Rappresentazione continuamente rinnovata dell’accordo attraverso il quale la collettività forma il proprio spazio e il proprio tempo, la città dà forma agli usi e alle percezioni individuali e comuni. Lo spazio della città è l’ambito per eccellenza dove si materializzano i modi con i quali l’umanità ha percepito e usato il presente, si è proiettata nel futuro ed ha interpretato il passato, ricordando o dimenticando. Nello spazio urbano possiamo leggere l’affascinante vicenda del rapporto dell’uomo con il tempo, in tutte le sue dimensioni. La creazione di spazi aperti confortevoli e con caratteristiche socio-culturali è uno degli obiettivi principali della riqualificazione degli spazi urbani in ambito storico. Lo “spazio urbano”, intreccio complesso di attività sociali, economiche e culturali all’interno di una comunità locale, rappresenta un’espressione significativa della condizione urbana, nonché un elemento decisivo per l’implementazione della qualità della vita. Il senso dello “spazio urbano” è espressione di una cultura, luogo di integrazione e di interazione sociale, tensione verso un concetto ampio di sostenibilità, che sia capace di contenere valori culturali profondi e vitali, intenzioni estetiche collettive e matrici identitarie. La ricerca (Parte I, 1) considera lo “spazio urbano” come una risorsa fondamentale del sistema città – bene culturale complesso. Le politiche ambientali nazionali e internazionali, e soprattutto la Convenzione europea sul Paesaggio, riconoscono sempre più l’importanza strategica degli spazi urbani e periurbani, capaci di generare lavoro, attrarre investimenti e aumentare la qualità della vita dei cittadini europei. La dimensione soggettiva legata all’idea di paesaggio urbano apre la strada a numerosi approcci, finalizzati alla descrizione oggettiva, all’analisi delle interpretazioni dei diversi soggetti della vita urbana e alla comprensione delle loro relazioni. Il valore culturale dei paesaggi e la loro importanza come testimoni e segni dell’operato della società nell’ambito del territorio urbano, portano a considerare il paesaggio come un bene culturale e ambientale sistemico in quanto derivante non dalla sommatoria ma dalla sintesi dinamica tra le forze interagenti, di ordine fisico e umano, nel corso del tempo. Il comprendere e mettere “a sistema” tutti gli elementi che caratterizzano un paesaggio, da quelli culturali, sociali, architettonici, estetici a quelli percettivi, significa capire e saper cogliere l’essenza più intima di un luogo, connessa con il suo essere dinamico e multiforme, e assieme rappresentativo di una collettività, nonché portatore di un particolare modo di abitare. Il Livingscape (Parte I, 3), espressione coniata nel 2010 all’interno del gruppo TEBE del Politecnico di Torino, in analogia e all’interno delle ricerche internazionali riguardanti il Soundscape (Parte I, 2), mira a connettere e indagare insieme i diversi aspetti concernenti la dimensione urbana dell’abitare, e si propone come strumento per ripensare lo spazio urbano con l’obiettivo di indirizzare le problematiche sociali, spaziali e ambientali verso una visione eco-sistemica improntata alla sostenibilità, intesa come interazione tra molteplici dinamiche territoriali, sociali e culturali. L'indagine (Parte II, 4) muove dalle variazioni nella dimensione sensoriale della vivibilità nella città, con particolare riguardo alla sfera acustica, attraverso l'analisi degli Atti dei Consigli Comunali e dei Regolamenti di Igiene e Sanità Pubblica della città di Torino a partire da metà Ottocento. Si è voluto analizzare, attraverso l’esame delle differenti fonti (archivistiche, cartografiche, letterarie e documentarie), la struttura dell’ambiente percettivo-sonoro durante lo sviluppo architettonico-urbanistico della città di Torino, con particolare attenzione alla trasformazione del borgo di San Salvario, sviluppatasi da metà Ottocento in concomitanza con le politiche igienico-sanitarie, e quale sia stata la sua funzione all’interno del sistema comunitario. La lettura comparata delle fonti ha permesso di tracciare una “mappatura sonora” con l’obiettivo di delineare il soundscape del passato quale elemento caratterizzante i beni culturali ambientali e architettonici di un determinato contesto urbano, e il soundscape presente, rilevato attraverso opportune indagini in situ. Lo studio del Livingscape (Parte II, 5) mira a classificare lo spazio urbano in base alle sue potenzialità di vivibilità, comfort e riconoscimento della comunità locale in uno specifico contesto. La percezione è una delle funzioni psicologiche attraverso cui gli uomini scoprono il mondo. Pertanto, la valutazione della percezione di aspetti ambientali, così come percepiti dagli utenti di uno spazio, riveste una notevole importanza se rapportata all’analisi dei parametri misurati nello stesso contesto. La ricerca analizza gli aspetti urbani e ambientali relativi al livingscape sulla base di valutazioni di degrado urbano, interviste e misurazioni in situ eseguite in tredici key-spaces di San Salvario, quartiere storico di Torino, con l’obiettivo di identificare spazi e aspetti urbanistico-ambientali da migliorare. Tutte le analisi sono state effettuate durante l’estate 2010 e l’inverno 2011 in fasce orarie diurne e notturne, con una distanza di 30 metri fra successivi punti di analisi. La valutazione del degrado urbano si basa su 46 items compilati da esperti, mentre un campione di 496 questionari, tra Estate (240 quest.) ed Inverno (256 quest.), permette di delineare la percezione ambientale soggettiva degli utenti. Attraverso diverse analisi statistiche sui dati soggettivi e oggettivi (Parte III, 6) sono stati raggruppati i key-spaces in base alla piacevolezza o non piacevolezza dell’ambiente sonoro percepito dagli intervistati correlato con le misure fisiche e con gli altri giudizi di gradevolezza del paesaggio urbano. Le fonti storiche e i dati raccolti sono stati organizzati in modo strutturato in GIS, Geographic Information Systems (Parte III, 7), così da porre in relazione gli elementi caratterizzanti il livingscape della città negli ultimi 150 anni con i dati acquisiti tra il 2010 e il 2011 attraverso le indagini oggettive e soggettive, e proponendo un nuovo approccio metodologico per implementare la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale per scopi divulgativi, documentali e/o progettuali. Le analisi sui dati hanno permesso di classificare gli spazi urbani, così da definire delle classi di priorità d’intervento, per le quali vengono delineate alcune linee guida progettuali (Parte III, 8) mirate a una riqualificazione attenta alla comunità che abita e vive gli spazi della città e ad implementare la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale. Progettare le città e i territori, attraverso le potenzialità che i beni culturali offrono, permette di intervenire in modo “compatibile” ridisegnando parti del mosaico paesaggistico-culturale. La sedimentazione storica, attraverso la conoscenza e rielaborazione delle fonti, dovrebbe divenire una delle matrice culturali che orientano la pianificazione della città, intesa - quest’ultima - come un tessuto stratificato di conoscenze e modi di abitare. Il crescente uso di sistemi informatici per l’archiviazione, catalogazione e conoscenza fisica del territorio aiuta a connettere gli elementi che costituiscono la città e il suo territorio, e in tal senso questi strumenti potrebbero agevolare l’interazione tra archivi digitali e piani regolatori, tra passato e futuro. Verrebbero così favoriti i processi di conoscenza e analisi delle interazioni delle comunità nel riappropriarsi fisicamente e culturalmente del proprio territorio secondo una metodologia processuale che sappia gestire la complessità del sistema. L’analisi dei sistemi territoriali, percettivi, sociali e culturali costituiscono, anche dove non più riconoscibili o perduti per sempre, patrimonio culturale, e in tal senso possono divenire utili strumenti per indirizzi futuri nello sviluppo della città.

Il Livingscape come strumento per riqualificare gli spazi urbani delle città storiche: il caso studio del quartiere San Salvario a Torino / LA MALVA, Francesca. - (2012).

Il Livingscape come strumento per riqualificare gli spazi urbani delle città storiche: il caso studio del quartiere San Salvario a Torino.

LA MALVA, FRANCESCA
2012

Abstract

Rappresentazione continuamente rinnovata dell’accordo attraverso il quale la collettività forma il proprio spazio e il proprio tempo, la città dà forma agli usi e alle percezioni individuali e comuni. Lo spazio della città è l’ambito per eccellenza dove si materializzano i modi con i quali l’umanità ha percepito e usato il presente, si è proiettata nel futuro ed ha interpretato il passato, ricordando o dimenticando. Nello spazio urbano possiamo leggere l’affascinante vicenda del rapporto dell’uomo con il tempo, in tutte le sue dimensioni. La creazione di spazi aperti confortevoli e con caratteristiche socio-culturali è uno degli obiettivi principali della riqualificazione degli spazi urbani in ambito storico. Lo “spazio urbano”, intreccio complesso di attività sociali, economiche e culturali all’interno di una comunità locale, rappresenta un’espressione significativa della condizione urbana, nonché un elemento decisivo per l’implementazione della qualità della vita. Il senso dello “spazio urbano” è espressione di una cultura, luogo di integrazione e di interazione sociale, tensione verso un concetto ampio di sostenibilità, che sia capace di contenere valori culturali profondi e vitali, intenzioni estetiche collettive e matrici identitarie. La ricerca (Parte I, 1) considera lo “spazio urbano” come una risorsa fondamentale del sistema città – bene culturale complesso. Le politiche ambientali nazionali e internazionali, e soprattutto la Convenzione europea sul Paesaggio, riconoscono sempre più l’importanza strategica degli spazi urbani e periurbani, capaci di generare lavoro, attrarre investimenti e aumentare la qualità della vita dei cittadini europei. La dimensione soggettiva legata all’idea di paesaggio urbano apre la strada a numerosi approcci, finalizzati alla descrizione oggettiva, all’analisi delle interpretazioni dei diversi soggetti della vita urbana e alla comprensione delle loro relazioni. Il valore culturale dei paesaggi e la loro importanza come testimoni e segni dell’operato della società nell’ambito del territorio urbano, portano a considerare il paesaggio come un bene culturale e ambientale sistemico in quanto derivante non dalla sommatoria ma dalla sintesi dinamica tra le forze interagenti, di ordine fisico e umano, nel corso del tempo. Il comprendere e mettere “a sistema” tutti gli elementi che caratterizzano un paesaggio, da quelli culturali, sociali, architettonici, estetici a quelli percettivi, significa capire e saper cogliere l’essenza più intima di un luogo, connessa con il suo essere dinamico e multiforme, e assieme rappresentativo di una collettività, nonché portatore di un particolare modo di abitare. Il Livingscape (Parte I, 3), espressione coniata nel 2010 all’interno del gruppo TEBE del Politecnico di Torino, in analogia e all’interno delle ricerche internazionali riguardanti il Soundscape (Parte I, 2), mira a connettere e indagare insieme i diversi aspetti concernenti la dimensione urbana dell’abitare, e si propone come strumento per ripensare lo spazio urbano con l’obiettivo di indirizzare le problematiche sociali, spaziali e ambientali verso una visione eco-sistemica improntata alla sostenibilità, intesa come interazione tra molteplici dinamiche territoriali, sociali e culturali. L'indagine (Parte II, 4) muove dalle variazioni nella dimensione sensoriale della vivibilità nella città, con particolare riguardo alla sfera acustica, attraverso l'analisi degli Atti dei Consigli Comunali e dei Regolamenti di Igiene e Sanità Pubblica della città di Torino a partire da metà Ottocento. Si è voluto analizzare, attraverso l’esame delle differenti fonti (archivistiche, cartografiche, letterarie e documentarie), la struttura dell’ambiente percettivo-sonoro durante lo sviluppo architettonico-urbanistico della città di Torino, con particolare attenzione alla trasformazione del borgo di San Salvario, sviluppatasi da metà Ottocento in concomitanza con le politiche igienico-sanitarie, e quale sia stata la sua funzione all’interno del sistema comunitario. La lettura comparata delle fonti ha permesso di tracciare una “mappatura sonora” con l’obiettivo di delineare il soundscape del passato quale elemento caratterizzante i beni culturali ambientali e architettonici di un determinato contesto urbano, e il soundscape presente, rilevato attraverso opportune indagini in situ. Lo studio del Livingscape (Parte II, 5) mira a classificare lo spazio urbano in base alle sue potenzialità di vivibilità, comfort e riconoscimento della comunità locale in uno specifico contesto. La percezione è una delle funzioni psicologiche attraverso cui gli uomini scoprono il mondo. Pertanto, la valutazione della percezione di aspetti ambientali, così come percepiti dagli utenti di uno spazio, riveste una notevole importanza se rapportata all’analisi dei parametri misurati nello stesso contesto. La ricerca analizza gli aspetti urbani e ambientali relativi al livingscape sulla base di valutazioni di degrado urbano, interviste e misurazioni in situ eseguite in tredici key-spaces di San Salvario, quartiere storico di Torino, con l’obiettivo di identificare spazi e aspetti urbanistico-ambientali da migliorare. Tutte le analisi sono state effettuate durante l’estate 2010 e l’inverno 2011 in fasce orarie diurne e notturne, con una distanza di 30 metri fra successivi punti di analisi. La valutazione del degrado urbano si basa su 46 items compilati da esperti, mentre un campione di 496 questionari, tra Estate (240 quest.) ed Inverno (256 quest.), permette di delineare la percezione ambientale soggettiva degli utenti. Attraverso diverse analisi statistiche sui dati soggettivi e oggettivi (Parte III, 6) sono stati raggruppati i key-spaces in base alla piacevolezza o non piacevolezza dell’ambiente sonoro percepito dagli intervistati correlato con le misure fisiche e con gli altri giudizi di gradevolezza del paesaggio urbano. Le fonti storiche e i dati raccolti sono stati organizzati in modo strutturato in GIS, Geographic Information Systems (Parte III, 7), così da porre in relazione gli elementi caratterizzanti il livingscape della città negli ultimi 150 anni con i dati acquisiti tra il 2010 e il 2011 attraverso le indagini oggettive e soggettive, e proponendo un nuovo approccio metodologico per implementare la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale per scopi divulgativi, documentali e/o progettuali. Le analisi sui dati hanno permesso di classificare gli spazi urbani, così da definire delle classi di priorità d’intervento, per le quali vengono delineate alcune linee guida progettuali (Parte III, 8) mirate a una riqualificazione attenta alla comunità che abita e vive gli spazi della città e ad implementare la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale. Progettare le città e i territori, attraverso le potenzialità che i beni culturali offrono, permette di intervenire in modo “compatibile” ridisegnando parti del mosaico paesaggistico-culturale. La sedimentazione storica, attraverso la conoscenza e rielaborazione delle fonti, dovrebbe divenire una delle matrice culturali che orientano la pianificazione della città, intesa - quest’ultima - come un tessuto stratificato di conoscenze e modi di abitare. Il crescente uso di sistemi informatici per l’archiviazione, catalogazione e conoscenza fisica del territorio aiuta a connettere gli elementi che costituiscono la città e il suo territorio, e in tal senso questi strumenti potrebbero agevolare l’interazione tra archivi digitali e piani regolatori, tra passato e futuro. Verrebbero così favoriti i processi di conoscenza e analisi delle interazioni delle comunità nel riappropriarsi fisicamente e culturalmente del proprio territorio secondo una metodologia processuale che sappia gestire la complessità del sistema. L’analisi dei sistemi territoriali, percettivi, sociali e culturali costituiscono, anche dove non più riconoscibili o perduti per sempre, patrimonio culturale, e in tal senso possono divenire utili strumenti per indirizzi futuri nello sviluppo della città.
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