Nel corso del Novecento la provincia italiana è stata protagonista di un intenso processo di modernizzazione che l’ha resa un osservatorio privilegiato nel cinema come nella letteratura, nella fotografia come nelle indagini urbane e territoriali. La produzione è stata uno dei cardini di questo processo, assumendo forme e tempi differenti nei diversi contesti territoriali, in relazione ai differenti modelli produttivi, sociali e politici. In alcuni contesti, tale spinta è stata così profonda e pervasiva da trasformare questi territori in vere e proprie «icone della produzione». Oggi quella spinta trasformativa sembra essersi esaurita, rivelando al tempo stesso una crisi delle rappresentazioni della provincia, sempre più cristallizzate in immagini di inerzia e apatia. L’ipotesi di partenza di questo volume è che all’interno di questi territori della produzione, consacrati a immagini definitive, l’immagine dell’immobilità si sia fatta pervasiva, oscurando segnali di trasformazione e mutamento. Questo volume si propone di ribaltare tale prospettiva, indagando le «crepe» che incrinano queste icone per restituire un’immagine contemporanea dell’Italia di mezzo. Lo fa decostruendo sei luoghi «iconici» della produzione della provincia italiana: il distretto laniero di Biella, i campi agricoli attorno a Borgo Mezzanone nella Capitanata, lo stabilimento chimico di Bussi sul Tirino, le cave di marmo di Carrara, le saline di Cervia e le acciaierie di Terni. Questi territori, pur non apparendo come spazi interessati da importanti processi di trasformazione, nascondono segnali opachi, sussulti e scricchiolii che raccontano, in modo più significativo rispetto ad altri contesti vistosamente innovativi, elementi di transizione e mutamento della provincia italiana. Le disconnessioni e le sfasature di queste «icone» interrogano dunque il presente: rendono visibili le trasformazioni, le tensioni e le contraddizioni che attraversano i luoghi della produzione, delineando percorsi di cambiamento che sfuggono sia alle narrazioni dominanti, globali e metropolitane, sia alle rappresentazioni sedimentate di una provincia immobile e marginale.
Icone della produzione. Sei territori della provincia in transizione / Martin Sanchez, L.A., Vassallo, J.. - STAMPA. - (2026).
Icone della produzione. Sei territori della provincia in transizione
Luis Martin Sanchez;Janira Vassallo
2026
Abstract
Nel corso del Novecento la provincia italiana è stata protagonista di un intenso processo di modernizzazione che l’ha resa un osservatorio privilegiato nel cinema come nella letteratura, nella fotografia come nelle indagini urbane e territoriali. La produzione è stata uno dei cardini di questo processo, assumendo forme e tempi differenti nei diversi contesti territoriali, in relazione ai differenti modelli produttivi, sociali e politici. In alcuni contesti, tale spinta è stata così profonda e pervasiva da trasformare questi territori in vere e proprie «icone della produzione». Oggi quella spinta trasformativa sembra essersi esaurita, rivelando al tempo stesso una crisi delle rappresentazioni della provincia, sempre più cristallizzate in immagini di inerzia e apatia. L’ipotesi di partenza di questo volume è che all’interno di questi territori della produzione, consacrati a immagini definitive, l’immagine dell’immobilità si sia fatta pervasiva, oscurando segnali di trasformazione e mutamento. Questo volume si propone di ribaltare tale prospettiva, indagando le «crepe» che incrinano queste icone per restituire un’immagine contemporanea dell’Italia di mezzo. Lo fa decostruendo sei luoghi «iconici» della produzione della provincia italiana: il distretto laniero di Biella, i campi agricoli attorno a Borgo Mezzanone nella Capitanata, lo stabilimento chimico di Bussi sul Tirino, le cave di marmo di Carrara, le saline di Cervia e le acciaierie di Terni. Questi territori, pur non apparendo come spazi interessati da importanti processi di trasformazione, nascondono segnali opachi, sussulti e scricchiolii che raccontano, in modo più significativo rispetto ad altri contesti vistosamente innovativi, elementi di transizione e mutamento della provincia italiana. Le disconnessioni e le sfasature di queste «icone» interrogano dunque il presente: rendono visibili le trasformazioni, le tensioni e le contraddizioni che attraversano i luoghi della produzione, delineando percorsi di cambiamento che sfuggono sia alle narrazioni dominanti, globali e metropolitane, sia alle rappresentazioni sedimentate di una provincia immobile e marginale.Pubblicazioni consigliate
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https://hdl.handle.net/11583/3008710
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