È ormai universalmente riconosciuto come la qualità del paesaggio, la sua condivisione e la sua interpretazione siano fondamento di identità oltre che un’espressione più o meno consapevole del rapporto tra società e territorio: essi possono quindi rappresentare un obiettivo politico, una nuova frontiera capace di orientare le scelte relative al governo di interi territori, nel segno della cultura e dell’integrazione sociale, in vista dell’arricchimento spirituale, civile e materiale di tutti i popoli. Sempre più emerge la necessità di superare la vecchia dicotomia con cui, all’inizio del secolo scorso, erano visti i due aspetti del paesaggio (estetico e naturalistico) con una separazione che ancora oggi condiziona la nostra cultura e le modalità di rapporto con i nostri paesaggi. In tal senso valgono i fondamentali contributi di Eugenio Turri per le possibili declinazioni che del paesaggio si possono fornire; così come l’approccio di Denis Cosgrove sulle componenti iconografiche e simboliche del paesaggio. Non ultime sono da considerarsi le ricerche di Keith Thomas quando parla dell’estetica dell’ambiente partendo dal paesaggio “naturale”. In senso più ampio, all’interno dell’articolata polisemia sul concetto di paesaggio e sul suo senso, se ne possono in ogni caso estrapolare almeno due principali categorizzazioni: una di carattere scientifico-naturalistico, connotato in senso ecologico, come hanno postulato autori come O’Neill (con altri) nel 1989 o Ingegnoli nel 1991, l’altra di carattere estetico-formale e artistico, da affrontarsi sia in termini più “oggettivi” e cognitivi, sia in termini più “soggettivi” e percettivi . Secondo quest’ultima accezione, può ritenersi legittima una lettura paesaggistica affrontata prevalentemente secondo la cultura della visione, in questo caso declinata in ambito pittorico e artistico.

Paesaggi fra realtà e rappresentazione: arte e colore come chiave interpretativa / Landscape between Reality and Representation: Art and Color as way of Interpretation / Marotta, Anna. - In: SABIEDRIBA, INTEGRACIJA, IZGLITIBA. - ISSN 1691-5887. - STAMPA. - V:(2013), pp. 135-146.

Paesaggi fra realtà e rappresentazione: arte e colore come chiave interpretativa / Landscape between Reality and Representation: Art and Color as way of Interpretation

MAROTTA, Anna
2013

Abstract

È ormai universalmente riconosciuto come la qualità del paesaggio, la sua condivisione e la sua interpretazione siano fondamento di identità oltre che un’espressione più o meno consapevole del rapporto tra società e territorio: essi possono quindi rappresentare un obiettivo politico, una nuova frontiera capace di orientare le scelte relative al governo di interi territori, nel segno della cultura e dell’integrazione sociale, in vista dell’arricchimento spirituale, civile e materiale di tutti i popoli. Sempre più emerge la necessità di superare la vecchia dicotomia con cui, all’inizio del secolo scorso, erano visti i due aspetti del paesaggio (estetico e naturalistico) con una separazione che ancora oggi condiziona la nostra cultura e le modalità di rapporto con i nostri paesaggi. In tal senso valgono i fondamentali contributi di Eugenio Turri per le possibili declinazioni che del paesaggio si possono fornire; così come l’approccio di Denis Cosgrove sulle componenti iconografiche e simboliche del paesaggio. Non ultime sono da considerarsi le ricerche di Keith Thomas quando parla dell’estetica dell’ambiente partendo dal paesaggio “naturale”. In senso più ampio, all’interno dell’articolata polisemia sul concetto di paesaggio e sul suo senso, se ne possono in ogni caso estrapolare almeno due principali categorizzazioni: una di carattere scientifico-naturalistico, connotato in senso ecologico, come hanno postulato autori come O’Neill (con altri) nel 1989 o Ingegnoli nel 1991, l’altra di carattere estetico-formale e artistico, da affrontarsi sia in termini più “oggettivi” e cognitivi, sia in termini più “soggettivi” e percettivi . Secondo quest’ultima accezione, può ritenersi legittima una lettura paesaggistica affrontata prevalentemente secondo la cultura della visione, in questo caso declinata in ambito pittorico e artistico.
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