Questo contributo esplora la storia dell’attuazione della legge 167 negli anni Ottanta, evidenziando una fase di transizione teorica e culturale della progettazione urbana e architettonica italiana verso le sperimentazioni internazionali dell’urban design. L’analisi si concentra sull’ideazione del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale (Pser) adottato a Napoli dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 e strutturato come un laboratorio di portata nazionale per integrare il quadro normativo ordinario, gli strumenti attuativi e le professionalità tecniche attraverso un programma urbanistico di iniziativa pubblica. Architetti e professionisti provenienti da tutta Italia presero parte al Programma, che, sebbene poco approfondito dalla storiografia nazionale, rappresenta una sintesi del dibattito italiano sulla 167, capace di integrare gli strumenti introdotti dalla norma con i piani di recupero e gli standard urbanistici, puntando alla trasformazione dell’ambiente costruito. Se, infatti, le prime attuazioni della legge 167 furono caratterizzate dalla sperimentazione di progetti exnovo a grande scala, il Pser s’inserisce in quella che può essere considerata una terza fase della sua applicazione che segue i primi piani di zona negli anni Sessanta e le modifiche introdotte dalle leggi 904/1965 e 865/1971. Negli anni Ottanta, il dibattito politico e professionale si concentrò sempre più su modelli urbanistici alternativi, orientati al consolidamento e alla riqualificazione della città esistente, senza forme di urbanizzazione.
Il dibattito italiano sull’urban design negli anni Ottanta. L’esperienza del Programma straordinario di edilizia residenziale a Napoli, 1981-1985 / Riviezzo, A.. - In: STORIA URBANA. - ISSN 0391-2248. - 182/2025(2026), pp. 87-105.
Il dibattito italiano sull’urban design negli anni Ottanta. L’esperienza del Programma straordinario di edilizia residenziale a Napoli, 1981-1985
Riviezzo, Aurora
2026
Abstract
Questo contributo esplora la storia dell’attuazione della legge 167 negli anni Ottanta, evidenziando una fase di transizione teorica e culturale della progettazione urbana e architettonica italiana verso le sperimentazioni internazionali dell’urban design. L’analisi si concentra sull’ideazione del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale (Pser) adottato a Napoli dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 e strutturato come un laboratorio di portata nazionale per integrare il quadro normativo ordinario, gli strumenti attuativi e le professionalità tecniche attraverso un programma urbanistico di iniziativa pubblica. Architetti e professionisti provenienti da tutta Italia presero parte al Programma, che, sebbene poco approfondito dalla storiografia nazionale, rappresenta una sintesi del dibattito italiano sulla 167, capace di integrare gli strumenti introdotti dalla norma con i piani di recupero e gli standard urbanistici, puntando alla trasformazione dell’ambiente costruito. Se, infatti, le prime attuazioni della legge 167 furono caratterizzate dalla sperimentazione di progetti exnovo a grande scala, il Pser s’inserisce in quella che può essere considerata una terza fase della sua applicazione che segue i primi piani di zona negli anni Sessanta e le modifiche introdotte dalle leggi 904/1965 e 865/1971. Negli anni Ottanta, il dibattito politico e professionale si concentrò sempre più su modelli urbanistici alternativi, orientati al consolidamento e alla riqualificazione della città esistente, senza forme di urbanizzazione.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
riviezzo(87-105).pdf
accesso riservato
Tipologia:
2a Post-print versione editoriale / Version of Record
Licenza:
Non Pubblico - Accesso privato/ristretto
Dimensione
7.54 MB
Formato
Adobe PDF
|
7.54 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/11583/3012769
