L’evento climatico denominato “Ciclone Harry”, che ha interessato il Mediterraneo occidentale nel mese di Gennaio 2026, ha colpito diverse aree costiere della Sicilia causando ingenti danni in diverse aree dell’Isola. La costa ionica del messinese è tra i territori maggiormente danneggiati dal Ciclone, che ha evidenziato criticità legate alla configurazione degli insediamenti antropici, soprattutto in relazione al global warming e all’intensificarsi degli effetti a esso connaturati. L’evento ha riportato al centro del dibattito pubblico, locale e non, la necessità di definire strategie che rendano il territorio più adattivo, anche attraverso azioni di co-progettazione e un allargamento dei processi decisionali. Tale prospettiva rappresenterebbe peraltro l’attuazione degli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici individuati dall’Unione Europea, inquadrati anche a livello nazionale – attraverso il PNACC del 2015 – e regionale, con la “Strategia Regionale di Mitigazione e Adattamento ai Cambiamenti Climatici" (2023-2026). Tali obiettivi riguardano in particolare la costruzione di un quadro analitico relativo ai rischi, il potenziamento di strategie di adattamento e la costruzione di scenari e progettualità basate sulla natura e sull’integrazione della resilienza climatiche nella governance territoriale. La tavola prodotta per la Biennale dello Stretto 2026 sintetizza tali obiettivi attraverso alcune cartografie d'interpretazione critica del territorio in esame.
Urban Lab_Riviera jonica. Verso uno scenario di trasformazione intergato ed ecosistemico per la costa ionica messinese / Scala, D.. - STAMPA. - (2026).
Urban Lab_Riviera jonica. Verso uno scenario di trasformazione intergato ed ecosistemico per la costa ionica messinese
della scala
2026
Abstract
L’evento climatico denominato “Ciclone Harry”, che ha interessato il Mediterraneo occidentale nel mese di Gennaio 2026, ha colpito diverse aree costiere della Sicilia causando ingenti danni in diverse aree dell’Isola. La costa ionica del messinese è tra i territori maggiormente danneggiati dal Ciclone, che ha evidenziato criticità legate alla configurazione degli insediamenti antropici, soprattutto in relazione al global warming e all’intensificarsi degli effetti a esso connaturati. L’evento ha riportato al centro del dibattito pubblico, locale e non, la necessità di definire strategie che rendano il territorio più adattivo, anche attraverso azioni di co-progettazione e un allargamento dei processi decisionali. Tale prospettiva rappresenterebbe peraltro l’attuazione degli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici individuati dall’Unione Europea, inquadrati anche a livello nazionale – attraverso il PNACC del 2015 – e regionale, con la “Strategia Regionale di Mitigazione e Adattamento ai Cambiamenti Climatici" (2023-2026). Tali obiettivi riguardano in particolare la costruzione di un quadro analitico relativo ai rischi, il potenziamento di strategie di adattamento e la costruzione di scenari e progettualità basate sulla natura e sull’integrazione della resilienza climatiche nella governance territoriale. La tavola prodotta per la Biennale dello Stretto 2026 sintetizza tali obiettivi attraverso alcune cartografie d'interpretazione critica del territorio in esame.| File | Dimensione | Formato | |
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TAVOLA BIENNALE STRETTO_DELLA SCALA.jpg
accesso aperto
Descrizione: Tavola selezionata per l'esposizione della Biennale dello Stretto (Reggio Calabria-Messina) 2026
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https://hdl.handle.net/11583/3017122
