All’interno della vasta bibliografia e degli studi di Stella Casiello, il tema dei ruderi di guerra è sicuramente uno dei più investigati e al quale sono dedicati pagine ormai parte della manualistica della disciplina del restauro. Il saggio propone una rilettura dei concetti proposti dalla studiosa in merito al ruolo dei danni di guerra, del dibattito e della ricostruzione alla luce degli ultimi conflitti e delle pratiche adottate in anni recenti. Appare infatti potenzialmente interessante suggerire una rilettura dell’apparato teorico di Casiello in questo momento storico in cui questi temi rivestono ancora un ruolo di grande importanza. In particolare il contributo intende compiere, partendo dalla bibliografia di riferimento della studiosa partenopea, una analisi delle strategie di conservazione e ricostruzione di alcuni edifici profondamente danneggiati durante la guerra nei Balcani di circa trenta anni fa, allo scopo di avanzare una lettura critica degli esiti del dibattito sulla conservazione dei ruderi o la riproposizione del com’era/dov’era. I paesi della ex-Jugoslavia infatti si pongono come perfetto ambito (geografico e culturale) di indagine per verificare le strategie di intervento e/o ricostruzione adottate in numerosi edifici e in contesti differenti e per misurare, attraverso lo studio del dibattito sviluppato all’indomani del cessate il fuoco e dei documenti di archivio degli interventi in essere, l’attualità del portato delle teorie di Casiello in questo specifico scenario contemporaneo. Within Stella Casiello’s extensive body of writings and research, the theme of war ruins is undoubtedly one of the most thoroughly investigated, addressed in writings that have become an established part of conservation literature. This essay proposes a reconsideration of the scholar’s ideas concerning war damage, the debate surrounding it, and reconstruction, in light of recent conflicts and the practices adopted in recent years. Revisiting Casiello’s theoretical framework appears particularly relevant at this historical moment, when these issues continue to be of great importance. Drawing on the Neapolitan scholar’s key publications, the contribution analyses the conservation and reconstruction strategies adopted for a number of buildings severely damaged during the Balkan wars some thirty years ago. Its aim is to offer a critical assessment of the outcomes of the debate between the conservation of ruins and reconstruction according to the principle of “where it was, as it was.” The countries of the former Yugoslavia provide an ideal geographical and cultural field of investigation in which to examine the intervention and reconstruction strategies adopted for numerous buildings in different contexts. Through an analysis of the debate that emerged after the ceasefire and of archival documentation relating to the interventions undertaken, the essay evaluates the continuing relevance of Casiello’s theories within this specific contemporary context.
Conservazione dei ruderi postbellici e interventi sul tessuto storico. Connessioni e divergenze tra il pensiero di Stella Casiello e le metodologie di intervento nei Balcani a trent’anni dalla guerra / Morezzi, E. (HERMES). - In: Restauro tra ricerca e militanza Studi in onore di Stella Casiello / Picone R., Russo V., Pane A., Romeo E.. - STAMPA. - Roma : L'Erma di Bretschneider, 2026. - ISBN 9788891333322. - pp. 323-334
Conservazione dei ruderi postbellici e interventi sul tessuto storico. Connessioni e divergenze tra il pensiero di Stella Casiello e le metodologie di intervento nei Balcani a trent’anni dalla guerra
Morezzi E
2026
Abstract
All’interno della vasta bibliografia e degli studi di Stella Casiello, il tema dei ruderi di guerra è sicuramente uno dei più investigati e al quale sono dedicati pagine ormai parte della manualistica della disciplina del restauro. Il saggio propone una rilettura dei concetti proposti dalla studiosa in merito al ruolo dei danni di guerra, del dibattito e della ricostruzione alla luce degli ultimi conflitti e delle pratiche adottate in anni recenti. Appare infatti potenzialmente interessante suggerire una rilettura dell’apparato teorico di Casiello in questo momento storico in cui questi temi rivestono ancora un ruolo di grande importanza. In particolare il contributo intende compiere, partendo dalla bibliografia di riferimento della studiosa partenopea, una analisi delle strategie di conservazione e ricostruzione di alcuni edifici profondamente danneggiati durante la guerra nei Balcani di circa trenta anni fa, allo scopo di avanzare una lettura critica degli esiti del dibattito sulla conservazione dei ruderi o la riproposizione del com’era/dov’era. I paesi della ex-Jugoslavia infatti si pongono come perfetto ambito (geografico e culturale) di indagine per verificare le strategie di intervento e/o ricostruzione adottate in numerosi edifici e in contesti differenti e per misurare, attraverso lo studio del dibattito sviluppato all’indomani del cessate il fuoco e dei documenti di archivio degli interventi in essere, l’attualità del portato delle teorie di Casiello in questo specifico scenario contemporaneo. Within Stella Casiello’s extensive body of writings and research, the theme of war ruins is undoubtedly one of the most thoroughly investigated, addressed in writings that have become an established part of conservation literature. This essay proposes a reconsideration of the scholar’s ideas concerning war damage, the debate surrounding it, and reconstruction, in light of recent conflicts and the practices adopted in recent years. Revisiting Casiello’s theoretical framework appears particularly relevant at this historical moment, when these issues continue to be of great importance. Drawing on the Neapolitan scholar’s key publications, the contribution analyses the conservation and reconstruction strategies adopted for a number of buildings severely damaged during the Balkan wars some thirty years ago. Its aim is to offer a critical assessment of the outcomes of the debate between the conservation of ruins and reconstruction according to the principle of “where it was, as it was.” The countries of the former Yugoslavia provide an ideal geographical and cultural field of investigation in which to examine the intervention and reconstruction strategies adopted for numerous buildings in different contexts. Through an analysis of the debate that emerged after the ceasefire and of archival documentation relating to the interventions undertaken, the essay evaluates the continuing relevance of Casiello’s theories within this specific contemporary context.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/11583/3015152
