Il messaggio recentemente lanciato dal cardinale Repole per la festa appena trascorsa del primo maggio: Eravamo città delle auto vogliamo diventare città delle armi ci interroga profondamente sul presente e sul futuro di Torino e del suo territorio.Le analisi dettagliate dei report pubblicati dal 2023 in poi da Sbilanciamoci, da Greenpeace (Arming Europe) e dalle reti Pace e Disarmo, sul trend in salita, ormai decennale, degli investimenti in spesa militare dei vari paesi e in particolare dei Paesi UE Nato, mostrano con chiarezza che la spesa militare non è un driver efficace di crescita economica, e che non contribuisce realmente a diminuire la disoccupazione o la sottoccupazione. Al contrario, in un contesto di stagnazione economica o di crescita scarsa, una grande concentrazione di risorse nella spesa militare va a discapito di altri tipi più produttivi di spesa pubblica, come gli investimenti nell’ambiente, nell’istruzione o nella sanità, e nel medio e lungo periodo finisce per inibire traiettorie economiche alternative. Ma l'alternativa esiste ed è già stato delineato dal percorso del green deal e della decarbonizzazione.

Torino al bivio: capitale delle armi o capitale di un'economia di pace? / Mele, C.. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 1-3.

Torino al bivio: capitale delle armi o capitale di un'economia di pace?

Mele, Caterina
2026

Abstract

Il messaggio recentemente lanciato dal cardinale Repole per la festa appena trascorsa del primo maggio: Eravamo città delle auto vogliamo diventare città delle armi ci interroga profondamente sul presente e sul futuro di Torino e del suo territorio.Le analisi dettagliate dei report pubblicati dal 2023 in poi da Sbilanciamoci, da Greenpeace (Arming Europe) e dalle reti Pace e Disarmo, sul trend in salita, ormai decennale, degli investimenti in spesa militare dei vari paesi e in particolare dei Paesi UE Nato, mostrano con chiarezza che la spesa militare non è un driver efficace di crescita economica, e che non contribuisce realmente a diminuire la disoccupazione o la sottoccupazione. Al contrario, in un contesto di stagnazione economica o di crescita scarsa, una grande concentrazione di risorse nella spesa militare va a discapito di altri tipi più produttivi di spesa pubblica, come gli investimenti nell’ambiente, nell’istruzione o nella sanità, e nel medio e lungo periodo finisce per inibire traiettorie economiche alternative. Ma l'alternativa esiste ed è già stato delineato dal percorso del green deal e della decarbonizzazione.
2026
Torino al bivio: capitale delle armi o capitale di un'economia di pace? / Mele, C.. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 1-3.
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