Dedicare un volume alla memoria di Giovanni Maria Lupo significa senza possibilità di equivoco occuparsi della città, quel fenomeno umano, prima ancora che fisico, al quale ha dedicato tutta la propria vita di storico impegnato. Una città fatta delle sue molte parti, anche tralvolta in contrasto tra loro, sempre tuttavia vitale e centro di cultura, della quale si è occupato con appassionato coinvolgimento. Colleghi, allievi e soprattutto amici, gli offrono questo omaggio, con accenti diversi, ma tra di loro integrati, sulla scorta del suo modo – tutto tranne che convenzionale – di cercarne le ragioni e le soluzioni formali. La «struggente bellezza» dei luoghi minimi, délabrés e pure indomiti testimoni di una condizione storicamente sedimentata, che egli riconosceva come parte familiare di un processo di appropriazione della città, ricompare negli scritti di molti degli autori, con declinazioni diverse, ma con la stessa attenzione di fondo: non solo l’emergenza monumentale, ma in larga prevalenza il tessuto, l’edificato denso e stratificato, o viceversa il disegno lucido, rigoroso, funzionale che deriva dalle istanze di una popolazione in crescita (fino ad una certa data) e poi, con tendenza opposta, in contrazione. E ancora, casi anomali, isolati, specialissimi di una certa messa a coltura del “non città”, ossia di quei luoghi che rimangono esterni agli insediamenti urbani. Confusione? Nulla di tutto questo, ma esattamente all’opposto una dimostrazione della vitalità del tema e del ruolo fondativo che Giovanni ha saputo incarnare.

Per la città. Storia dell'urbanistica e impegno culturale. Scritti in memoria di Giovanni Maria Lupo / Devoti, Chiara. - STAMPA. - (2025), pp. 1-218.

Per la città. Storia dell'urbanistica e impegno culturale. Scritti in memoria di Giovanni Maria Lupo

Devoti, Chiara
2025

Abstract

Dedicare un volume alla memoria di Giovanni Maria Lupo significa senza possibilità di equivoco occuparsi della città, quel fenomeno umano, prima ancora che fisico, al quale ha dedicato tutta la propria vita di storico impegnato. Una città fatta delle sue molte parti, anche tralvolta in contrasto tra loro, sempre tuttavia vitale e centro di cultura, della quale si è occupato con appassionato coinvolgimento. Colleghi, allievi e soprattutto amici, gli offrono questo omaggio, con accenti diversi, ma tra di loro integrati, sulla scorta del suo modo – tutto tranne che convenzionale – di cercarne le ragioni e le soluzioni formali. La «struggente bellezza» dei luoghi minimi, délabrés e pure indomiti testimoni di una condizione storicamente sedimentata, che egli riconosceva come parte familiare di un processo di appropriazione della città, ricompare negli scritti di molti degli autori, con declinazioni diverse, ma con la stessa attenzione di fondo: non solo l’emergenza monumentale, ma in larga prevalenza il tessuto, l’edificato denso e stratificato, o viceversa il disegno lucido, rigoroso, funzionale che deriva dalle istanze di una popolazione in crescita (fino ad una certa data) e poi, con tendenza opposta, in contrazione. E ancora, casi anomali, isolati, specialissimi di una certa messa a coltura del “non città”, ossia di quei luoghi che rimangono esterni agli insediamenti urbani. Confusione? Nulla di tutto questo, ma esattamente all’opposto una dimostrazione della vitalità del tema e del ruolo fondativo che Giovanni ha saputo incarnare.
2025
9788867892198
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