Nel corso degli ultimi anni, il fenomeno del re-scaling ha reso necessario, ai singoli comuni e ai territori, la costruzione di ambiti territoriali entro cui definire strategie e attuare politiche, inducendo pratiche di sperimentazione dal basso. Questo fenomeno è connesso da una parte alle riforme istituzionali che hanno destrutturato gli enti intermedi e dalla progressiva “europeizzazione” delle politiche di sviluppo, e dall’altra dalla crescente consapevolezza riguardo alla necessità di adottare una prospettiva territoriale differente, legata ad azioni di sviluppo place-based costruite sulle caratteristiche e sul capitale territoriale dei luoghi. Questione aperta nel dibattito politico e scientifico sono le modalità e gli strumenti con il quale un territorio – nei suoi aspetti amministrativi, istituzionali e socioculturali – possa costruire uno o più ambiti geografici dal basso entro cui attuare diverse politiche. In tal senso, i dibattiti intorno alla questione della soft planning e degli immaginari spaziali sono il quadro epistemologico utile a studiare i dinamismi che caratterizzano i processi negoziali e strategici della costruzione degli ambiti territoriali a geometrie variabili. Questi aspetti vengono discussi a partire dal caso studio del territorio del Saluzzese e delle Terre del Monviso, in provincia di Cuneo, che nel corso degli ultimi anni ha dimostrato dinamicità strategica e attivismo tale da renderlo un soggetto esemplificativo del panorama italiano.

La costruzione di ambiti territoriali tra soft planning e immaginari spaziali: il caso studio del Saluzzese e delle Terre del Monviso / Del Fiore, Marco; Fontana, Mauro. - ELETTRONICO. - (In corso di stampa). (Intervento presentato al convegno XXV Conferenza SIU. Transizioni, giustizia spaziale e progetto di territorio – Transitions, Spatial Justice and Territorial Planning. tenutosi a Cagliari nel 15-16 Giugno).

La costruzione di ambiti territoriali tra soft planning e immaginari spaziali: il caso studio del Saluzzese e delle Terre del Monviso

Del Fiore, Marco;Fontana, Mauro
In corso di stampa

Abstract

Nel corso degli ultimi anni, il fenomeno del re-scaling ha reso necessario, ai singoli comuni e ai territori, la costruzione di ambiti territoriali entro cui definire strategie e attuare politiche, inducendo pratiche di sperimentazione dal basso. Questo fenomeno è connesso da una parte alle riforme istituzionali che hanno destrutturato gli enti intermedi e dalla progressiva “europeizzazione” delle politiche di sviluppo, e dall’altra dalla crescente consapevolezza riguardo alla necessità di adottare una prospettiva territoriale differente, legata ad azioni di sviluppo place-based costruite sulle caratteristiche e sul capitale territoriale dei luoghi. Questione aperta nel dibattito politico e scientifico sono le modalità e gli strumenti con il quale un territorio – nei suoi aspetti amministrativi, istituzionali e socioculturali – possa costruire uno o più ambiti geografici dal basso entro cui attuare diverse politiche. In tal senso, i dibattiti intorno alla questione della soft planning e degli immaginari spaziali sono il quadro epistemologico utile a studiare i dinamismi che caratterizzano i processi negoziali e strategici della costruzione degli ambiti territoriali a geometrie variabili. Questi aspetti vengono discussi a partire dal caso studio del territorio del Saluzzese e delle Terre del Monviso, in provincia di Cuneo, che nel corso degli ultimi anni ha dimostrato dinamicità strategica e attivismo tale da renderlo un soggetto esemplificativo del panorama italiano.
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