Il presente contributo presenta un'esperienza di ricerca condotta nel territorio del Parco Naturale Monte San Bartolo, a nord della provincia di Pesaro, nelle Marche, sul confine con la Romagna. Scopo del lavoro è stato elaborare un programma di salvaguardia e difesa dei borghi storici posti sul crinale della falesia “viva” che caratterizza il versante orientale del Parco. Qui, una serie di fattori ambientali, climatici e di origine antropica concorrono all'instabilità geomorfologica della falesia ponendo in serio pericolo gli abitati. Il deficit di sedimenti provenienti dai fiumi, anche connesso alle opere rigide esistenti a mare, si combina con la crescente erosione del moto ondoso provocando lo scalzamento del versante e conseguenti movimenti franosi regressivi verso monte. Contemporaneamente, l'abbandono del paesaggio rurale che, fino agli anni '50, era attivamente coltivato anche ai limiti del mare, ha aumentato la frequenza di incendi che, nell'ultimo periodo, hanno interessato la vegetazione pioniera delle scarpate amplificandone la cedevolezza. A fronte di questa situazione, nonché delle proiezioni sull'innalzamento del livello del mare e sul prolungarsi dei periodi di siccità, i processi degenerativi in atto non possono più essere affrontati con soluzioni puntuali ed episodiche, ma richiedono una visione - spaziale e temporale - più ampia.
Gli equilibri del cambiamento. Scenari per la difesa dei borghi e del paesaggio nel Parco Naturale Monte San Bartolo / Lobosco, G., Emanueli, L., Medici, M., Benedettini, P., Graziadei, C. - In: RETI CITTÀ TERRITORIO / Iacomoni A., Imbesi P. N., Rossi F.. - STAMPA. - Melfi : Libria, 2023. - ISBN 978 88 6764 359 2. - pp. 83-87
Gli equilibri del cambiamento. Scenari per la difesa dei borghi e del paesaggio nel Parco Naturale Monte San Bartolo
Lobosco, Gianni;
2023
Abstract
Il presente contributo presenta un'esperienza di ricerca condotta nel territorio del Parco Naturale Monte San Bartolo, a nord della provincia di Pesaro, nelle Marche, sul confine con la Romagna. Scopo del lavoro è stato elaborare un programma di salvaguardia e difesa dei borghi storici posti sul crinale della falesia “viva” che caratterizza il versante orientale del Parco. Qui, una serie di fattori ambientali, climatici e di origine antropica concorrono all'instabilità geomorfologica della falesia ponendo in serio pericolo gli abitati. Il deficit di sedimenti provenienti dai fiumi, anche connesso alle opere rigide esistenti a mare, si combina con la crescente erosione del moto ondoso provocando lo scalzamento del versante e conseguenti movimenti franosi regressivi verso monte. Contemporaneamente, l'abbandono del paesaggio rurale che, fino agli anni '50, era attivamente coltivato anche ai limiti del mare, ha aumentato la frequenza di incendi che, nell'ultimo periodo, hanno interessato la vegetazione pioniera delle scarpate amplificandone la cedevolezza. A fronte di questa situazione, nonché delle proiezioni sull'innalzamento del livello del mare e sul prolungarsi dei periodi di siccità, i processi degenerativi in atto non possono più essere affrontati con soluzioni puntuali ed episodiche, ma richiedono una visione - spaziale e temporale - più ampia.Pubblicazioni consigliate
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https://hdl.handle.net/11583/3013132
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