I comuni del cratere del Centro Italia affrontano una serie di eventi estremi sempre più frequenti e violenti che sono effetto, da un lato, delle condizioni specifiche di vulnerabilità del capitale naturale e antropico e, dall’altro, della progressiva perdita del capitale sociale ed economico. La capacità di prevenzione e di risposta di questi territori si rileva debole o pressoché nulla e necessita di un forte trasferimento di conoscenza, per promuovere una fase di innovazione e radicale cambiamento in risposta a crisi, disturbi, pressioni, nella prospettiva della resilienza trasformativa. Con l’obiettivo di dare operatività a questa definizione, la metodologia R3C si fonda sulla costruzione di un lessico interdisciplinare tra i diversi approcci impegnati nell’analisi del rischio e su una convergenza di metodo, orientato all’analisi delle correlazioni tra le diverse componenti che determinano la sensibilità (e la relativa capacità di risposta) del sistema ad un determinato pericolo (eventi puntuali di importante e/o catastrofica rilevanza, quali ad esempio sisma, alluvioni, frane, incidenti industriali). In questa logica, nell’indice di vulnerabilità territoriale sono state considerate anche le componenti di pressione, ovvero i fenomeni che esercitano uno stress progressivo, quali ad esempio il consumo di suolo, lo spopolamento, l’obsolescenza del patrimonio immobiliare.

Analisi delle vulnerabilità territoriali per la resilienza / Brunetta, G.; Caldarice, O.; Pellerey, F.; Rebaudengo, M.; Voghera, A.; La Riccia, L.; Mecca, U.; Matteucci, G.; Faravelli, M.. - ELETTRONICO. - (2021), pp. 65-88.

Analisi delle vulnerabilità territoriali per la resilienza

Brunetta G.;Caldarice O.;Pellerey F.;Rebaudengo M.;Voghera A.;La Riccia L.;Mecca U.;Faravelli M.
2021

Abstract

I comuni del cratere del Centro Italia affrontano una serie di eventi estremi sempre più frequenti e violenti che sono effetto, da un lato, delle condizioni specifiche di vulnerabilità del capitale naturale e antropico e, dall’altro, della progressiva perdita del capitale sociale ed economico. La capacità di prevenzione e di risposta di questi territori si rileva debole o pressoché nulla e necessita di un forte trasferimento di conoscenza, per promuovere una fase di innovazione e radicale cambiamento in risposta a crisi, disturbi, pressioni, nella prospettiva della resilienza trasformativa. Con l’obiettivo di dare operatività a questa definizione, la metodologia R3C si fonda sulla costruzione di un lessico interdisciplinare tra i diversi approcci impegnati nell’analisi del rischio e su una convergenza di metodo, orientato all’analisi delle correlazioni tra le diverse componenti che determinano la sensibilità (e la relativa capacità di risposta) del sistema ad un determinato pericolo (eventi puntuali di importante e/o catastrofica rilevanza, quali ad esempio sisma, alluvioni, frane, incidenti industriali). In questa logica, nell’indice di vulnerabilità territoriale sono state considerate anche le componenti di pressione, ovvero i fenomeni che esercitano uno stress progressivo, quali ad esempio il consumo di suolo, lo spopolamento, l’obsolescenza del patrimonio immobiliare.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11583/2958446