I due architetti (Cornaglia, Ordasi 2024), benché non formatisi a Vienna, sono da subito considerati dalla pubblicistica dell’epoca come rappresentanti, a Budapest, dell’architettura di Otto Wagner. Karman, dopo un anno al Politecnico di Budapest studia alla Technische Hochschule di Monaco di Baviera, dove chiude il percorso nel 1893, formalizzando la laurea solo nel 1920. Ullmann, invece si laurea nel 1894 al Politecnico di Budapest (Palinkas 2015, Ordasi 2024). Attivi sin dal 1895, manifestano una adesione alla poetica di Wagner nelle opere realizzate a partire dal 1899. Ed è proprio nel 1899 che la rivista Der Architekt ospita, un loro progetto, quello presentato al concorso per la sinagoga di Ujlipotvaros quartiere di Pest, proposta che mescola riferimenti Secessione ad altri più goticheggianti. Saranno evidentemente rivolte al gusto della Secessione opere come il progetto per la sinagoga di Szeged (1899), e, a Budapest, l’Orfanotrofio femminile ebraico (1899) gli edifici di piazza della Libertà (Camera di Commercio, Casa Ullmann, Magazzini Kanitz, e i vicini Magazzini Wertheimer e Frankl, 1899-1900), il Kiraly Bazar (1900), le tre case Weiss sul Lipot Korut nn. 4, 10-12) (1899-1901). Proprio in relazione a una di queste (n. 10) sulla rivista Die Architektur des XX. Jahrhunderts (1904) la lettura critica è chiara, parlando di soluzioni elaborate secondo i “principi della scuola di Wagner”. Le opere dei due architetti sono le più riprodotte sulle pagine della rivista, rispetto ad altri architetti ungheresi del periodo, così come dettagli di facciate compaiono nelle raccolte di modelli pubblicate da Fiedler nel 1903 (Cornaglia 2024). Una analisi della rivista Der Architekt mostra notevoli punti di contatto fra le opere di Karman e Ullmann e la produzione centro-europea pubblicata su quelle pagine, nel contesto che Moravanszky (1998) inquadra come “Secessione imperiale”: la dimostrazione dell’espansione di un gusto consolidato, capace di diffondersi grazie alla formazione di molti architetti a Vienna (Pozzetto 1979) ma anche indipendentemente da questa, grazie alla diffusione di pubblicazioni e contatti diretti e indiretti fra professionisti. Tutto ciò, in Ungheria, in un quadro in gran parte orientato, invece, verso la ricerca di una architettura nazionale, su binari opposti a quelli di Wagner: lo scontro era emerso nel 1915, intorno a un testo dello stesso Wagner in merito all’argomento (Papp 2018). Ma l’attività di Karman e Ullmann si chiude proprio in quell’anno.

Aladár Kármán e Gyula Ullmann, la Secessione Imperiale a Budapest / Cornaglia, Paolo. - ELETTRONICO. - 3:(2026), pp. 1217-1218. ( La città crocevia. Relazioni e scambi, intersezioni e incorci nelle realtà urbane Palermo 10-13 settembre 2025).

Aladár Kármán e Gyula Ullmann, la Secessione Imperiale a Budapest

Cornaglia Paolo
2026

Abstract

I due architetti (Cornaglia, Ordasi 2024), benché non formatisi a Vienna, sono da subito considerati dalla pubblicistica dell’epoca come rappresentanti, a Budapest, dell’architettura di Otto Wagner. Karman, dopo un anno al Politecnico di Budapest studia alla Technische Hochschule di Monaco di Baviera, dove chiude il percorso nel 1893, formalizzando la laurea solo nel 1920. Ullmann, invece si laurea nel 1894 al Politecnico di Budapest (Palinkas 2015, Ordasi 2024). Attivi sin dal 1895, manifestano una adesione alla poetica di Wagner nelle opere realizzate a partire dal 1899. Ed è proprio nel 1899 che la rivista Der Architekt ospita, un loro progetto, quello presentato al concorso per la sinagoga di Ujlipotvaros quartiere di Pest, proposta che mescola riferimenti Secessione ad altri più goticheggianti. Saranno evidentemente rivolte al gusto della Secessione opere come il progetto per la sinagoga di Szeged (1899), e, a Budapest, l’Orfanotrofio femminile ebraico (1899) gli edifici di piazza della Libertà (Camera di Commercio, Casa Ullmann, Magazzini Kanitz, e i vicini Magazzini Wertheimer e Frankl, 1899-1900), il Kiraly Bazar (1900), le tre case Weiss sul Lipot Korut nn. 4, 10-12) (1899-1901). Proprio in relazione a una di queste (n. 10) sulla rivista Die Architektur des XX. Jahrhunderts (1904) la lettura critica è chiara, parlando di soluzioni elaborate secondo i “principi della scuola di Wagner”. Le opere dei due architetti sono le più riprodotte sulle pagine della rivista, rispetto ad altri architetti ungheresi del periodo, così come dettagli di facciate compaiono nelle raccolte di modelli pubblicate da Fiedler nel 1903 (Cornaglia 2024). Una analisi della rivista Der Architekt mostra notevoli punti di contatto fra le opere di Karman e Ullmann e la produzione centro-europea pubblicata su quelle pagine, nel contesto che Moravanszky (1998) inquadra come “Secessione imperiale”: la dimostrazione dell’espansione di un gusto consolidato, capace di diffondersi grazie alla formazione di molti architetti a Vienna (Pozzetto 1979) ma anche indipendentemente da questa, grazie alla diffusione di pubblicazioni e contatti diretti e indiretti fra professionisti. Tutto ciò, in Ungheria, in un quadro in gran parte orientato, invece, verso la ricerca di una architettura nazionale, su binari opposti a quelli di Wagner: lo scontro era emerso nel 1915, intorno a un testo dello stesso Wagner in merito all’argomento (Papp 2018). Ma l’attività di Karman e Ullmann si chiude proprio in quell’anno.
2026
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