Torino rappresenta un caso interessante sulla scena nazionale: dopo essere stata uno dei motori industriali del paese, dalla fine degli anni ’80 si è innescato un processo di decostruzione e ricostruzione della sua immagine e identità [Caruso, Pede e Rossignolo 2019]. Dopo la crisi del modello fordista, la città ha messo in campo diverse strategie per trasformare la sua struttura economica e ripensare lo sviluppo urbano. Con il Prg del 1995 e i giochi olimpici del 2006 la riconversione economica sembrava avviata, ma la crisi economico-finanziaria del 2009 ha colpito questo territorio più duramente che altri [Staricco 2010], portando la città a livelli di disoccupazione giovanile pari a quelli del meridione italiano, numerosi procedimenti di cassa integrazione e una nuova forte necessità di una politica di rilancio economico e sociale. La città e la sua area metropolitana costituiscono un caso ampiamente studiato, considerando le sue fasi e le trasformazioni nelle politiche urbane da molteplici punti di vista: i temi della competitività e della trasformazione economica, la sperimentazione di politiche di rigenerazione urbana, le trasforma- zioni urbanistiche delle Spine, la stagione della pianificazione strategica, il rilancio tramite grandi eventi, il regime urbano consolidato e il «modello Torino», gli interventi recenti in ambito abitativo, ecc. [Belligni e Ravazzi 2011; Dansero, Mela e Rossignolo 2016; Governa, Rossignolo e Saccomanni 2009; Governa e Saccomani 2009; Santangelo e Vanolo 2010; Vanolo 2015]. Gli ultimi due decenni sono stati fortemente segnati dagli impatti della crisi economico-finanziaria e l’emergenza pandemica ha ulteriormente colpito un territorio che lentamente cercava di recuperare in termini di produttività economica e gestione delle disuguaglianze e delle fragilità sociali. Questo contributo intende approfondire lo studio del contesto torinese dal punto di vista dell’innovazione, le sue forme e le sue declinazioni, considerando gli aspetti tecnologici, finanziari e/o sociali. Studiando gli attori attivi, le forme istituzionali e il governo del territorio emerge come le attività e i progetti promossi dagli attori locali promuovano l’innovazione nelle sue diverse dimensioni, pur in assenza di un quadro unitario di coerenza dato da piani strategici o politiche pubbliche strutturate. Queste pratiche innovative, puntuali o a rete, costituiscono gli elementi più recenti delle traiettorie costruite nei decenni precedenti, infatti, il caso torinese mostra con chiarezza le forme della path-depen- dency nella governance locale, nelle modalità di azione degli attori, nelle progettualità elaborate. Nella prima parte viene trattato il tema delle reti locali materiali e immateriali, ricostruendo le diverse forme dell’innovazione; nella seconda si affronta il tema della cittadinanza attiva, considerando non solo le forme dell’azione istituzionale, ma anche le proteste e la conflittualità, con uno specifico rimando alle difficoltà emerse nel corso dell’emergenza pandemica 2020-21; il terzo paragrafo si concentra sul patrimonio costruito e sul mercato immobiliare, con le spinte all’innovazione provenienti dal mondo universitario torinese, alla ricerca di una nuova rilevanza nello scenario urbano, e le forme della risposta urbanistica, con gli strumenti di governo del territorio attualmente in elaborazione. In ultimo, il contributo si conclude con una lettura critica del contesto torinese a fronte di queste tre prospettive analitiche, con l’obiettivo di contribuire a riflettere su modi e strumenti per il governo delle città.

Torino altalenante: tra spinte innovative e dinamiche di crisi locale / Caruso, Nadia; Giovanetti, Giulia; Pede, Elena; Rossignolo, Cristiana - In: Settimo Rapporto sulle città. Chi possiede la città? Proprietà, poteri, politiche. / Perrone C., Magnier A., Morisi M.. - STAMPA. - Bologna : Il Mulino, 2022. - ISBN 978-88-15-29481-4. - pp. 35-50

Torino altalenante: tra spinte innovative e dinamiche di crisi locale

Caruso,Nadia;Giovanetti,Giulia;Pede, Elena;Rossignolo,Cristiana
2022

Abstract

Torino rappresenta un caso interessante sulla scena nazionale: dopo essere stata uno dei motori industriali del paese, dalla fine degli anni ’80 si è innescato un processo di decostruzione e ricostruzione della sua immagine e identità [Caruso, Pede e Rossignolo 2019]. Dopo la crisi del modello fordista, la città ha messo in campo diverse strategie per trasformare la sua struttura economica e ripensare lo sviluppo urbano. Con il Prg del 1995 e i giochi olimpici del 2006 la riconversione economica sembrava avviata, ma la crisi economico-finanziaria del 2009 ha colpito questo territorio più duramente che altri [Staricco 2010], portando la città a livelli di disoccupazione giovanile pari a quelli del meridione italiano, numerosi procedimenti di cassa integrazione e una nuova forte necessità di una politica di rilancio economico e sociale. La città e la sua area metropolitana costituiscono un caso ampiamente studiato, considerando le sue fasi e le trasformazioni nelle politiche urbane da molteplici punti di vista: i temi della competitività e della trasformazione economica, la sperimentazione di politiche di rigenerazione urbana, le trasforma- zioni urbanistiche delle Spine, la stagione della pianificazione strategica, il rilancio tramite grandi eventi, il regime urbano consolidato e il «modello Torino», gli interventi recenti in ambito abitativo, ecc. [Belligni e Ravazzi 2011; Dansero, Mela e Rossignolo 2016; Governa, Rossignolo e Saccomanni 2009; Governa e Saccomani 2009; Santangelo e Vanolo 2010; Vanolo 2015]. Gli ultimi due decenni sono stati fortemente segnati dagli impatti della crisi economico-finanziaria e l’emergenza pandemica ha ulteriormente colpito un territorio che lentamente cercava di recuperare in termini di produttività economica e gestione delle disuguaglianze e delle fragilità sociali. Questo contributo intende approfondire lo studio del contesto torinese dal punto di vista dell’innovazione, le sue forme e le sue declinazioni, considerando gli aspetti tecnologici, finanziari e/o sociali. Studiando gli attori attivi, le forme istituzionali e il governo del territorio emerge come le attività e i progetti promossi dagli attori locali promuovano l’innovazione nelle sue diverse dimensioni, pur in assenza di un quadro unitario di coerenza dato da piani strategici o politiche pubbliche strutturate. Queste pratiche innovative, puntuali o a rete, costituiscono gli elementi più recenti delle traiettorie costruite nei decenni precedenti, infatti, il caso torinese mostra con chiarezza le forme della path-depen- dency nella governance locale, nelle modalità di azione degli attori, nelle progettualità elaborate. Nella prima parte viene trattato il tema delle reti locali materiali e immateriali, ricostruendo le diverse forme dell’innovazione; nella seconda si affronta il tema della cittadinanza attiva, considerando non solo le forme dell’azione istituzionale, ma anche le proteste e la conflittualità, con uno specifico rimando alle difficoltà emerse nel corso dell’emergenza pandemica 2020-21; il terzo paragrafo si concentra sul patrimonio costruito e sul mercato immobiliare, con le spinte all’innovazione provenienti dal mondo universitario torinese, alla ricerca di una nuova rilevanza nello scenario urbano, e le forme della risposta urbanistica, con gli strumenti di governo del territorio attualmente in elaborazione. In ultimo, il contributo si conclude con una lettura critica del contesto torinese a fronte di queste tre prospettive analitiche, con l’obiettivo di contribuire a riflettere su modi e strumenti per il governo delle città.
978-88-15-29481-4
Settimo Rapporto sulle città. Chi possiede la città? Proprietà, poteri, politiche.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11583/2958124