Costruita tra il 1929 e il 1950 da Sir Giles Gilbert Scott, per mezzo secolo Battersea Power Station a Londra, il più grande edificio in mattoni d'Europa, ha bruciato carbone per generare fino a un quinto dell'elettricità della capitale. Come spesso accade a queste “cattedrali del lavoro”, quando le luci si spengono rischiano di diventare scheletri del loro passato, ancorché se inserite all’interno del Grade II* listed, ovvero sottoposti ad alto vincolo di tutela secondo la classificazione britannica. Dopo diversi tentativi falliti, un consorzio di azionisti della Malesia ha affidato l’arduo compito di riconversione spaziale dell’ex centrale allo studio WilkinsonEyre, specializzato in progetti per la cultura, sport e tempo libero, infrastrutture e pianificazione su larga scala. L’edificio è diventato così chiave di volta di un progetto di rigenerazione di un intero quartiere che ha cambiato volto con gli edifici disegnati tra gli altri da Gehry e Foster e con nuovi spazi pubblici e aree a verde al posto dei depositi di carbone e binari ferroviari. L’ex centrale si è trasformata in un multi-functional hub dove il presente viene vissuto nel passato della struttura restaurata: spazi commerciali, ristoranti e caffetterie allestiti all’interno della Turbine Hall A in stile art déco e della più industriale Hall B; spazi uffici, riunioni ed eventi e in copertura penthouses. Se qua e là i visitatori incontrano pezzi originali, come le turbine, i quadranti e i comandi destinati al controllo di fornitura dell’energia, è all’interno dello spazio museale allestito da Appelbaum Associates che si comprende cosa è stato questo complesso: manufatti di grandi e piccole dimensioni coesistono con pannelli interattivi, enfatizzati da scenografie giganti che anticipano le installazioni della salita immersiva all’interno di una delle quattro ciminiere

La nuova energia di Battersea Power Station / Canepa, S.. - In: 4A JOURNAL. - ISSN 3035-2827. - ELETTRONICO. - 4: Designing Heritage for the new millennium:(2025), pp. 187-198.

La nuova energia di Battersea Power Station

S. Canepa
2025

Abstract

Costruita tra il 1929 e il 1950 da Sir Giles Gilbert Scott, per mezzo secolo Battersea Power Station a Londra, il più grande edificio in mattoni d'Europa, ha bruciato carbone per generare fino a un quinto dell'elettricità della capitale. Come spesso accade a queste “cattedrali del lavoro”, quando le luci si spengono rischiano di diventare scheletri del loro passato, ancorché se inserite all’interno del Grade II* listed, ovvero sottoposti ad alto vincolo di tutela secondo la classificazione britannica. Dopo diversi tentativi falliti, un consorzio di azionisti della Malesia ha affidato l’arduo compito di riconversione spaziale dell’ex centrale allo studio WilkinsonEyre, specializzato in progetti per la cultura, sport e tempo libero, infrastrutture e pianificazione su larga scala. L’edificio è diventato così chiave di volta di un progetto di rigenerazione di un intero quartiere che ha cambiato volto con gli edifici disegnati tra gli altri da Gehry e Foster e con nuovi spazi pubblici e aree a verde al posto dei depositi di carbone e binari ferroviari. L’ex centrale si è trasformata in un multi-functional hub dove il presente viene vissuto nel passato della struttura restaurata: spazi commerciali, ristoranti e caffetterie allestiti all’interno della Turbine Hall A in stile art déco e della più industriale Hall B; spazi uffici, riunioni ed eventi e in copertura penthouses. Se qua e là i visitatori incontrano pezzi originali, come le turbine, i quadranti e i comandi destinati al controllo di fornitura dell’energia, è all’interno dello spazio museale allestito da Appelbaum Associates che si comprende cosa è stato questo complesso: manufatti di grandi e piccole dimensioni coesistono con pannelli interattivi, enfatizzati da scenografie giganti che anticipano le installazioni della salita immersiva all’interno di una delle quattro ciminiere
2025
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11583/3006230