Il contributo muove da una considerazione di carattere generale: l’indefinitezza di alcuni spazi all’interno della città storica. Indefinitezza o “ibridità” che non scaturisce da una mancanza di azione, ma che è il più delle volte l’esito di progetti di intervento – anche ampiamente storicizzati – che hanno portato con sé soluzioni a prima vista in grado di disegnare la città, di renderla più vivibile e, in ultima analisi bella, ottenendo invece di lasciare vuoti, incompiuti, fuoriscala e financo “ruderi”. Appoggiandosi principalmente al dato archivistico, la ricerca mira allora a passare dall’ibrido e dall’“untitled” a un riconoscimento puntuale e accuratamente documentato della logica che ha generato questi spazi, etichettandoli (come dice di fatto il titolo) secondo categorie e paradigmi di funzione o di aspetto. Attraverso i casi di Roma e di Firenze, sorretti da un comune approccio con l’altra capitale dello Stato, Torino, in una lettura che si dipana sulle tre capitali nazionali, l’articolo rilegge episodi salienti e li sottopone al vaglio interpretativo, contribuendo alla comprensione e alla definizione di aree della città storica, anche di grande pregio.

[Un]titled and labelled. Prove di definizione e riconoscimento di funzioni nella città storica: spazi ibridi nelle capitali d’Italia / Devoti, Chiara. - In: ATTI E RASSEGNA TECNICA. - ISSN 0004-7287. - ELETTRONICO. - ANNO 152 - LXXIII - N. 2 - SETTEMBRE 2019:LXXIII(2019), pp. 85-92.

[Un]titled and labelled. Prove di definizione e riconoscimento di funzioni nella città storica: spazi ibridi nelle capitali d’Italia

Chiara Devoti
2019

Abstract

Il contributo muove da una considerazione di carattere generale: l’indefinitezza di alcuni spazi all’interno della città storica. Indefinitezza o “ibridità” che non scaturisce da una mancanza di azione, ma che è il più delle volte l’esito di progetti di intervento – anche ampiamente storicizzati – che hanno portato con sé soluzioni a prima vista in grado di disegnare la città, di renderla più vivibile e, in ultima analisi bella, ottenendo invece di lasciare vuoti, incompiuti, fuoriscala e financo “ruderi”. Appoggiandosi principalmente al dato archivistico, la ricerca mira allora a passare dall’ibrido e dall’“untitled” a un riconoscimento puntuale e accuratamente documentato della logica che ha generato questi spazi, etichettandoli (come dice di fatto il titolo) secondo categorie e paradigmi di funzione o di aspetto. Attraverso i casi di Roma e di Firenze, sorretti da un comune approccio con l’altra capitale dello Stato, Torino, in una lettura che si dipana sulle tre capitali nazionali, l’articolo rilegge episodi salienti e li sottopone al vaglio interpretativo, contribuendo alla comprensione e alla definizione di aree della città storica, anche di grande pregio.
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