L’articolo esplora il concetto di comfort nei progetti di co-design per l’inclusione sociale, inteso come costruzione politica, sociale e relazionale. A partire da oltre 20 esperienze di ricerca-azione del gruppo di lavoro, il comfort viene analizzato come boundary concept, capace di dare voce a bisogni complessi e indefiniti nelle fasi iniziali dei processi collaborativi. Attraverso la lente dei domini del design (Jones e Van Patter), l’articolo propone una prospettiva multi-dominio e dialogica, articolata in tre linee di progetto: spazi di comfort, stati di comfort e processi per il comfort. Il comfort emerge così come dispositivo trasformativo e risorsa di cura collettiva, utile a generare benessere, rafforzare l’autoefficacia e promuovere futuri inclusivi. ______ ENG: The article explores the concept of comfort in co-design projects for social inclusion, understood as a political, social, and relational construct. Based on over 20 action-research experiences by the group, comfort is analyzed as a boundary concept, giving voice to complex and often undefined needs in the early stages of collaborative processes. Through the lens of the design domains (Jones and Van Patter), the article develops a multi-domain and dialogical perspective, articulated in three lines: comfort spaces, states of comfort, and processes for comfort. Comfort thus emerges as a transformative device and a form of collective care, fostering well-being, self-efficacy, and more inclusive futures.
Una prospettiva multi-dominio. Esperienze di co-design per spazi, relazioni e processi, per il benessere delle comunità / Ceraolo, Sara; Campagnaro, Cristian. - In: OFFICINA. - ISSN 2384-9029. - 52: Zone di comfort:(2026), pp. 82-89. [10.57623/2384-9029.2026.52.82-89]
Una prospettiva multi-dominio. Esperienze di co-design per spazi, relazioni e processi, per il benessere delle comunità
Ceraolo, Sara;Campagnaro, Cristian
2026
Abstract
L’articolo esplora il concetto di comfort nei progetti di co-design per l’inclusione sociale, inteso come costruzione politica, sociale e relazionale. A partire da oltre 20 esperienze di ricerca-azione del gruppo di lavoro, il comfort viene analizzato come boundary concept, capace di dare voce a bisogni complessi e indefiniti nelle fasi iniziali dei processi collaborativi. Attraverso la lente dei domini del design (Jones e Van Patter), l’articolo propone una prospettiva multi-dominio e dialogica, articolata in tre linee di progetto: spazi di comfort, stati di comfort e processi per il comfort. Il comfort emerge così come dispositivo trasformativo e risorsa di cura collettiva, utile a generare benessere, rafforzare l’autoefficacia e promuovere futuri inclusivi. ______ ENG: The article explores the concept of comfort in co-design projects for social inclusion, understood as a political, social, and relational construct. Based on over 20 action-research experiences by the group, comfort is analyzed as a boundary concept, giving voice to complex and often undefined needs in the early stages of collaborative processes. Through the lens of the design domains (Jones and Van Patter), the article develops a multi-domain and dialogical perspective, articulated in three lines: comfort spaces, states of comfort, and processes for comfort. Comfort thus emerges as a transformative device and a form of collective care, fostering well-being, self-efficacy, and more inclusive futures.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/11583/3009448
