Il presente lavoro formalizza il concetto di "Pseudo-Spettro", una metodologia innovativa emersa nel corso di una serie di studi condotti nel 2025 sull'applicazione di architetture di Deep Learning (Autoencoder Convoluzionali, Densi e Transformer) alla spettroscopia. Tradizionalmente, gli autoencoder vengono utilizzati per la riduzione della dimensionalità o il denoising; qui, proponiamo un cambio di paradigma: l'uso dello spazio latente per generare firme spettrali archetipiche. Lo pseudo-spettro viene definito come la ricostruzione operata dal decoder a partire dal centroide lineare di un cluster nello spazio latente. Attraverso l'analisi di dataset eterogenei — che spaziano dalla mineralogia (Granati, Feldspati) alla scienza dei materiali (Biochar) fino all'astrofisica (Libreria MILES) — dimostriamo che lo pseudo-spettro non è una semplice media statistica, ma l'interpretazione ideale e priva di rumore che il modello ha appreso di una specifica classe di dati. I risultati evidenziano come questa tecnica permetta di "aprire la scatola nera" dell'intelligenza artificiale, fornendo ai ricercatori uno strumento tangibile per visualizzare la logica decisionale del modello e trasformando l'AI da un mero classificatore a una lente interpretativa per la scoperta scientifica.
Oltre la Scatola Nera: L'Emergenza dello Pseudo-Spettro come Archetipo dell'Intelligenza Artificiale per l'Analisi Spettrale Non Supervisionata Dalla Mineralogia all'Astrofisica / Sparavigna, Amelia Carolina. - ELETTRONICO. - (2026). [10.5281/zenodo.18139563]
Oltre la Scatola Nera: L'Emergenza dello Pseudo-Spettro come Archetipo dell'Intelligenza Artificiale per l'Analisi Spettrale Non Supervisionata Dalla Mineralogia all'Astrofisica
Amelia Carolina Sparavigna
2026
Abstract
Il presente lavoro formalizza il concetto di "Pseudo-Spettro", una metodologia innovativa emersa nel corso di una serie di studi condotti nel 2025 sull'applicazione di architetture di Deep Learning (Autoencoder Convoluzionali, Densi e Transformer) alla spettroscopia. Tradizionalmente, gli autoencoder vengono utilizzati per la riduzione della dimensionalità o il denoising; qui, proponiamo un cambio di paradigma: l'uso dello spazio latente per generare firme spettrali archetipiche. Lo pseudo-spettro viene definito come la ricostruzione operata dal decoder a partire dal centroide lineare di un cluster nello spazio latente. Attraverso l'analisi di dataset eterogenei — che spaziano dalla mineralogia (Granati, Feldspati) alla scienza dei materiali (Biochar) fino all'astrofisica (Libreria MILES) — dimostriamo che lo pseudo-spettro non è una semplice media statistica, ma l'interpretazione ideale e priva di rumore che il modello ha appreso di una specifica classe di dati. I risultati evidenziano come questa tecnica permetta di "aprire la scatola nera" dell'intelligenza artificiale, fornendo ai ricercatori uno strumento tangibile per visualizzare la logica decisionale del modello e trasformando l'AI da un mero classificatore a una lente interpretativa per la scoperta scientifica.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
pseudo.pdf
accesso aperto
Tipologia:
1. Preprint / submitted version [pre- review]
Licenza:
Creative commons
Dimensione
554.45 kB
Formato
Adobe PDF
|
554.45 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/11583/3006267
