1839: Henri Labrouste vince il concorso internazionale, fortemente voluto dal re di Sardegna Carlo Alberto, per il nuovo penitenziario statale da costruirsi in Alessandria. I fatti sono noti : il progetto prevede, nel rispetto del bando, accanto a una preesistenza rifunzionalizzata (il convento dismesso di San Bernardino) un edificio ex-novo con i bracci di una croce di Sant’Andrea attestati su una grande chiesa coperta da cupola. Il carcere sarà immediatamente realizzato con qualche variante rispetto al progetto iniziale e, ancora oggi, assolve alla sua funzione originaria, pur con limiti di capienza e spazi abbandonati in attesa di ristrutturazione. Il bando del 1° maggio 1839 arriva dopo quasi un decennio intriso di dibattiti, nomine di commissioni, pareri, due progetti presentati al Congresso Permanente a Torino , relazioni, studi; sono anni febbrili dettati dalla volontà ferrea del sovrano il quale, dimostrando una buona conoscenza delle problematiche affrontate a livello internazionale, esige un progetto innovativo. Si presentano (nel giro di pochi mesi) relazioni e disegni che già possiedono, tra le pieghe, alcuni elementi che verranno enfatizzati dal bando e porteranno alla scelta del progetto vincitore di Labrouste. Ben prima della pubblicazione del bando sono interpellati professionisti e professori universitari che presentano diverse proposte mai realizzate. Al momento, i disegni individuati sono in numero esiguo; sono invece numerose le relazioni descrittive e le norme stilate, le indicazioni correttive e le relazioni firmate da medici. Quello costruito in Alessandria è il primo penitenziario riformato dello stato, ed è il punto di arrivo della ricerca svolta sino a quel momento sui temi legati all’edilizia carceraria. Nel regno sardo, gli anni trenta del XIX secolo sono contraddistinti da una serie di riforme volute dal sovrano: una delle più importanti interessa le carceri ed è avviata attraverso una serie di studi sullo stato delle preesistenze e alcuni primi interventi di riqualificazione. Una vera e propria fucina di idee innovative, spesso sperimentali, che sfoceranno, alla fine del decennio, nel progetto del nuovo penitenziario e nella nuova riforma carceraria.
Nella pietra l'intelligenza della disciplina. La macchina di Labrouste per il controllo del detenuto / Dameri, A. (BIBLIOTECA. PROBLEMI E METODI DI ARCHITETTURA). - In: Architettura dell'Eclettismo. Spazi dell'eterotopia nella città dell'Ottocento. Cultura e progetti tra tipi architettonici e luoghi "altri"i / Belli G., Mangone F. , Santini S.. - STAMPA. - Napoli : Liguori, 2026. - ISBN 9788820771300. - pp. 195-228
Nella pietra l'intelligenza della disciplina. La macchina di Labrouste per il controllo del detenuto
Dameri A.
2026
Abstract
1839: Henri Labrouste vince il concorso internazionale, fortemente voluto dal re di Sardegna Carlo Alberto, per il nuovo penitenziario statale da costruirsi in Alessandria. I fatti sono noti : il progetto prevede, nel rispetto del bando, accanto a una preesistenza rifunzionalizzata (il convento dismesso di San Bernardino) un edificio ex-novo con i bracci di una croce di Sant’Andrea attestati su una grande chiesa coperta da cupola. Il carcere sarà immediatamente realizzato con qualche variante rispetto al progetto iniziale e, ancora oggi, assolve alla sua funzione originaria, pur con limiti di capienza e spazi abbandonati in attesa di ristrutturazione. Il bando del 1° maggio 1839 arriva dopo quasi un decennio intriso di dibattiti, nomine di commissioni, pareri, due progetti presentati al Congresso Permanente a Torino , relazioni, studi; sono anni febbrili dettati dalla volontà ferrea del sovrano il quale, dimostrando una buona conoscenza delle problematiche affrontate a livello internazionale, esige un progetto innovativo. Si presentano (nel giro di pochi mesi) relazioni e disegni che già possiedono, tra le pieghe, alcuni elementi che verranno enfatizzati dal bando e porteranno alla scelta del progetto vincitore di Labrouste. Ben prima della pubblicazione del bando sono interpellati professionisti e professori universitari che presentano diverse proposte mai realizzate. Al momento, i disegni individuati sono in numero esiguo; sono invece numerose le relazioni descrittive e le norme stilate, le indicazioni correttive e le relazioni firmate da medici. Quello costruito in Alessandria è il primo penitenziario riformato dello stato, ed è il punto di arrivo della ricerca svolta sino a quel momento sui temi legati all’edilizia carceraria. Nel regno sardo, gli anni trenta del XIX secolo sono contraddistinti da una serie di riforme volute dal sovrano: una delle più importanti interessa le carceri ed è avviata attraverso una serie di studi sullo stato delle preesistenze e alcuni primi interventi di riqualificazione. Una vera e propria fucina di idee innovative, spesso sperimentali, che sfoceranno, alla fine del decennio, nel progetto del nuovo penitenziario e nella nuova riforma carceraria.| File | Dimensione | Formato | |
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