Il futuro dei centri minori costituisce oggi uno dei principali ambiti di riflessione sulle prospettive a medio e lungo periodo delle “Aree Interne”, ponendo interrogativi che riguardano non solo la conservazione del patrimonio costruito, ma in generale le condizioni di abitabilità di questi luoghi. In questi contesti, la fragilità territoriale (tra spopolamento, invecchiamento e mancanza di servizi), non può essere ricondotta esclusivamente a fattori socio-economici, ma può essere interpretata anche come esito di interazioni complesse tra assetti storicamente determinati. Il contributo propone la lettura tipo-morfologica come strumento di analisi programmatica, capace di interrogare il funzionamento spaziale dei centri minori, mettendo in relazione forma urbana, forma del territorio e pratiche insediative. L’analisi si concentra su otto centri dell’alta Valle Bormida, ambito territoriale caratterizzato da una precoce marginalizzazione e da una limitata pressione trasformativa che hanno preservato elementi e caratteri ormai scomparsi in altri contesti limitrofi, oggi ancora facilmente leggibili. Attraverso una lettura trasversale e comparata di specifici casi di fondovalle, basata sull’integrazione di materiali eterogenei interpretati attraverso un processo di congettura controllata, il lavoro evidenzia come differenti aspetti morfologici (il rapporto con la topografia, le infrastrutture di mobilità, la densità dei tessuti e la struttura degli spazi collettivi) producano esiti differenti in termini di vitalità e qualità abitativa. La fragilità emerge così come condizione spaziale e specifica, in tensione tra permanenza degli assetti insediativi e mutamento delle esigenze contemporanee.
Interpretare la fragilità territoriale. La lettura tipo-morfologica come strumento di conoscenza dei centri minori della Valle Bormida / Bianco, Paolo. - In: ARCHEOLOGIA DELL'ARCHITETTURA. - ISSN 1126-6236. - STAMPA. - XXX.2025:(2025), pp. 193-203.
Interpretare la fragilità territoriale. La lettura tipo-morfologica come strumento di conoscenza dei centri minori della Valle Bormida
Paolo Bianco
2025
Abstract
Il futuro dei centri minori costituisce oggi uno dei principali ambiti di riflessione sulle prospettive a medio e lungo periodo delle “Aree Interne”, ponendo interrogativi che riguardano non solo la conservazione del patrimonio costruito, ma in generale le condizioni di abitabilità di questi luoghi. In questi contesti, la fragilità territoriale (tra spopolamento, invecchiamento e mancanza di servizi), non può essere ricondotta esclusivamente a fattori socio-economici, ma può essere interpretata anche come esito di interazioni complesse tra assetti storicamente determinati. Il contributo propone la lettura tipo-morfologica come strumento di analisi programmatica, capace di interrogare il funzionamento spaziale dei centri minori, mettendo in relazione forma urbana, forma del territorio e pratiche insediative. L’analisi si concentra su otto centri dell’alta Valle Bormida, ambito territoriale caratterizzato da una precoce marginalizzazione e da una limitata pressione trasformativa che hanno preservato elementi e caratteri ormai scomparsi in altri contesti limitrofi, oggi ancora facilmente leggibili. Attraverso una lettura trasversale e comparata di specifici casi di fondovalle, basata sull’integrazione di materiali eterogenei interpretati attraverso un processo di congettura controllata, il lavoro evidenzia come differenti aspetti morfologici (il rapporto con la topografia, le infrastrutture di mobilità, la densità dei tessuti e la struttura degli spazi collettivi) producano esiti differenti in termini di vitalità e qualità abitativa. La fragilità emerge così come condizione spaziale e specifica, in tensione tra permanenza degli assetti insediativi e mutamento delle esigenze contemporanee.Pubblicazioni consigliate
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https://hdl.handle.net/11583/3011287
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