La proposta di contributo ha come obiettivo rileggere le pratiche di co-crafting implementate dal Social Design Lab del Politecnico di Torino, nell’ambito dei processi partecipativi orientati all’inclusione sociale. Il termine " co-crafting" descrive l'attività di realizzazione di manufatti artigianali attraverso pratiche manuali partecipative; essa è tanto un dispositivo trasformativo molto concreto quanto, per la sua natura relazionale, un processo che valorizza la diversità tra gli attori della collaborazione, dando loro voce e valorizzandone esperienze e capacità. All’interno del Social Design Lab, negli spazi del laboratorio di inclusione sociale di Costruire Bellezza e in molti altri progetti partecipativi sviluppati nei dieci e più anni di attività, si pratica il co-crafting; insieme, persone con background sociali e status molto differenti lavorano la materia, costruiscono manufatti che, oltre la funzione, hanno estetiche che parlano delle persone che li hanno prodotti, della creatività collettiva e degli incontri che hanno contribuito a realizzarli. Coordinate dai designer, le pratiche di co-crafting si sono rivelate un (altro) possibile veicolo per la partecipazione in contesti di grave deprivazione relazionale e sociale e un (altro) possibile approccio alla presa in carico e all’analisi della domanda di intervento sociale e di recovery. Infatti, il fare insieme, con una postura trasformativa, permette di accedere ad una profonda conoscenza dell’altro e ad una migliore comprensione delle sue capacità, con particolare attenzione a quelle implicite. Inoltre, il Co-Crafting dà vita a processi che supportano la costruzione di comunità di pratica, lì dove l’individualismo e la competizione prevalgono, e rende esperibili trasformazioni discusse e disegnate nei percorsi di co-progettazione, consentendo di praticare ulteriormente quella riflessione in azione necessaria quando si accompagnano progetti che scalano i domini progettuali e quando si sfidano i problemi complessi. Per tutto questo, il Co-Crafting, nella sua accezione politica di attivismo generativo, promette di essere un dispositivo per praticare una democrazia che promuova nuove forme di giustizia sociale, non solo redistributiva.
Co-crafting; del fare insieme e oltre. Dispositivo di design sociale per la facilitazione dei processi partecipativi e di inclusione sociale / Boccato Rorato, Francesco; Campagnaro, Cristian - In: Design for Survival. Proposte responsabili per un futuro oltre la crisi / Pietroni L., Turrini D.. - ELETTRONICO. - Firenze, Milano : Giunti, 2025. - ISBN 9791223270288. - pp. 164-167
Co-crafting; del fare insieme e oltre. Dispositivo di design sociale per la facilitazione dei processi partecipativi e di inclusione sociale
Boccato Rorato, Francesco;Campagnaro Cristian
2025
Abstract
La proposta di contributo ha come obiettivo rileggere le pratiche di co-crafting implementate dal Social Design Lab del Politecnico di Torino, nell’ambito dei processi partecipativi orientati all’inclusione sociale. Il termine " co-crafting" descrive l'attività di realizzazione di manufatti artigianali attraverso pratiche manuali partecipative; essa è tanto un dispositivo trasformativo molto concreto quanto, per la sua natura relazionale, un processo che valorizza la diversità tra gli attori della collaborazione, dando loro voce e valorizzandone esperienze e capacità. All’interno del Social Design Lab, negli spazi del laboratorio di inclusione sociale di Costruire Bellezza e in molti altri progetti partecipativi sviluppati nei dieci e più anni di attività, si pratica il co-crafting; insieme, persone con background sociali e status molto differenti lavorano la materia, costruiscono manufatti che, oltre la funzione, hanno estetiche che parlano delle persone che li hanno prodotti, della creatività collettiva e degli incontri che hanno contribuito a realizzarli. Coordinate dai designer, le pratiche di co-crafting si sono rivelate un (altro) possibile veicolo per la partecipazione in contesti di grave deprivazione relazionale e sociale e un (altro) possibile approccio alla presa in carico e all’analisi della domanda di intervento sociale e di recovery. Infatti, il fare insieme, con una postura trasformativa, permette di accedere ad una profonda conoscenza dell’altro e ad una migliore comprensione delle sue capacità, con particolare attenzione a quelle implicite. Inoltre, il Co-Crafting dà vita a processi che supportano la costruzione di comunità di pratica, lì dove l’individualismo e la competizione prevalgono, e rende esperibili trasformazioni discusse e disegnate nei percorsi di co-progettazione, consentendo di praticare ulteriormente quella riflessione in azione necessaria quando si accompagnano progetti che scalano i domini progettuali e quando si sfidano i problemi complessi. Per tutto questo, il Co-Crafting, nella sua accezione politica di attivismo generativo, promette di essere un dispositivo per praticare una democrazia che promuova nuove forme di giustizia sociale, non solo redistributiva.| File | Dimensione | Formato | |
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