Negli ultimi venti anni sono stati formulati importanti modelli matematici atti a descrivere la morfodinamica di fiumi meandriformi. Il presente lavoro confronta e discute i tre più significativi modelli lineari (Ikeda et al. 1981, Johannesson & Parker 1989, Zolezzi & Seminara 2001), sottolineandone le analogie e le differenze. A tale fine le diverse trattazioni vengono riformulate all'interno di un medesimo inquadramento matematico ed esposte in cascata, partendo dalla teoria più completa sino a giungere a quella più approssimata. Tale impostazione consente inoltre di proporre alcune variazioni delle teorie originali che si rivelano utili per focalizzare meglio il ruolo di taluni processi chiave. In particolare, l'azione delle correnti secondarie sul trasporto solido di fondo, le variazioni spaziali del coefficiente di attrito e l'effetto della componente laterale della velocità indotta dalla topografia sulla quantità di moto longitudinale. Infine il lavoro pone le basi per indagare correttamente la dinamica a lungo termine di un fiume meandriforme, tema che è oggetto di una seconda nota presentata al Convegno.
Analisi di modelli lineari per la morfodinamica di fiumi meandriformi / Camporeale, CARLO VINCENZO; Sordo, SEBASTIANO TERESIO; Perona, Paolo; Porporato, Amilcare; Ridolfi, Luca. - STAMPA. - 1:(2004), pp. 405-412. (Intervento presentato al convegno Convegno di Idraulica e costruzioni idrauliche tenutosi a Trento nel 7-10 settembre 2004).
Analisi di modelli lineari per la morfodinamica di fiumi meandriformi
CAMPOREALE, CARLO VINCENZO;SORDO, SEBASTIANO TERESIO;PERONA, PAOLO;PORPORATO, Amilcare;RIDOLFI, LUCA
2004
Abstract
Negli ultimi venti anni sono stati formulati importanti modelli matematici atti a descrivere la morfodinamica di fiumi meandriformi. Il presente lavoro confronta e discute i tre più significativi modelli lineari (Ikeda et al. 1981, Johannesson & Parker 1989, Zolezzi & Seminara 2001), sottolineandone le analogie e le differenze. A tale fine le diverse trattazioni vengono riformulate all'interno di un medesimo inquadramento matematico ed esposte in cascata, partendo dalla teoria più completa sino a giungere a quella più approssimata. Tale impostazione consente inoltre di proporre alcune variazioni delle teorie originali che si rivelano utili per focalizzare meglio il ruolo di taluni processi chiave. In particolare, l'azione delle correnti secondarie sul trasporto solido di fondo, le variazioni spaziali del coefficiente di attrito e l'effetto della componente laterale della velocità indotta dalla topografia sulla quantità di moto longitudinale. Infine il lavoro pone le basi per indagare correttamente la dinamica a lungo termine di un fiume meandriforme, tema che è oggetto di una seconda nota presentata al Convegno.Pubblicazioni consigliate
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https://hdl.handle.net/11583/1643959
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