La finalità della Tesi di ricerca è quella di approfondire la conoscenza degli strumenti di valutazione multicriteri per l’indagine di scenari di trasformazione territoriale, come supporto ai processi decisionali. La chiave di lettura che accompagna il percorso di ricerca è quella dello studio di teorie di MCDA finalizzate al supporto alla decisione in molteplici ambiti di pianificazione, a differenti scale di intervento e a diversi livelli decisionali; essendo diversi gli obiettivi finali e le informazioni di partenza, è necessario l’utilizzo di specifici metodi di aiuto alla decisione. Una delle tecniche utilizzate è la ben conosciuta Analytic Network Process (ANP), introdotta da T.Saaty (2003, 2006). Nella tesi di ricerca lo scopo dell’utilizzo dell’ANP è quello di verificarne le reali potenzialità nell’ambito delle trasformazioni territoriali di scala vasta e soprattutto trasportistiche; è stata infatti utilizzata in situazioni di scelta strategica di scenari di trasporto (lo sviluppo del collegamento tra Torino e Venaria Reale; alcuni casi studio di scelta di alternative di intervento in corso di svolgimento nell’ambito del progetto Interreg IVB Corridoio24). A questa scala di decisione, in cui il quadro valutativo presenta un livello di complessità tale da non poter essere strutturato secondo uno schema gerarchico, l’ANP consente di considerare un nutrito range di criteri sia qualitativi che quantitativi (trasportistici, ambientali, tecnico, economici e urbanistici), facilitando la comprensione di problemi decisionali anche molto complessi, attraverso la schematizzazione in una struttura a network. Passando da una scala di intervento strategica a una scala comunale e di quartiere, in cui gli attori coinvolti sono principalmente le amministrazioni locali, i pianificatori e la comunità residente, nasce la necessità di considerare aspetti strettamente legati alla progettazione urbanistica. A questo livello decisionale, la ricerca finora svolta mira ad esplorare l’utilizzo congiunto di due teorie MCDA: House of Quality (HOQ) e Analytic Network Process (ANP). L’utilizzo della tecnica HOQ infatti, consolidato in ambito industriale ma scarsamente presente in ambito territoriale, può rivelarsi utile al fine di creare una linea di intervento progettuale di supporto sia al progettista che alle amministrazioni. Il punto di forza dell’HOQ sta nella possibilità di tradurre le esigenze del cliente in soluzioni tecniche. In questo caso l’ANP ricopre un ruolo circoscritto ma fondamentale perché, congiuntamente alle potenzialità dell’HOQ, consente di definire quali azioni sono prioritarie e quali caratteristiche devono assolutamente essere presenti nel progetto di trasformazione, stimolando inoltre la partecipazione pubblica. Le applicazioni di utilizzo congiunto di HOQ e ANP durante il periodo di ricerca riguardano la valutazione di un progetto di disegno urbano (Spina 4 a Torino) e l’analisi di un intervento di cohousing (Porta Palazzo a Torino) Parallelamente alle applicazioni di ANP e HOQ, è proseguito lo studio della teoria dei Rough-set, iniziato con la tesi di laurea magistrale, in un’ottica di supporto alla decisione a livello politico o di governance, in cui le informazioni tecniche sono già state analizzate ai livelli inferiori (tecnico, amministrativo e strategico). La metodologia Dominance-based Rough Set Approach (DRSA) (Greco et al., 2001) è un recente sviluppo della Classical Rough Set Approach (CRSA) (Pawlak 1982, 1991), che consente di estendere la teoria al campo delle analisi MCDA. La DRSA offre uno strumento matematico utile all'analisi di una serie di elementi per i quali le informazioni disponibili risultano incoerenti o ambigue basandosi sul presupposto che ad ogni oggetto è associato un certo numero di informazioni (dati, conoscenze qualitative, ecc.) espresse per mezzo di determinati attributi. Da queste, con la fondamentale partecipazione del decisore (DM), è possibile indurre leggi decisionali in forma “If… then…”, in cui la parte condizionale indica se un elemento è uguale, maggiore o minore ad un determinato valore e la parte decisionale invece specifica a quale classe appartiene l’elemento stesso, fornendo un output di immediata leggibilità e una precisa analisi del problema. La DRSA quindi non fornisce, come invece l’ANP o l’HOQ, un ordinamento di priorità tra alternative o criteri, ma costituisce un valido strumento di supporto alla decisione finalizzato ad aiutare il DM nella comprensione delle informazioni in suo possesso. In questo senso può essere applicata ad un livello di governance o politico, in cui gli scenari presentati sono già stati precedentemente vagliati e la scelta dell’alternativa migliore deve essere giustificata dal DM politico in base alle indicazioni derivanti dalla preventiva applicazione di altre metodologie di supporto (MCDA o di derivazione economica). Le applicazioni effettuate durante il periodo di ricerca attraverso l’utilizzo della DRSA riguardano finora la localizzazione di servizi indesiderati (discarica nel Pinerolese e inceneritore in Torino). La tesi si articola in 5 capitoli. Dopo l’introduzione, il primo capitolo mira a contestualizzare il lavoro svolto nell’ambito dei processi decisionali presentando una revisione storica di questi ultimi a partire dal 1700, secolo in cui nascono le basi del processo decisionale moderno, fino alle ultime innovazioni nel campo della ricerca sul tema. Nel secondo capitolo, viene approfondito il concetto di “decisione”, indagando la differenza fra razionalità assoluta (Von Neumann e Morgestern, 1947) e limitata (Simon, 1947, 1956, 1957) e come quest’ultima costituisca un fattore fondamentale in processi decisionali che coinvolgono una molteplicità di attori. In questo stesso capitolo è inoltre illustrata dettagliatamente la formalizzazione del processo decisionale ponendo particolare attenzione alla diversità concettuale esistente fra i processi di decision making e processi di decision aiding (Zeleny, 1977; Tsoukiàs, 2007). La trattazione prosegue con il terzo capitolo il quale è invece di natura metodologica. Esso ha lo scopo di contestualizzare i concetti illustrati nei capitoli precedenti, nell’ambito delle trasformazioni territoriali, introducendo le metodologie indagate (Analytic Network Process (ANP), Rough-sets theory (CRSA/DRSA), Quality Function Deployment (QFD)). Il quarto capitolo è dedicato ai casi studio, suddivisi secondo tematiche di analisi (grandi infrastrutture di trasporto, trasformazioni urbane e localizzazione di servizi indesiderati). Alcuni dei casi studio presentati sono frutto di lavori condotti con attori reali nell’ambito di trasformazioni territoriali per le quali è stato necessario strutturare un processo decisionale, mentre altri rientrano nella fase di validazione sperimentale della metodologia proposta (Landry et al., 1983) e costituiscono perciò simulazioni interne di processo. L'ultimo capitolo del testo affronta, infine, la questione dell'applicabilità delle metodologie presentate nell’ambito dei processi decisionali, mettendo in luce limiti e potenzialità di tali strumenti e proponendo una riflessione su alcuni aspetti sensibili.

Il ruolo delle analisi multicriteri nell’ambito delle trasformazioni urbane e territoriali a supporto dei processi decisionali / Abastante, Francesca. - STAMPA. - (2013).

Il ruolo delle analisi multicriteri nell’ambito delle trasformazioni urbane e territoriali a supporto dei processi decisionali.

ABASTANTE, FRANCESCA
2013

Abstract

La finalità della Tesi di ricerca è quella di approfondire la conoscenza degli strumenti di valutazione multicriteri per l’indagine di scenari di trasformazione territoriale, come supporto ai processi decisionali. La chiave di lettura che accompagna il percorso di ricerca è quella dello studio di teorie di MCDA finalizzate al supporto alla decisione in molteplici ambiti di pianificazione, a differenti scale di intervento e a diversi livelli decisionali; essendo diversi gli obiettivi finali e le informazioni di partenza, è necessario l’utilizzo di specifici metodi di aiuto alla decisione. Una delle tecniche utilizzate è la ben conosciuta Analytic Network Process (ANP), introdotta da T.Saaty (2003, 2006). Nella tesi di ricerca lo scopo dell’utilizzo dell’ANP è quello di verificarne le reali potenzialità nell’ambito delle trasformazioni territoriali di scala vasta e soprattutto trasportistiche; è stata infatti utilizzata in situazioni di scelta strategica di scenari di trasporto (lo sviluppo del collegamento tra Torino e Venaria Reale; alcuni casi studio di scelta di alternative di intervento in corso di svolgimento nell’ambito del progetto Interreg IVB Corridoio24). A questa scala di decisione, in cui il quadro valutativo presenta un livello di complessità tale da non poter essere strutturato secondo uno schema gerarchico, l’ANP consente di considerare un nutrito range di criteri sia qualitativi che quantitativi (trasportistici, ambientali, tecnico, economici e urbanistici), facilitando la comprensione di problemi decisionali anche molto complessi, attraverso la schematizzazione in una struttura a network. Passando da una scala di intervento strategica a una scala comunale e di quartiere, in cui gli attori coinvolti sono principalmente le amministrazioni locali, i pianificatori e la comunità residente, nasce la necessità di considerare aspetti strettamente legati alla progettazione urbanistica. A questo livello decisionale, la ricerca finora svolta mira ad esplorare l’utilizzo congiunto di due teorie MCDA: House of Quality (HOQ) e Analytic Network Process (ANP). L’utilizzo della tecnica HOQ infatti, consolidato in ambito industriale ma scarsamente presente in ambito territoriale, può rivelarsi utile al fine di creare una linea di intervento progettuale di supporto sia al progettista che alle amministrazioni. Il punto di forza dell’HOQ sta nella possibilità di tradurre le esigenze del cliente in soluzioni tecniche. In questo caso l’ANP ricopre un ruolo circoscritto ma fondamentale perché, congiuntamente alle potenzialità dell’HOQ, consente di definire quali azioni sono prioritarie e quali caratteristiche devono assolutamente essere presenti nel progetto di trasformazione, stimolando inoltre la partecipazione pubblica. Le applicazioni di utilizzo congiunto di HOQ e ANP durante il periodo di ricerca riguardano la valutazione di un progetto di disegno urbano (Spina 4 a Torino) e l’analisi di un intervento di cohousing (Porta Palazzo a Torino) Parallelamente alle applicazioni di ANP e HOQ, è proseguito lo studio della teoria dei Rough-set, iniziato con la tesi di laurea magistrale, in un’ottica di supporto alla decisione a livello politico o di governance, in cui le informazioni tecniche sono già state analizzate ai livelli inferiori (tecnico, amministrativo e strategico). La metodologia Dominance-based Rough Set Approach (DRSA) (Greco et al., 2001) è un recente sviluppo della Classical Rough Set Approach (CRSA) (Pawlak 1982, 1991), che consente di estendere la teoria al campo delle analisi MCDA. La DRSA offre uno strumento matematico utile all'analisi di una serie di elementi per i quali le informazioni disponibili risultano incoerenti o ambigue basandosi sul presupposto che ad ogni oggetto è associato un certo numero di informazioni (dati, conoscenze qualitative, ecc.) espresse per mezzo di determinati attributi. Da queste, con la fondamentale partecipazione del decisore (DM), è possibile indurre leggi decisionali in forma “If… then…”, in cui la parte condizionale indica se un elemento è uguale, maggiore o minore ad un determinato valore e la parte decisionale invece specifica a quale classe appartiene l’elemento stesso, fornendo un output di immediata leggibilità e una precisa analisi del problema. La DRSA quindi non fornisce, come invece l’ANP o l’HOQ, un ordinamento di priorità tra alternative o criteri, ma costituisce un valido strumento di supporto alla decisione finalizzato ad aiutare il DM nella comprensione delle informazioni in suo possesso. In questo senso può essere applicata ad un livello di governance o politico, in cui gli scenari presentati sono già stati precedentemente vagliati e la scelta dell’alternativa migliore deve essere giustificata dal DM politico in base alle indicazioni derivanti dalla preventiva applicazione di altre metodologie di supporto (MCDA o di derivazione economica). Le applicazioni effettuate durante il periodo di ricerca attraverso l’utilizzo della DRSA riguardano finora la localizzazione di servizi indesiderati (discarica nel Pinerolese e inceneritore in Torino). La tesi si articola in 5 capitoli. Dopo l’introduzione, il primo capitolo mira a contestualizzare il lavoro svolto nell’ambito dei processi decisionali presentando una revisione storica di questi ultimi a partire dal 1700, secolo in cui nascono le basi del processo decisionale moderno, fino alle ultime innovazioni nel campo della ricerca sul tema. Nel secondo capitolo, viene approfondito il concetto di “decisione”, indagando la differenza fra razionalità assoluta (Von Neumann e Morgestern, 1947) e limitata (Simon, 1947, 1956, 1957) e come quest’ultima costituisca un fattore fondamentale in processi decisionali che coinvolgono una molteplicità di attori. In questo stesso capitolo è inoltre illustrata dettagliatamente la formalizzazione del processo decisionale ponendo particolare attenzione alla diversità concettuale esistente fra i processi di decision making e processi di decision aiding (Zeleny, 1977; Tsoukiàs, 2007). La trattazione prosegue con il terzo capitolo il quale è invece di natura metodologica. Esso ha lo scopo di contestualizzare i concetti illustrati nei capitoli precedenti, nell’ambito delle trasformazioni territoriali, introducendo le metodologie indagate (Analytic Network Process (ANP), Rough-sets theory (CRSA/DRSA), Quality Function Deployment (QFD)). Il quarto capitolo è dedicato ai casi studio, suddivisi secondo tematiche di analisi (grandi infrastrutture di trasporto, trasformazioni urbane e localizzazione di servizi indesiderati). Alcuni dei casi studio presentati sono frutto di lavori condotti con attori reali nell’ambito di trasformazioni territoriali per le quali è stato necessario strutturare un processo decisionale, mentre altri rientrano nella fase di validazione sperimentale della metodologia proposta (Landry et al., 1983) e costituiscono perciò simulazioni interne di processo. L'ultimo capitolo del testo affronta, infine, la questione dell'applicabilità delle metodologie presentate nell’ambito dei processi decisionali, mettendo in luce limiti e potenzialità di tali strumenti e proponendo una riflessione su alcuni aspetti sensibili.
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