Il saggio avanza alcune note sulla relazione tra politica e ricerca, usando come campo di osservazione gli studi sulla città diffusa, convinti che i conti con quella nozione siano ancora aperti. Il concetto nasce dalle indagini sui territori della produzione veneti in anni di rinnovamento radicale della cultura marxista in Italia per poi transitare in quadri di sfondo differenti, dal fenomenologico allo strutturalista, all’estetica pop degli anni ’90, diventando così la proiezione plastica di una destrutturazione sociale e culturale più ampia. This paper offers a concise reflection on the relationship between politics and research through the lens of studies on the diffused city. Introduced by Indovina in 1990, the concept still raises open questions. Originating from investigations of Veneto’s productive territories during a phase of major renewal in Italian Marxist thought, the notion has since been interpreted within diverse frameworks – from phenomenological to structuralist – eventually merging with the pop aesthetics of the 1990s. Today, the diffused city stands as a plastic expression of broader social and cultural de-structuring.
L’idea di città diffusa e la tradizione italiana di studi urbani / Bianchetti, C.. - In: ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI. - ISSN 0004-0177. - LVII:144(2025), pp. 126-134. [10.3280/ASUR2025-144008]
L’idea di città diffusa e la tradizione italiana di studi urbani
Bianchetti C.
2025
Abstract
Il saggio avanza alcune note sulla relazione tra politica e ricerca, usando come campo di osservazione gli studi sulla città diffusa, convinti che i conti con quella nozione siano ancora aperti. Il concetto nasce dalle indagini sui territori della produzione veneti in anni di rinnovamento radicale della cultura marxista in Italia per poi transitare in quadri di sfondo differenti, dal fenomenologico allo strutturalista, all’estetica pop degli anni ’90, diventando così la proiezione plastica di una destrutturazione sociale e culturale più ampia. This paper offers a concise reflection on the relationship between politics and research through the lens of studies on the diffused city. Introduced by Indovina in 1990, the concept still raises open questions. Originating from investigations of Veneto’s productive territories during a phase of major renewal in Italian Marxist thought, the notion has since been interpreted within diverse frameworks – from phenomenological to structuralist – eventually merging with the pop aesthetics of the 1990s. Today, the diffused city stands as a plastic expression of broader social and cultural de-structuring.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/11583/3009111
