In northern Italy, between the mid-12th and 13th centuries, important religious architectural building site took shape and were completed in the context of monastic and canonical communities. New construction solutions were experimented on building sites, consolidating the practice of brick building in the Po Valley. At the beginning of the 13th century, the primitive Cistercian abbeys are for the most part completed as far as the main building is concerned, while works define the monastic spaces. The projects propose the use of models widespread in the network of Cistercian buildings and the construction solutions adopted, in a succession of up-to-date techniques, also reinforce the organisation of the building site through the standardisation of several construction elements such as, for example, the realisation of the vaulted systems. In-depth studies carried out in recent years on the complexes of Tiglieto, Lucedio, Staffarda, Casanova, Rivalta Scrivia, Chiaravalle Milanese, Cerreto, and Morimondo, have made it possible to define a composite picture of Cistercian architecture in northern Italy. In particular, the essay traces the architectural construction sites of the churches through certain practices such as the use of recurring modules and geometries in the construction project, of pointed arches and ribbed cross vaults, of the ʻnolari’ and bell towers, the masonry construction and the finishes adopted. Tra la metà del XII e del XIII secolo nel nord Italia prendono forma e si concludono importanti opere architettoniche religiose nel contesto delle comunità monastiche e canonicali. Nei cantieri si sperimentano nuove soluzioni costruttive, consolidando la prassi del costruire in laterizio nell’ambito della pianura padana. All’inizio del Duecento, le primitive fabbriche cistercensi sono per la maggior parte compiute per quel che riguarda l’edificio principale, mentre i lavori definiscono e completano gli spazi monastici. La progettualità architettonica pone in essere modelli diffusi nella rete degli edifici cistercensi e le soluzioni costruttive adottate, in un susseguirsi di pratiche aggiornate, rafforzano anche l’organizzazione del cantiere attraverso la standardizzazione di alcuni elementi costruttivi come, ad esempio, l’edificazione dei sistemi voltati. Gli approfonditi studi condotti in questi ultimi anni sui complessi di Tiglieto, Lucedio, Staffarda, Casanova, Rivalta Scrivia, Chiaravalle Milanese, Cerreto, Chiaravalle della Colomba e Morimondo, hanno permesso di definire un quadro composito sull’architettura cistercense del nord Italia. In maniera analoga indagini in corso sulle canoniche di Vezzolano e di Rivalta di Torino, insieme agli studi in essere su Sant’Andrea di Vercelli mostrano uno scenario ricco e eterogeneo dell’architettura religiosa duecentesca che si connota indubbiamente per alcune precise linee di sviluppo, riscontrabili sia a livello compositivo nella spazialità liturgica sia nella realizzazione della fabbrica con sistemi costruttivi che si sono definiti nel XII secolo e che acquisiscono un grado di maggiore precisione e finezza esecutiva, rintracciabili per altro anche nelle finiture dell’involucro murario. Nella lettura complessa di questo quadro è rilevante analizzare alcuni elementi e pratiche edilizie utili a definire la ‘cornice architettonica’ nella quale si situa il cantiere di Sant’Andrea. Le scelte di progetto attuate a Vercelli e ricostruite con studi approfonditi in questa sede costituiscono elaborazioni formali raffinate e mature di alcuni temi riscontrabili nell’ambito cistercense e in parte canonicale, a partire dalla definizione della planimetria fino ai sistemi costruttivi e di finitura delle murature in laterizio.
Intorno a Sant’Andrea di Vercelli. I cantieri architettonici cistercensi del Duecento nell’Italia settentrionale / Beltramo, S. - In: Sant’Andrea di Vercelli e il Gotico europeo all’inizio del Duecento / Saverio Lomartire. - STAMPA. - Vercelli : Gallo arti grafiche, 2026. - ISBN 9791281298538. - pp. 369-396
Intorno a Sant’Andrea di Vercelli. I cantieri architettonici cistercensi del Duecento nell’Italia settentrionale
Silvia Beltramo
2026
Abstract
In northern Italy, between the mid-12th and 13th centuries, important religious architectural building site took shape and were completed in the context of monastic and canonical communities. New construction solutions were experimented on building sites, consolidating the practice of brick building in the Po Valley. At the beginning of the 13th century, the primitive Cistercian abbeys are for the most part completed as far as the main building is concerned, while works define the monastic spaces. The projects propose the use of models widespread in the network of Cistercian buildings and the construction solutions adopted, in a succession of up-to-date techniques, also reinforce the organisation of the building site through the standardisation of several construction elements such as, for example, the realisation of the vaulted systems. In-depth studies carried out in recent years on the complexes of Tiglieto, Lucedio, Staffarda, Casanova, Rivalta Scrivia, Chiaravalle Milanese, Cerreto, and Morimondo, have made it possible to define a composite picture of Cistercian architecture in northern Italy. In particular, the essay traces the architectural construction sites of the churches through certain practices such as the use of recurring modules and geometries in the construction project, of pointed arches and ribbed cross vaults, of the ʻnolari’ and bell towers, the masonry construction and the finishes adopted. Tra la metà del XII e del XIII secolo nel nord Italia prendono forma e si concludono importanti opere architettoniche religiose nel contesto delle comunità monastiche e canonicali. Nei cantieri si sperimentano nuove soluzioni costruttive, consolidando la prassi del costruire in laterizio nell’ambito della pianura padana. All’inizio del Duecento, le primitive fabbriche cistercensi sono per la maggior parte compiute per quel che riguarda l’edificio principale, mentre i lavori definiscono e completano gli spazi monastici. La progettualità architettonica pone in essere modelli diffusi nella rete degli edifici cistercensi e le soluzioni costruttive adottate, in un susseguirsi di pratiche aggiornate, rafforzano anche l’organizzazione del cantiere attraverso la standardizzazione di alcuni elementi costruttivi come, ad esempio, l’edificazione dei sistemi voltati. Gli approfonditi studi condotti in questi ultimi anni sui complessi di Tiglieto, Lucedio, Staffarda, Casanova, Rivalta Scrivia, Chiaravalle Milanese, Cerreto, Chiaravalle della Colomba e Morimondo, hanno permesso di definire un quadro composito sull’architettura cistercense del nord Italia. In maniera analoga indagini in corso sulle canoniche di Vezzolano e di Rivalta di Torino, insieme agli studi in essere su Sant’Andrea di Vercelli mostrano uno scenario ricco e eterogeneo dell’architettura religiosa duecentesca che si connota indubbiamente per alcune precise linee di sviluppo, riscontrabili sia a livello compositivo nella spazialità liturgica sia nella realizzazione della fabbrica con sistemi costruttivi che si sono definiti nel XII secolo e che acquisiscono un grado di maggiore precisione e finezza esecutiva, rintracciabili per altro anche nelle finiture dell’involucro murario. Nella lettura complessa di questo quadro è rilevante analizzare alcuni elementi e pratiche edilizie utili a definire la ‘cornice architettonica’ nella quale si situa il cantiere di Sant’Andrea. Le scelte di progetto attuate a Vercelli e ricostruite con studi approfonditi in questa sede costituiscono elaborazioni formali raffinate e mature di alcuni temi riscontrabili nell’ambito cistercense e in parte canonicale, a partire dalla definizione della planimetria fino ai sistemi costruttivi e di finitura delle murature in laterizio.Pubblicazioni consigliate
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https://hdl.handle.net/11583/3016188
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