Quando, nel 1606, Federico Zuccari arriva a Torino, la cornice entro la quale si muove è la città-capitale del piccolo ducato governato da Carlo Emanuele I di Savoia: un paesaggio urbano e territoriale sul quale convergono, già da alcuni decenni, le istanze e la progettualità politica, istituzionale e formale della famiglia ducale e della corte sabauda, impegnata nel consolidare i modi e le forme del proprio potere. Zuccari stende la propria descrizione del Parco in un contesto caratterizzato da un clima intellettuale in costante fermento e da un intenso fervore edilizio, segnato dalle politiche urbane, economiche e culturali sviluppatesi nei secoli precedenti, con la presenza dei Savoia che via via si era affermata su un territorio in cerca di unità, politica e geografica. Il saggio indaga queste relazioni alla luce della narrazione che Zuccari fornisce della proprietà del duca; documento unico nel suo genere, fonte preziosa e dettagliata che ci proietta oltre la presenza, assai scarsa, di documenti iconografici progettuali e che, nonostante lo smantellamento progressivo a cui sono andati incontro nel tempo il palazzo e le sue pertinenze, permette ancora oggi di leggere le istanze progettuali dei duchi che, tra Cinquecento e Seicento, hanno scommesso sul Parco. When, in 1606, Federico Zuccari arrived in Turin, the framework within which he moved was that of the capital city of the small duchy governed by Carlo Emanuele I of Savoy: an urban and territorial landscape upon which, for several decades already, the political, institutional, and formal ambitions and planning initiatives of the ducal family and the Savoy court had converged, as they sought to consolidate the modes and forms of their power. Zuccari composed his description of the Park in a context characterized by a constantly vibrant intellectual climate and by intense building activity, marked by the urban, economic, and cultural policies that had developed in previous centuries, alongside the presence of the House of Savoy, which had gradually established itself over a territory in search of political and geographical unity. This essay investigates these relationships in light of the narrative that Zuccari provides of the duke’s property; a document unique in its kind, a precious and detailed source that projects us beyond the very limited presence of iconographic and design documentation. Despite the progressive dismantling that the palace and its appurtenances have undergone over time, it still allows us today to read the design ambitions of the dukes who, between the sixteenth and seventeenth centuries, invested their hopes in the Park.

“Il più alto, nobile e degno pensiero che forse Principe alcuno abbia mai avuto”. Il Parco nella descrizione di Federico Zuccari / Cuneo, Cristina - In: Lettere in viaggio. Intorno al Passaggio per Italia di Federico Zuccari / Marzia Giuliani; Franca Varallo. - STAMPA. - Alessandria : Edizioni dell’Orso s.r.l., 2026. - ISBN 978-88-3613-673-5. - pp. 65-82

“Il più alto, nobile e degno pensiero che forse Principe alcuno abbia mai avuto”. Il Parco nella descrizione di Federico Zuccari

Cristina Cuneo
2026

Abstract

Quando, nel 1606, Federico Zuccari arriva a Torino, la cornice entro la quale si muove è la città-capitale del piccolo ducato governato da Carlo Emanuele I di Savoia: un paesaggio urbano e territoriale sul quale convergono, già da alcuni decenni, le istanze e la progettualità politica, istituzionale e formale della famiglia ducale e della corte sabauda, impegnata nel consolidare i modi e le forme del proprio potere. Zuccari stende la propria descrizione del Parco in un contesto caratterizzato da un clima intellettuale in costante fermento e da un intenso fervore edilizio, segnato dalle politiche urbane, economiche e culturali sviluppatesi nei secoli precedenti, con la presenza dei Savoia che via via si era affermata su un territorio in cerca di unità, politica e geografica. Il saggio indaga queste relazioni alla luce della narrazione che Zuccari fornisce della proprietà del duca; documento unico nel suo genere, fonte preziosa e dettagliata che ci proietta oltre la presenza, assai scarsa, di documenti iconografici progettuali e che, nonostante lo smantellamento progressivo a cui sono andati incontro nel tempo il palazzo e le sue pertinenze, permette ancora oggi di leggere le istanze progettuali dei duchi che, tra Cinquecento e Seicento, hanno scommesso sul Parco. When, in 1606, Federico Zuccari arrived in Turin, the framework within which he moved was that of the capital city of the small duchy governed by Carlo Emanuele I of Savoy: an urban and territorial landscape upon which, for several decades already, the political, institutional, and formal ambitions and planning initiatives of the ducal family and the Savoy court had converged, as they sought to consolidate the modes and forms of their power. Zuccari composed his description of the Park in a context characterized by a constantly vibrant intellectual climate and by intense building activity, marked by the urban, economic, and cultural policies that had developed in previous centuries, alongside the presence of the House of Savoy, which had gradually established itself over a territory in search of political and geographical unity. This essay investigates these relationships in light of the narrative that Zuccari provides of the duke’s property; a document unique in its kind, a precious and detailed source that projects us beyond the very limited presence of iconographic and design documentation. Despite the progressive dismantling that the palace and its appurtenances have undergone over time, it still allows us today to read the design ambitions of the dukes who, between the sixteenth and seventeenth centuries, invested their hopes in the Park.
2026
978-88-3613-673-5
Lettere in viaggio. Intorno al Passaggio per Italia di Federico Zuccari
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