Il saggio descrive le condizioni di partenza che hanno generato l'idea di bandire un concorso per la riqualificazione dell'Acropoli di Atene e dei suoi dintorni, nel quadro di azione del premio scientifico denominato Piranesi Prix de Rome et d'Athenes, organizzato da Accademia Adrianea di architettura e Archeologia tra il 2020 e il 2023. Le prime due cose che vengono in mente ad un progettista in visita sull'Acropoli di Atene sono sostanzialmente due azioni consequenziali: la prima è colmare la distanza tra ciò che si vede e ciò che non si vede, tra la rovina (in trasformazione) e la sua parte mancante, quella originaria. La seconda, come colmare quella distanza fisica e mnemonica, così ineffabile, e quindi come farlo attraverso il progetto di architettura. Già, perché di architettura si tratta. Se c'è un luogo nel mondo occidentale in cui non si può fare a meno del ragionamento architetturale è l'Acropoli di Atene. E quindi, in questo senso, lasciare libero l'Io penso progettante di appoggiare il suo sguardo sul plateau della Sacra Roccia e sui suoi gloriosi monumenti, è praticamente un atto istintuale. Ed è necessario, crediamo, andare dietro all'istinto, all'empatia, e crederci. Credere che l'Acropoli sia ancora progettabile, che sia ancora aperta a modificazioni capaci di restituire la potenza e il carisma dei suoi profili, ma anche dei suoi enigmi e delle sue virtualità. Alla fine abbiamo fatto quello che si pensava non si potesse fare.
APPOGGIARE LO SGUARDO SUL PLATEAU / Caliari, PIER FEDERICO MAURO; Allegretti, Greta - In: PIRANESI PRIX DE ROME ET D'ATHÈNES. PROGETTI PER L'ACROPOLI DI ATENE / PIER FEDERICO MAURO MARIA CALIARI, GRETA ALLEGRETTI. - STAMPA. - ROMA : ACCADEMIA ADRIANEA EDIZIONI, 2024. - ISBN 978-88-99013-15-8. - pp. 11-13
APPOGGIARE LO SGUARDO SUL PLATEAU
PIER FEDERICO MAURO CALIARI;GRETA ALLEGRETTI
2024
Abstract
Il saggio descrive le condizioni di partenza che hanno generato l'idea di bandire un concorso per la riqualificazione dell'Acropoli di Atene e dei suoi dintorni, nel quadro di azione del premio scientifico denominato Piranesi Prix de Rome et d'Athenes, organizzato da Accademia Adrianea di architettura e Archeologia tra il 2020 e il 2023. Le prime due cose che vengono in mente ad un progettista in visita sull'Acropoli di Atene sono sostanzialmente due azioni consequenziali: la prima è colmare la distanza tra ciò che si vede e ciò che non si vede, tra la rovina (in trasformazione) e la sua parte mancante, quella originaria. La seconda, come colmare quella distanza fisica e mnemonica, così ineffabile, e quindi come farlo attraverso il progetto di architettura. Già, perché di architettura si tratta. Se c'è un luogo nel mondo occidentale in cui non si può fare a meno del ragionamento architetturale è l'Acropoli di Atene. E quindi, in questo senso, lasciare libero l'Io penso progettante di appoggiare il suo sguardo sul plateau della Sacra Roccia e sui suoi gloriosi monumenti, è praticamente un atto istintuale. Ed è necessario, crediamo, andare dietro all'istinto, all'empatia, e crederci. Credere che l'Acropoli sia ancora progettabile, che sia ancora aperta a modificazioni capaci di restituire la potenza e il carisma dei suoi profili, ma anche dei suoi enigmi e delle sue virtualità. Alla fine abbiamo fatto quello che si pensava non si potesse fare.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/11583/2995503