“Foresta” viene dal latino medievale foris, cioè "fuori", e indicava in origine i boschi situati esternamente alle mura di un castello o di una città. Similmente, la parola “foro”, in latino forum, mercato, spazio aperto, luogo pubblico, è anch’essa imparentata con foris, foras "all'aperto, fuori" . Nella città arcaica Foresta e Fora e Foro, spazio silvano e spazio urbano, rivelano un legame indecidibile. Forum, designa uno spazio assolutamente ambiguo: funzionalmente centrale per la vita dell’insediamento, ma simbolicamente a esso del tutto esterno, periferico. Foresta, pur non essendo né parco né giardino, non è del tutto estranea alla città. In età arcaica i templi urbani avevano un proprio lucus, un bosco sacro, poi ridotto, a causa dell’espansione dell’insediamento. Ma lucus (da lux) è anche la radura, il diradamento creato dall’uomo nel quale la luce irrompe e nel quale, come nel Foro, ci si riunisce. Così i colli di Roma prendono il nome dalle essenze che ne occupavano le sommità: faggi su Fagutal, querce sul Quercetal, salici sul Viminale, cornioli sull’Esquilino. Nel momento in cui si afferma la necessità di portare la foresta negli insediamenti, la relazione arcaica tra Foresta e Foro torna prepotentemente attuale. Se l’obiettivo è abitare la Terra e non la città, non c’è natura da una parte e città dall’altra. I due termini stanno mescolati: nella città c’è la foresta, nella foresta c’è la città. Come allora convivere con questa contraddizione se non ammettendo che lo spazio pubblico è sempre anche una messa in scena architettonica dell’altro della città, ovvero di quello strato geografico e terrestre sul quale la città è sorta e a cui costantemente rimanda? Il contributo intende decostruire l’opposizione città/foresta praticando un’archeologia delle loro relazioni. L’obiettivo è rintracciare quelle figure architettoniche che, nel progetto di forestazione urbana, possono riproporre la dimensione arcaica e indecidibile del rapporto tra Foro e Foresta.

Foro / Foresta. Una relazione indecidibile / Palma, R. - In: Arbosfera: Ripensare lo spazio urbano attraverso la foresta / Buoianno D., Priore C., Saitto V.. - STAMPA. - Napoli : Cratera, 2026. - ISBN 979-12-80884-65-7. - pp. 407-408

Foro / Foresta. Una relazione indecidibile

Palma, Riccardo
2026

Abstract

“Foresta” viene dal latino medievale foris, cioè "fuori", e indicava in origine i boschi situati esternamente alle mura di un castello o di una città. Similmente, la parola “foro”, in latino forum, mercato, spazio aperto, luogo pubblico, è anch’essa imparentata con foris, foras "all'aperto, fuori" . Nella città arcaica Foresta e Fora e Foro, spazio silvano e spazio urbano, rivelano un legame indecidibile. Forum, designa uno spazio assolutamente ambiguo: funzionalmente centrale per la vita dell’insediamento, ma simbolicamente a esso del tutto esterno, periferico. Foresta, pur non essendo né parco né giardino, non è del tutto estranea alla città. In età arcaica i templi urbani avevano un proprio lucus, un bosco sacro, poi ridotto, a causa dell’espansione dell’insediamento. Ma lucus (da lux) è anche la radura, il diradamento creato dall’uomo nel quale la luce irrompe e nel quale, come nel Foro, ci si riunisce. Così i colli di Roma prendono il nome dalle essenze che ne occupavano le sommità: faggi su Fagutal, querce sul Quercetal, salici sul Viminale, cornioli sull’Esquilino. Nel momento in cui si afferma la necessità di portare la foresta negli insediamenti, la relazione arcaica tra Foresta e Foro torna prepotentemente attuale. Se l’obiettivo è abitare la Terra e non la città, non c’è natura da una parte e città dall’altra. I due termini stanno mescolati: nella città c’è la foresta, nella foresta c’è la città. Come allora convivere con questa contraddizione se non ammettendo che lo spazio pubblico è sempre anche una messa in scena architettonica dell’altro della città, ovvero di quello strato geografico e terrestre sul quale la città è sorta e a cui costantemente rimanda? Il contributo intende decostruire l’opposizione città/foresta praticando un’archeologia delle loro relazioni. L’obiettivo è rintracciare quelle figure architettoniche che, nel progetto di forestazione urbana, possono riproporre la dimensione arcaica e indecidibile del rapporto tra Foro e Foresta.
2026
979-12-80884-65-7
Arbosfera: Ripensare lo spazio urbano attraverso la foresta
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11583/3011912