La Legge 2 del 2018 “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica” introduce, per la prima volta in Italia, il principio del “recupero a fini ciclabili, per destinazione a uso pubblico” di infrastrutture quali argini fluviali, canali, tratturi, ferrovie dismesse, acquedotti, ecc. Oltre ai vantaggi relativi alla disponibilità di sedi protette, queste infrastrutture spesso costituiscono in sé elementi monumentali fortemente attrattivi e identitari. Il contributo intende riflettere sull’opportunità di considerare lo spazio non univoco rispetto all’uso, ma capace invece di essere shared, condiviso, da diverse utenze e regolato da una normazione che sia capace di contemplare questa molteplicità. In questa ottica, anche gli spazi connotati dagli usi civici e appartenenti a pieno diritto ai beni culturali, oltre che ambientali, potrebbero giovarsi di una ulteriore chiave per la loro valorizzazione rispettosa e sostenibile.

Shared place e infrastrutture storiche. Usi plurimi nel progetto delle ciclovie di lunga percorrenza / Occelli, Chiara; Palma, Riccardo - In: Usi civici e domini collettivi: antiche risorse di una nuova transizione ecologica. Il caso Molise. / Andrea Maglio, Fabio Mangone, Elena Manzo. - STAMPA. - Napoli : Clean Editore, 2026. - ISBN 9791256870110. - pp. 110-117

Shared place e infrastrutture storiche. Usi plurimi nel progetto delle ciclovie di lunga percorrenza.

Chiara Occelli;Riccardo Palma
2026

Abstract

La Legge 2 del 2018 “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica” introduce, per la prima volta in Italia, il principio del “recupero a fini ciclabili, per destinazione a uso pubblico” di infrastrutture quali argini fluviali, canali, tratturi, ferrovie dismesse, acquedotti, ecc. Oltre ai vantaggi relativi alla disponibilità di sedi protette, queste infrastrutture spesso costituiscono in sé elementi monumentali fortemente attrattivi e identitari. Il contributo intende riflettere sull’opportunità di considerare lo spazio non univoco rispetto all’uso, ma capace invece di essere shared, condiviso, da diverse utenze e regolato da una normazione che sia capace di contemplare questa molteplicità. In questa ottica, anche gli spazi connotati dagli usi civici e appartenenti a pieno diritto ai beni culturali, oltre che ambientali, potrebbero giovarsi di una ulteriore chiave per la loro valorizzazione rispettosa e sostenibile.
2026
9791256870110
Usi civici e domini collettivi: antiche risorse di una nuova transizione ecologica. Il caso Molise.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11583/3007354