"Risorgimento italiano nei secoli decimoquarto e decimoquinto. I grandi artisti di questa epoca e carattere particolare dei lavori di ciascuno di essi. Michelangelo e la sua influenza sulle arti decorative in genere. Secolo decimosesto e l’ornato detto a cartocci. Secolo decimo settimo e lo stile barocco. Secolo decimottavo ed il rococò". Il programma del Corso superiore di Ornato tenuto da Giovanni Vacchetta (1863-1940) al Regio Museo Industriale Italiano in Torino nel 1898 esplicita subito l’attenzione riservata dal celebre studioso cuneese all’arco cronologico ora detto di età moderna, compreso tra il Quattrocento (o, con uno sguardo allargato poi dibattuto, il Trecento) e il Settecento. Titolare degli insegnamenti in materia di ornato e decorazione architettonica prima al Regio Museo Industriale, dove è vincitore di concorso nel 1889, poi al Regio Politecnico di Torino (fino al 1935), Vacchetta forma generazioni di allievi discutendo di ornato e delle sue applicazioni alle arti e all’industria, tema centrale dell’Eclettismo europeo. È già stato scritto che lo studioso considera l’ornato una "morfologia studiata come struttura" e l’ornamento la "morfologia di una sovrastruttura" (Gabetti, Griseri 1984) ponendosi, così, in una posizione chiara nel dibattito che, fin dal primo Ottocento, impegna i teorici europei sulla relazione tra ornato, ornamento e decorazione in architettura. I programmi didattici che presentano le sue lezioni, appoggiati a raffinate e straordinarie raccolte di schizzi e disegni, indagano espressioni lontane nel tempo e nello spazio, senza dimenticare, pure quando tanti suoi interessi sono rivolti all’antico, la cultura artistica del Risorgimento-Rinascimento, del Barocco e del Rococò. I testi editi nelle pagine degli annuari universitari, seppure apparenti sintetiche trattazioni che elencano quanto presentato agli allievi politecnici, si leggono in relazione agli studi che lo stesso docente pubblica, opere a stampa che, trattando di vicende e di cantieri aperti in età moderna, si affiancano ai lavori sull’archeologia. È un dialogo aperto, di scambi di saperi all’interno e all’esterno del Castello del Valentino, capace di segnare il progressivo definirsi di discipline che guardano a una storia che non è più solo storia delle arti, in cui il Rinascimento, e poi anche il Barocco, diventano etichette di culture architettoniche.
Giovanni Vacchetta e l’architettura moderna tra studi e didattica / Gianasso, E. - In: Una passione per Bene. Un intellettuale eclettico da Augusta Bagiennorum al Piemonte / Mola di Nomaglio G., Fessia M., Offman A.. - STAMPA. - Torino : Centro Studi Piemontesi, 2025. - ISBN 9788882623562. - pp. 69-82 [10.26344/Bene.Vacchetta]
Giovanni Vacchetta e l’architettura moderna tra studi e didattica
Gianasso E.
2025
Abstract
"Risorgimento italiano nei secoli decimoquarto e decimoquinto. I grandi artisti di questa epoca e carattere particolare dei lavori di ciascuno di essi. Michelangelo e la sua influenza sulle arti decorative in genere. Secolo decimosesto e l’ornato detto a cartocci. Secolo decimo settimo e lo stile barocco. Secolo decimottavo ed il rococò". Il programma del Corso superiore di Ornato tenuto da Giovanni Vacchetta (1863-1940) al Regio Museo Industriale Italiano in Torino nel 1898 esplicita subito l’attenzione riservata dal celebre studioso cuneese all’arco cronologico ora detto di età moderna, compreso tra il Quattrocento (o, con uno sguardo allargato poi dibattuto, il Trecento) e il Settecento. Titolare degli insegnamenti in materia di ornato e decorazione architettonica prima al Regio Museo Industriale, dove è vincitore di concorso nel 1889, poi al Regio Politecnico di Torino (fino al 1935), Vacchetta forma generazioni di allievi discutendo di ornato e delle sue applicazioni alle arti e all’industria, tema centrale dell’Eclettismo europeo. È già stato scritto che lo studioso considera l’ornato una "morfologia studiata come struttura" e l’ornamento la "morfologia di una sovrastruttura" (Gabetti, Griseri 1984) ponendosi, così, in una posizione chiara nel dibattito che, fin dal primo Ottocento, impegna i teorici europei sulla relazione tra ornato, ornamento e decorazione in architettura. I programmi didattici che presentano le sue lezioni, appoggiati a raffinate e straordinarie raccolte di schizzi e disegni, indagano espressioni lontane nel tempo e nello spazio, senza dimenticare, pure quando tanti suoi interessi sono rivolti all’antico, la cultura artistica del Risorgimento-Rinascimento, del Barocco e del Rococò. I testi editi nelle pagine degli annuari universitari, seppure apparenti sintetiche trattazioni che elencano quanto presentato agli allievi politecnici, si leggono in relazione agli studi che lo stesso docente pubblica, opere a stampa che, trattando di vicende e di cantieri aperti in età moderna, si affiancano ai lavori sull’archeologia. È un dialogo aperto, di scambi di saperi all’interno e all’esterno del Castello del Valentino, capace di segnare il progressivo definirsi di discipline che guardano a una storia che non è più solo storia delle arti, in cui il Rinascimento, e poi anche il Barocco, diventano etichette di culture architettoniche.| File | Dimensione | Formato | |
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