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<dc:title>La   raccolta   ragionata   dei   dati   e   delle  informazioni   per   la   gestione ,   l a  manutenzione ed il monitoraggio dei beni  culturali architettonici.</dc:title>
<dc:creator>ESPOSITO, SALVATORE</dc:creator>
<dc:contributor>Esposito, Salvatore</dc:contributor>
<dc:subject>GIS</dc:subject>
<dc:subject> Beni Culturali</dc:subject>
<dc:subject> ICT</dc:subject>
<dc:subject> Sistemi informativi territoriali</dc:subject>
<dc:subject> Restauro</dc:subject>
<dc:subject> Conoscenza</dc:subject>
<dc:subject> Valorizzazione</dc:subject>
<dc:subject>Settore ICAR/18 - Storia dell'Architettura</dc:subject>
<dc:description>Come riportato nella citazione di Letellier, fatta nell’ambito del progetto RecorDIM2, la  raccolta  delle  informazioni  e  dei  dati  su  un  bene  culturale,  non  è  un  aspetto secondario  del  processo  di  conservazione  e  di  tutela  del  bene,  ma  ne  è  parte integrante e fondamentale.
Partendo, quindi, dal  presupposto che le politiche di  conservazione non  si  possono considerare  concluse  al  termine  dei  lavori  di  restauro,  ma  devono  forzatamente proseguire  al  fine  di  garantire  corretti  ed  efficaci  interventi  di  manutenzione  e 
monitoraggio  dei  beni  culturali,  l’azione  di  raccolta  ragionata  dei   dati  e  delle informazioni,   diviene  condizione   indispensabile   se   si   vogliono   scongiurare   o ritardare  quanto  più  possibile  gli  interventi  di  restauro che,  comunque  sia,  hanno spesso e inevitabilmente carattere invasivo.
Il  lavoro  che  segue,  derivando  da  tali  considerazioni,  individua  nella  tecnologia informatica  lo  strumento  necessario  e  più   efficace  per  governare  i  processi  di conoscenza  e  monitoraggio  dei  beni  culturali;  ed  attraverso  la  disamina  di  alcune applicazioni  specifiche  si  pone  come  obiettivo finale  la  definizione  di  alcune  linee guida,   riferite   alla   raccolta   ed   alla   gestione   dei   dati   di   un   bene   culturale architettonico,  unitamente  ad  un  tentativo  pratico  di  applicazione,  delle  regole 
individuate, al caso del Castello di Serralunga D’Alba (CN).</dc:description>
<dc:date>2013</dc:date>
<dc:type>info:eu-repo/semantics/doctoralThesis</dc:type>
<dc:identifier>http://hdl.handle.net/11583/2510123</dc:identifier>
<dc:identifier>10.6092/polito/porto/2510123</dc:identifier>
<dc:language>ita</dc:language>
<dc:relation>numberofpages:111</dc:relation>
<dc:rights>info:eu-repo/semantics/openAccess</dc:rights>
<dc:format>STAMPA</dc:format>
<dc:publisher>Politecnico di Torino</dc:publisher>
<dc:publisher>country:Italy</dc:publisher>
<dc:rights>license:Creative commons</dc:rights>
<dc:rights>license uri:http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/it/</dc:rights>
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