Il presente lavoro esplora il profondo legame tra l'etimologia dei titoli della drammaturgia greca classica e le loro strutture narrative, simboliche e antropologiche. Attraverso un'analisi condotta in forma di dialogo interattivo tra Amelia Carolina Sparavigna e il modello linguistico Gemini AI (Google), lo studio esamina la trasparenza morfologica del greco antico, in cui il nome proprio (ónoma) e il toponimo non costituiscono semplici etichette opache, ma vere e proprie equazioni semantiche e programmi drammaturgici. Vengono analizzate le etimologie dei nomi di figure tragiche emblematiche (Edipo, Aiace, Antigone, Elettra) e dei luoghi d'azione (Aulide, Tauride, Colono, Corinto), evidenziando la dialettica tra la polis e gli spazi della barbarie o dell'alterità, la funzione dello "specchio oscuro" tebano e la recezione della lingua da parte del pubblico ateniese del V secolo a.C. Dalla nostra analisi emerge in tutta evidenza una lingua greca come lingua trasparente più icastica che evocativa. Infine si delineano i motivi storici e linguistici che hanno portato il latino — e successivamente le lingue romanze — a perdere gran parte di questa trasparenza compositiva indoeuropea, conservandola prevalentemente come fossile nel lessico sacrale e giuridico. This paper investigates the deep connection between the etymology of classical Greek tragedy titles and their underlying narrative, symbolic, and anthropological frameworks. Built upon an interactive dialogue between Amelia Carolina Sparavigna and the Gemini AI language model (Google), the study explores the morphological transparency of Ancient Greek, where proper names (ónoma) and place names function not as opaque identifiers, but as semantic equations and dramaturgical blueprints. The work examines the etymological roots of major tragic figures (Oedipus, Ajax, Antigone, Electra) and key locations (Aulis, Tauris, Colonus, Corinth), focusing on the dialectic between the polis and barbaric spaces, the function of Thebes as a dark mirror for Athens, and the acoustic perception of ancient audiences. This analysis clearly shows the Greek as a transparent language more incisive than evocative. Lastly we analyze the linguistic and historical factors that led Latin—and subsequently Romance languages—to drift away from this Indo-European compositional transparency, preserving it mainly as a fossil within sacred and legal terminology.
La Donna di Forte Stirpe nel Porto del Vento: Dialogo con Gemini AI sulla Trasparenza della Lingua Greca / Sparavigna, A.C.. - ELETTRONICO. - (2026). [10.5281/zenodo.22797487]
La Donna di Forte Stirpe nel Porto del Vento: Dialogo con Gemini AI sulla Trasparenza della Lingua Greca
Sparavigna, Amelia Carolina
2026
Abstract
Il presente lavoro esplora il profondo legame tra l'etimologia dei titoli della drammaturgia greca classica e le loro strutture narrative, simboliche e antropologiche. Attraverso un'analisi condotta in forma di dialogo interattivo tra Amelia Carolina Sparavigna e il modello linguistico Gemini AI (Google), lo studio esamina la trasparenza morfologica del greco antico, in cui il nome proprio (ónoma) e il toponimo non costituiscono semplici etichette opache, ma vere e proprie equazioni semantiche e programmi drammaturgici. Vengono analizzate le etimologie dei nomi di figure tragiche emblematiche (Edipo, Aiace, Antigone, Elettra) e dei luoghi d'azione (Aulide, Tauride, Colono, Corinto), evidenziando la dialettica tra la polis e gli spazi della barbarie o dell'alterità, la funzione dello "specchio oscuro" tebano e la recezione della lingua da parte del pubblico ateniese del V secolo a.C. Dalla nostra analisi emerge in tutta evidenza una lingua greca come lingua trasparente più icastica che evocativa. Infine si delineano i motivi storici e linguistici che hanno portato il latino — e successivamente le lingue romanze — a perdere gran parte di questa trasparenza compositiva indoeuropea, conservandola prevalentemente come fossile nel lessico sacrale e giuridico. This paper investigates the deep connection between the etymology of classical Greek tragedy titles and their underlying narrative, symbolic, and anthropological frameworks. Built upon an interactive dialogue between Amelia Carolina Sparavigna and the Gemini AI language model (Google), the study explores the morphological transparency of Ancient Greek, where proper names (ónoma) and place names function not as opaque identifiers, but as semantic equations and dramaturgical blueprints. The work examines the etymological roots of major tragic figures (Oedipus, Ajax, Antigone, Electra) and key locations (Aulis, Tauris, Colonus, Corinth), focusing on the dialectic between the polis and barbaric spaces, the function of Thebes as a dark mirror for Athens, and the acoustic perception of ancient audiences. This analysis clearly shows the Greek as a transparent language more incisive than evocative. Lastly we analyze the linguistic and historical factors that led Latin—and subsequently Romance languages—to drift away from this Indo-European compositional transparency, preserving it mainly as a fossil within sacred and legal terminology.| File | Dimensione | Formato | |
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