Il contributo propone di ricostruire l’operato del Programma Cultura e Industria, organizzato a partire dal 1985 dall’Ufficio Fiat Relazioni Esterne. Il Programma pianifica allocazioni e propaganda relative al patrimonio, e nasce per motivare e dare continuità agli investimenti culturali iniziati con l’acquisizione torinese di Palazzo Grassi (1983). Il report del 19 luglio 1985 ufficializza la nascita del Programma Cultura e Industria, dando il via alla stagione di mecenatismo che mira al rilancio dell’immagine aziendale attraverso il patrimonio. Il documento esprime inoltre la volontà dell’azienda di assumere “leadership culturale”, a Torino e non solo. Il Programma è complementare alla magnificazione del patrimonio architettonico e industriale che ha luogo sul Lingotto, e come quest'ultima mira a un ritorno di immagine che distoglie l’attenzione dalla crisi del settore automobilistico. La ricerca intende dunque far luce su strategie e attori del Programma, attraverso una serie di fonti inedite conservate presso l’archivio del Centro Storico Fiat. Le fonti consentono di ricostruire le iniziative culturali in modo critico, per comprendere come il patrimonio sia stato strumento di propaganda da parte dell’azienda.
FIAT: Programma Cultura e Industria / Dellapiana, Elena; Girocchi, Giacomo. - In: QUAD. - ISSN 2611-4437. - ELETTRONICO. - 7:(2024), pp. 261-278.
FIAT: Programma Cultura e Industria
Dellapiana, Elena;GIrocchi, Giacomo
2024
Abstract
Il contributo propone di ricostruire l’operato del Programma Cultura e Industria, organizzato a partire dal 1985 dall’Ufficio Fiat Relazioni Esterne. Il Programma pianifica allocazioni e propaganda relative al patrimonio, e nasce per motivare e dare continuità agli investimenti culturali iniziati con l’acquisizione torinese di Palazzo Grassi (1983). Il report del 19 luglio 1985 ufficializza la nascita del Programma Cultura e Industria, dando il via alla stagione di mecenatismo che mira al rilancio dell’immagine aziendale attraverso il patrimonio. Il documento esprime inoltre la volontà dell’azienda di assumere “leadership culturale”, a Torino e non solo. Il Programma è complementare alla magnificazione del patrimonio architettonico e industriale che ha luogo sul Lingotto, e come quest'ultima mira a un ritorno di immagine che distoglie l’attenzione dalla crisi del settore automobilistico. La ricerca intende dunque far luce su strategie e attori del Programma, attraverso una serie di fonti inedite conservate presso l’archivio del Centro Storico Fiat. Le fonti consentono di ricostruire le iniziative culturali in modo critico, per comprendere come il patrimonio sia stato strumento di propaganda da parte dell’azienda.| File | Dimensione | Formato | |
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