Il concetto di sussidiarietà orizzontale è di recente divenuto oggetto di interesse per la pianificazione territoriale. Perlopiù nota nella sua veste giuridica, la sussidiarietà ha radici profonde nella storia del pensiero occidentale. Come principio di organizzazione sociale e politica, essa pone infatti la riflessione sul rapporto tra la sfera istituzionale e la sfera non istituzionale (Millon Delsol, 1992 e 1993). La dottrina giuridica ha tradotto il concetto in una ripartizione di competenze che privilegia il livello istituzionale più vicino al cittadino, identificandone così la dimensione verticale (Trattato di Maastricht, 1992). D'altro canto, la revisione costituzionale (L. 3/2001 Cost.) ha introdotto nel contesto nazionale i termini originali del concetto, formulandone la dimensione orizzontale nel rapporto tra sfera istituzionale e sfera non istituzionale (art. 118, comma 4). Quest'ultima circostanza ha comportato un rinnovato interesse al tema, innescando al tempo stesso un vivo dibattito scientifico, oltre che politico, attorno alla sua interpretazione. Le riflessioni in ambito scientifico sul concetto di sussidiarietà orizzontale hanno principalmente interessato, finora, il settore delle politiche pubbliche, in particolare di welfare. In ambito strettamente disciplinare alcuni autori hanno, di recente, posto al centro il tema con riferimento alla produzione di beni e servizi territoriali prodotti “dal basso” (Balducci, 2004; Cottino e Zeppetella, 2009). Ancora scarsamente indagata, la prospettiva posta dalla sussidiarietà orizzontale risulta perlopiù sottovalutata o, più spesso, oggetto di equivoci ed interpretazioni retoriche. Il presente lavoro di ricerca si propone di chiarire i termini del significato e le implicazioni reali che l'accoglimento della sussidiarietà orizzontale può determinare nella pianificazione territoriale, minimizzando quanto più possibile i rischi di equivoco e lettura retorica. L'obiettivo principale è di avanzare dunque una proposta di interpretazione consapevole, valida per pianificazione territoriale. A tale scopo, la ricerca si avvale di un approccio teorico-metodologico proponendo l'indagine della sussidiarietà, in relazione al suo significato, attraverso la decostruzione del concetto e, in relazione alle possibili implicazioni di suo accoglimento, attraverso l'analisi di un fenomeno - volontario e a base territoriale - che vede protagonisti soggetti della sfera non istituzionale. Seguendo tale approccio di ricerca, la struttura del presente lavoro di ricerca si articola rispettivamente in (i) una prima parte di rassegna teorica sul concetto di sussidiarietà e (ii) una seconda parte di indagine empirica del fenomento di progettualità urbanistica promossa dalle Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale (OCT), cui segue (iii) la proposta di interpretazione della sussidiarietà orizzontale, valida per la pianificazione territoriale, di carattere sintetico e propositivo. La prima parte restituisce, in particolare, le principali matrici del pensiero occidentale - dottrina sociale della Chiesa, pensiero liberale e tradizione socialista utopista - che hanno introdotto la sussidiarietà orizzontale (§ Cap. 1); i termini del dibattito in corso tra quanti ne esaltano le potenzialità, in virtù di una riconfigurazione istituzionale basata sul ritiro del soggetto pubblico, e quanti ne ravvisano il valore aggiunto in un'ottica di rinnovamento istituzionale (§ Cap. 2) ed, infine, le principali declinazioni normative, con particolare riferimento alle disposizioni in materia di governo del territorio (§ Cap. 3). A partire dal quadro teorico della prima parte, la ricerca avanza alcune considerazioni preliminari all'interpretazione della sussidiarietà orizzontale. L'obiettivo è di identificare una serie di elementi chiave attraverso cui ridefinire i termini del dibattito in corso. I tre elementi chiave individuati – soggetti, iniziative e meccanismi di interazione – vengono assunti come criteri di lettura per l'analisi empirica, oggetto della seconda parte, e formulare la proposta di interpretazione conclusiva. La seconda parte è dedicata all'analisi della progettualità urbanistica, fenomeno costituito dall'insieme delle azioni di cura nei confronti di beni territoriali, autonomamente promossa da aggregazioni volontarie di cittadini - qui definite - Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale (OCT). L'indagine delle caratteristiche del fenomeno, a partire dal riscontro empirico di una serie di esperienze nazionali, è restituita secondo i criteri di lettura individuati: sul piano dei soggetti (OCT) - mission, forma giuridica e scala d'aggregazione (§ Cap. 4); sul piano delle iniziative (azioni di cura) - categoria di bene territoriale, tipologia d'azione e forma di finanziamento (§ Cap. 5); sul piano dei meccanismi di interazione - grado di interazione con il soggetto istituzionale (§ Cap. 6). In conclusione, alla luce dell'indagine critica condotta parallelamente sul piano teorico ed empirico, la ricerca avanza una proposta di interpretazione della sussidiarietà orizzontale valida per la pianificazione territoriale che assuma una prospettiva pluralista (Hirst, 1997), basata cioè sulla ridefinizione delle competenze del soggetto istituzionale e non istituzionale, in termini di un ridimensionamento del ruolo del planner istituzionale, non a scapito della pianificazione. Tale interpretazione consente di riconoscere il valore delle iniziative di interesse generale promosse dalle Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale (OCT) e suggerisce una chiave di lettura per altrettanti fenomeni a base territoriale, in crescente diffusione nel contesto nazionale, che vedano le formazioni organizzate della società protagoniste di iniziative di interesse generale.

Sussidiarietà orizzontale e pianificazione territoriale. Interpretazione a partire dalla progettualità urbanistica delle Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale / Baglione, Valeria. - STAMPA. - (2013).

Sussidiarietà orizzontale e pianificazione territoriale. Interpretazione a partire dalla progettualità urbanistica delle Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale.

BAGLIONE, VALERIA
2013

Abstract

Il concetto di sussidiarietà orizzontale è di recente divenuto oggetto di interesse per la pianificazione territoriale. Perlopiù nota nella sua veste giuridica, la sussidiarietà ha radici profonde nella storia del pensiero occidentale. Come principio di organizzazione sociale e politica, essa pone infatti la riflessione sul rapporto tra la sfera istituzionale e la sfera non istituzionale (Millon Delsol, 1992 e 1993). La dottrina giuridica ha tradotto il concetto in una ripartizione di competenze che privilegia il livello istituzionale più vicino al cittadino, identificandone così la dimensione verticale (Trattato di Maastricht, 1992). D'altro canto, la revisione costituzionale (L. 3/2001 Cost.) ha introdotto nel contesto nazionale i termini originali del concetto, formulandone la dimensione orizzontale nel rapporto tra sfera istituzionale e sfera non istituzionale (art. 118, comma 4). Quest'ultima circostanza ha comportato un rinnovato interesse al tema, innescando al tempo stesso un vivo dibattito scientifico, oltre che politico, attorno alla sua interpretazione. Le riflessioni in ambito scientifico sul concetto di sussidiarietà orizzontale hanno principalmente interessato, finora, il settore delle politiche pubbliche, in particolare di welfare. In ambito strettamente disciplinare alcuni autori hanno, di recente, posto al centro il tema con riferimento alla produzione di beni e servizi territoriali prodotti “dal basso” (Balducci, 2004; Cottino e Zeppetella, 2009). Ancora scarsamente indagata, la prospettiva posta dalla sussidiarietà orizzontale risulta perlopiù sottovalutata o, più spesso, oggetto di equivoci ed interpretazioni retoriche. Il presente lavoro di ricerca si propone di chiarire i termini del significato e le implicazioni reali che l'accoglimento della sussidiarietà orizzontale può determinare nella pianificazione territoriale, minimizzando quanto più possibile i rischi di equivoco e lettura retorica. L'obiettivo principale è di avanzare dunque una proposta di interpretazione consapevole, valida per pianificazione territoriale. A tale scopo, la ricerca si avvale di un approccio teorico-metodologico proponendo l'indagine della sussidiarietà, in relazione al suo significato, attraverso la decostruzione del concetto e, in relazione alle possibili implicazioni di suo accoglimento, attraverso l'analisi di un fenomeno - volontario e a base territoriale - che vede protagonisti soggetti della sfera non istituzionale. Seguendo tale approccio di ricerca, la struttura del presente lavoro di ricerca si articola rispettivamente in (i) una prima parte di rassegna teorica sul concetto di sussidiarietà e (ii) una seconda parte di indagine empirica del fenomento di progettualità urbanistica promossa dalle Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale (OCT), cui segue (iii) la proposta di interpretazione della sussidiarietà orizzontale, valida per la pianificazione territoriale, di carattere sintetico e propositivo. La prima parte restituisce, in particolare, le principali matrici del pensiero occidentale - dottrina sociale della Chiesa, pensiero liberale e tradizione socialista utopista - che hanno introdotto la sussidiarietà orizzontale (§ Cap. 1); i termini del dibattito in corso tra quanti ne esaltano le potenzialità, in virtù di una riconfigurazione istituzionale basata sul ritiro del soggetto pubblico, e quanti ne ravvisano il valore aggiunto in un'ottica di rinnovamento istituzionale (§ Cap. 2) ed, infine, le principali declinazioni normative, con particolare riferimento alle disposizioni in materia di governo del territorio (§ Cap. 3). A partire dal quadro teorico della prima parte, la ricerca avanza alcune considerazioni preliminari all'interpretazione della sussidiarietà orizzontale. L'obiettivo è di identificare una serie di elementi chiave attraverso cui ridefinire i termini del dibattito in corso. I tre elementi chiave individuati – soggetti, iniziative e meccanismi di interazione – vengono assunti come criteri di lettura per l'analisi empirica, oggetto della seconda parte, e formulare la proposta di interpretazione conclusiva. La seconda parte è dedicata all'analisi della progettualità urbanistica, fenomeno costituito dall'insieme delle azioni di cura nei confronti di beni territoriali, autonomamente promossa da aggregazioni volontarie di cittadini - qui definite - Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale (OCT). L'indagine delle caratteristiche del fenomeno, a partire dal riscontro empirico di una serie di esperienze nazionali, è restituita secondo i criteri di lettura individuati: sul piano dei soggetti (OCT) - mission, forma giuridica e scala d'aggregazione (§ Cap. 4); sul piano delle iniziative (azioni di cura) - categoria di bene territoriale, tipologia d'azione e forma di finanziamento (§ Cap. 5); sul piano dei meccanismi di interazione - grado di interazione con il soggetto istituzionale (§ Cap. 6). In conclusione, alla luce dell'indagine critica condotta parallelamente sul piano teorico ed empirico, la ricerca avanza una proposta di interpretazione della sussidiarietà orizzontale valida per la pianificazione territoriale che assuma una prospettiva pluralista (Hirst, 1997), basata cioè sulla ridefinizione delle competenze del soggetto istituzionale e non istituzionale, in termini di un ridimensionamento del ruolo del planner istituzionale, non a scapito della pianificazione. Tale interpretazione consente di riconoscere il valore delle iniziative di interesse generale promosse dalle Organizzazioni di Cittadinanza Territoriale (OCT) e suggerisce una chiave di lettura per altrettanti fenomeni a base territoriale, in crescente diffusione nel contesto nazionale, che vedano le formazioni organizzate della società protagoniste di iniziative di interesse generale.
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