Nonostante gli studi che sottolineano il ruolo dell’UNESCO come uno strumento per l’uso della cultura e del patrimonio nella costruzione di un mondo pacifico, i recenti conflitti mettono in evidenza non solo l’esigenza ancora molto urgente per la pace, ma anche il forte legame tra patrimonio culturale e diritti umani e rapporti sociali. Se da un lato, tale legame, come suggerito dall’UNESCO, può innescare il dialogo interculturale, da altro lato, può anche avere un ruolo centrale nei conflitti sociali e/o etnici. Il contributo si propone di rivelare queste dinamiche attraverso un’indagine sugli eventi avvenuti durante il 40° Comitato del Centro del Patrimonio Mondiale, svolto a Istanbul nel Luglio 2016 in cui il sito archeologico Ani a Kars, nell’est-Turchia sul confine con l’Armenia, è stato iscritto nella lista dell’UNESCO. L’iscrizione di Ani, capitale del regno armeno medievale nel X e XI secolo d.C., ha rappresentato un significativo atto diplomatico verso la costruzione di nuovi rapporti pacifici tra Turchia e Armenia. Tuttavia, nella stessa riunione, in maniera non ufficiale, sono stati discussi gli interventi dell’esercito turco in un altro sito in Turchia, “Paesaggio culturale della fortezza di Diyarbakır e dei giardini Hevsel” riconosciuto dall’UNESCO nel 2015 caratterizzato da una popolazione prevalentemente di origine curda. In tal occasione, gli attivisti non solo hanno messo in luce la distruzione del patrimonio e della memoria da parte dell’esercito turco a Diyarbakir, ma hanno anche accusato l’UNESCO di indifferenza e di rimanere silente. Tuttavia, un tentativo fallito di colpo di stato non solo ha interrotto il lavoro del comitato, ma ha anche cambiato il futuro della gestione e le politiche sulla conservazione del patrimonio in Turchia. Indagando sulla sessione e sulla sua conseguenza, il contributo mette in luce le conseguenze politiche e sociali che precedono e seguono i processi di iscrizione nella lista UNESCO World Heritage Site.

Patrimonio per la Pace in un Mondo Pieno di Conflitti / Dinler, Mesut. - In: RESTAURO ARCHEOLOGICO. - ISSN 1724-9686. - STAMPA. - Special Issue:1(2022), pp. 472-477.

Patrimonio per la Pace in un Mondo Pieno di Conflitti

Dinler
2022

Abstract

Nonostante gli studi che sottolineano il ruolo dell’UNESCO come uno strumento per l’uso della cultura e del patrimonio nella costruzione di un mondo pacifico, i recenti conflitti mettono in evidenza non solo l’esigenza ancora molto urgente per la pace, ma anche il forte legame tra patrimonio culturale e diritti umani e rapporti sociali. Se da un lato, tale legame, come suggerito dall’UNESCO, può innescare il dialogo interculturale, da altro lato, può anche avere un ruolo centrale nei conflitti sociali e/o etnici. Il contributo si propone di rivelare queste dinamiche attraverso un’indagine sugli eventi avvenuti durante il 40° Comitato del Centro del Patrimonio Mondiale, svolto a Istanbul nel Luglio 2016 in cui il sito archeologico Ani a Kars, nell’est-Turchia sul confine con l’Armenia, è stato iscritto nella lista dell’UNESCO. L’iscrizione di Ani, capitale del regno armeno medievale nel X e XI secolo d.C., ha rappresentato un significativo atto diplomatico verso la costruzione di nuovi rapporti pacifici tra Turchia e Armenia. Tuttavia, nella stessa riunione, in maniera non ufficiale, sono stati discussi gli interventi dell’esercito turco in un altro sito in Turchia, “Paesaggio culturale della fortezza di Diyarbakır e dei giardini Hevsel” riconosciuto dall’UNESCO nel 2015 caratterizzato da una popolazione prevalentemente di origine curda. In tal occasione, gli attivisti non solo hanno messo in luce la distruzione del patrimonio e della memoria da parte dell’esercito turco a Diyarbakir, ma hanno anche accusato l’UNESCO di indifferenza e di rimanere silente. Tuttavia, un tentativo fallito di colpo di stato non solo ha interrotto il lavoro del comitato, ma ha anche cambiato il futuro della gestione e le politiche sulla conservazione del patrimonio in Turchia. Indagando sulla sessione e sulla sua conseguenza, il contributo mette in luce le conseguenze politiche e sociali che precedono e seguono i processi di iscrizione nella lista UNESCO World Heritage Site.
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