Chi ha visitato un'area remota di un paese povero si sarà forse chiesto come sia possibile sviluppare l'economia locale. Investire in queste zone può in effetti sembrare un azzardo, specie se è già difficile far crescere le aree più accessibili. Ciononostante, in molti casi si è visto che la rottura dell'isolamento ha ridotto la povertà. Ed è proprio ciò di cui il Nigrer ha bisogno. Le sue aree remote accolgono il 40% della popolazione. Da esse proviene la maggior parte dei prodotti d'esportazione. Ma un'economia così povera dove può trovare le risorse per spezzare l'isolamento? Negli ultimi anni la scoperta di petrolio e di nuovi giacimenti d'uranio apre una prospettiva. Tuttavia, nelle zone d'estrazione gli abitanti temono il degrado delle risorse naturali e non credono a ricadute positive sull'economia locale. Nelle altre zone remote, come il dipartimento di Keita, la governance locale non riesce a innescare lo sviluppo da sola, e non è chiaro quali benefici potrà trarre dalla rendita petrolifera e mineraria. Il libro propone un'analisi regionale condotta con un apposito indice di accessibilità della popolazione dipartimentale e diversi indicatori. L'andamento delle risorse naturali, della produzione, della popolazione e dell'accesso alle attrezzature è confrontato con le strategie di sviluppo nazionali e locali e con i programmi d'aiuto. Ciò consente di smontare alcuni cliché sulla relazione popolamento-intensificazione agricola, sulla rigenerazione della vegetazione, sugli strumenti di governance locale e di formulare suggerimenti per l'azione.

Lo sviluppo delle aree rurali remote. Petrolio, uranio e governance locale in Niger / Tiepolo, Maurizio; Braccio, S; Tarchiani, V.. - STAMPA. - 127:(2009), pp. 1-224.

Lo sviluppo delle aree rurali remote. Petrolio, uranio e governance locale in Niger

TIEPOLO, MAURIZIO;BRACCIO S;
2009

Abstract

Chi ha visitato un'area remota di un paese povero si sarà forse chiesto come sia possibile sviluppare l'economia locale. Investire in queste zone può in effetti sembrare un azzardo, specie se è già difficile far crescere le aree più accessibili. Ciononostante, in molti casi si è visto che la rottura dell'isolamento ha ridotto la povertà. Ed è proprio ciò di cui il Nigrer ha bisogno. Le sue aree remote accolgono il 40% della popolazione. Da esse proviene la maggior parte dei prodotti d'esportazione. Ma un'economia così povera dove può trovare le risorse per spezzare l'isolamento? Negli ultimi anni la scoperta di petrolio e di nuovi giacimenti d'uranio apre una prospettiva. Tuttavia, nelle zone d'estrazione gli abitanti temono il degrado delle risorse naturali e non credono a ricadute positive sull'economia locale. Nelle altre zone remote, come il dipartimento di Keita, la governance locale non riesce a innescare lo sviluppo da sola, e non è chiaro quali benefici potrà trarre dalla rendita petrolifera e mineraria. Il libro propone un'analisi regionale condotta con un apposito indice di accessibilità della popolazione dipartimentale e diversi indicatori. L'andamento delle risorse naturali, della produzione, della popolazione e dell'accesso alle attrezzature è confrontato con le strategie di sviluppo nazionali e locali e con i programmi d'aiuto. Ciò consente di smontare alcuni cliché sulla relazione popolamento-intensificazione agricola, sulla rigenerazione della vegetazione, sugli strumenti di governance locale e di formulare suggerimenti per l'azione.
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