso dei benefici generalmente prodotti da tali pratiche (Galego et al., 2022), vi è una crescente preoccupazione verso alcuni aspetti critici legati al fenomeno (Fougère & Merilainen, 2021): qual è la reale capacità, per tali organizzazioni, di generare processi pienamente inclusivi? Qual è la reale rappresentatività e legittimità di tali processi, quali relazioni e dinamiche di potere si innescano a livello locale? Qual è il rischio che il terzo settore si sostituisca alle istituzioni pubbliche e aumenti progressivamente un processo di de-responsabilizzazione? Quali arrangiamenti prendono le forme di collaborazione, conflitto, co-produzione o altro tra pratiche dal basso e meccanismi del governo locale? Tali interrogativi, al centro del dibattito disciplinare ormai da tempo, sono alla base del progetto PRIN 2022 PNRR “RESISTING – REconnetting Social innovation with INStitutions in Urban PlannING”, con l’obiettivo di mettere a fuoco le differenti forme di relazione tra innovazione sociale, istituzioni e planning in tre contesti regionali italiani tra nord e sud: Piemonte, Veneto e Sicilia.| File | Dimensione | Formato | |
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