Nel periodo trascorso dal Rapporto dal Territorio 2010 dell’INU ad oggi, non solo perdurano ma si sono rafforzate le inerzie e le contraddizioni (peraltro già rilevate nel triennio 2007-2010) nel necessario passaggio verso una reale ed efficace innovazione ed una natura maggiormente processuale della pianificazione per il governo del territorio che, pur affermata dalle numerose leggi regionali dell’ultimo quindicennio (spesso più solo formalmente che sostanzialmente), prima è stata molto indebolita dalla persistente e grave assenza di una legge nazionale di principi per il governo del territorio, poi dall’attesa dell’ entrata in vigore (considerata pressoché certa) della legge di riforma costituzionale del Governo Renzi che, con l’eliminazione di tutte le materie concorrenti e loro “statalizzazione”, colloca anche il “governo del territorio” fra le competenze esclusive dello Stato. La sfida è quella di saper introdurre nella legislazione (quella di Principi fondamentali dello Stato e quella di disciplina e contenuto delle Regioni) relativa alla pianificazione territoriale ed urbanistica, elementi utili a far assumere ai Piani da innovare modalità e comportamenti pianificatori e progettuali, più orientati al processo e meno al prodotto, capaci di cure “antifragili” per la città e il territorio che non possono più essere quelle hard basate sulle grandi trasformazioni urbanistiche (radicali ed una volta per tutte) della fine degli anni 90 e dei primi anni 2000, di prima e seconda generazione

La nuova pianificazione tra riforme istituzionali e innovazione urbanistica / Barbieri, Carlo Alberto. - ELETTRONICO. - VOL II:(2017), pp. 155-160.

La nuova pianificazione tra riforme istituzionali e innovazione urbanistica

BARBIERI, Carlo Alberto
2017

Abstract

Nel periodo trascorso dal Rapporto dal Territorio 2010 dell’INU ad oggi, non solo perdurano ma si sono rafforzate le inerzie e le contraddizioni (peraltro già rilevate nel triennio 2007-2010) nel necessario passaggio verso una reale ed efficace innovazione ed una natura maggiormente processuale della pianificazione per il governo del territorio che, pur affermata dalle numerose leggi regionali dell’ultimo quindicennio (spesso più solo formalmente che sostanzialmente), prima è stata molto indebolita dalla persistente e grave assenza di una legge nazionale di principi per il governo del territorio, poi dall’attesa dell’ entrata in vigore (considerata pressoché certa) della legge di riforma costituzionale del Governo Renzi che, con l’eliminazione di tutte le materie concorrenti e loro “statalizzazione”, colloca anche il “governo del territorio” fra le competenze esclusive dello Stato. La sfida è quella di saper introdurre nella legislazione (quella di Principi fondamentali dello Stato e quella di disciplina e contenuto delle Regioni) relativa alla pianificazione territoriale ed urbanistica, elementi utili a far assumere ai Piani da innovare modalità e comportamenti pianificatori e progettuali, più orientati al processo e meno al prodotto, capaci di cure “antifragili” per la città e il territorio che non possono più essere quelle hard basate sulle grandi trasformazioni urbanistiche (radicali ed una volta per tutte) della fine degli anni 90 e dei primi anni 2000, di prima e seconda generazione
978-88-7603-163-2
Rapporto dal Territorio 2016
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