Voce nel sito CIVICARC, Atlante dei Palazzi Civici Italiani. Esito della completa demolizione dell'antico complesso conventuale dei Cordeglieri (francescani), sede storica sia nello slargo attiguo, sia nel chiostro, delle adunanze cittadine, il municipio di Aosta - per il quale già in prima Restaurazione si erano immaginati delle soluzioni non realizzate - è progettato nel 1837 dal torinese Michelangelo Bossi. L'esecuzione del progetto prevede l'abbattimento di quanto rimaneva della chiesa di San Francesco e la ridefinizione della piazza, verso la quale il nuovo edificio mostrerà un ritmo ben definito di portici. Il nuovo centro cittadino è intitolato a re Carlo Alberto, perdendo la precedente denominazione di San Francesco che, solo molto più tardi, con la realizzazione dell'ampio blocco delle scuole pubbliche (1912), verrà attribuito alla piazza retrostante compresa tra il municipio e la struttura scolastica. La lunga facciata neoclassica si completa con gruppi di statuaria alla sommità dei due corpi laterali, con l'ampio scalone d'onore che conduce alla Sala Consiliare posta al primo piano e con una ricca decorazione con stucchi classicisti che definisce i vani di rappresentanza. La soluzione adottata, seppure largamente fuori scala rispetto al contesto urbano, sarà considerata modello per tutti i complessi municipali eretti fino alla metà dell'Ottocento in stile neoclassico all'interno del Ducato, anche con espressi richiami nelle scelte decorative (vedasi il caso delle decorazioni di Châtillon).

Palazzo Comunale di Aosta / Devoti, C.. - ELETTRONICO. - Atlante dei palazzi civici italiani, 2025:(2026), pp. 1-27. [10.5281/zenodo.21699173]

Palazzo Comunale di Aosta

Devoti, Chiara
2026

Abstract

Voce nel sito CIVICARC, Atlante dei Palazzi Civici Italiani. Esito della completa demolizione dell'antico complesso conventuale dei Cordeglieri (francescani), sede storica sia nello slargo attiguo, sia nel chiostro, delle adunanze cittadine, il municipio di Aosta - per il quale già in prima Restaurazione si erano immaginati delle soluzioni non realizzate - è progettato nel 1837 dal torinese Michelangelo Bossi. L'esecuzione del progetto prevede l'abbattimento di quanto rimaneva della chiesa di San Francesco e la ridefinizione della piazza, verso la quale il nuovo edificio mostrerà un ritmo ben definito di portici. Il nuovo centro cittadino è intitolato a re Carlo Alberto, perdendo la precedente denominazione di San Francesco che, solo molto più tardi, con la realizzazione dell'ampio blocco delle scuole pubbliche (1912), verrà attribuito alla piazza retrostante compresa tra il municipio e la struttura scolastica. La lunga facciata neoclassica si completa con gruppi di statuaria alla sommità dei due corpi laterali, con l'ampio scalone d'onore che conduce alla Sala Consiliare posta al primo piano e con una ricca decorazione con stucchi classicisti che definisce i vani di rappresentanza. La soluzione adottata, seppure largamente fuori scala rispetto al contesto urbano, sarà considerata modello per tutti i complessi municipali eretti fino alla metà dell'Ottocento in stile neoclassico all'interno del Ducato, anche con espressi richiami nelle scelte decorative (vedasi il caso delle decorazioni di Châtillon).
2026
Atlante dei palazzi civici italiani
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11583/3013814
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo