<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><?xml-stylesheet type="text/xsl" href="static/CINECAstyle.xsl"?><OAI-PMH xmlns="http://www.openarchives.org/OAI/2.0/" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:schemaLocation="http://www.openarchives.org/OAI/2.0/ http://www.openarchives.org/OAI/2.0/OAI-PMH.xsd"><responseDate>2026-09-26T02:40:03Z</responseDate><request verb="GetRecord" identifier="oai:iris.polito.it:11583/2508278" metadataPrefix="oai_dc">https://iris.polito.it/oai/request</request><GetRecord><record><header><identifier>oai:iris.polito.it:11583/2508278</identifier><datestamp>2023-05-16T08:43:39Z</datestamp><setSpec>com_11583_2614433</setSpec><setSpec>com_11583_2614425</setSpec><setSpec>col_11583_2614423</setSpec></header><metadata><oai_dc:dc xmlns:oai_dc="http://www.openarchives.org/OAI/2.0/oai_dc/" xmlns:doc="http://www.lyncode.com/xoai" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xsi:schemaLocation="http://www.openarchives.org/OAI/2.0/oai_dc/ http://www.openarchives.org/OAI/2.0/oai_dc.xsd">
<dc:title>Il monachesimo armeno in Eufratese e Cilicia. 
Metodologie di riconoscimento di un territorio storico</dc:title>
<dc:creator>MATODA, CLAUDIA</dc:creator>
<dc:contributor>Matoda, Claudia</dc:contributor>
<dc:subject>Settore ICAR/18 - Storia dell'Architettura</dc:subject>
<dc:description>La  tesi  analizza  l’influenza  dell’architettura  monastica  (e  religiosa,  in  senso  lato) armena  di  epoca  ciliciana  (XI-XIV  secolo)  lungo  le  coste  del  Mediterraneo,  in particolare tra Cilicia ed Eufratese. 
Questo lavoro studia un momento di frattura nella storia medievale, ossia il trasferimento  del  popolo  armeno  su  iniziativa  bizantina  lungo  le  frontiere dell’Impero. Dagli anni venti dell’XI  secolo, le pressioni  dei potentati circostanti sui 
possedimenti armeni divennero sempre più forti, tanto che gli imperatori riuscirono a 
persuadere i sempre più estenuati signori armeni a cedere le proprie terre anatoliche in  cambio  di  possedimenti  lungo  i  margini  imperiali,  in  Siria  e  in   Cilicia.  Questa migrazione  rappresentò  per  i  signori  armeni  una  possibilità  unica;  consentì  loro  di organizzarsi,  per  la  prima  volta  nella  storia  dall’Antichità,  in  entità  autonoma (dapprima principato, poi regno), ma soprattutto di gestire un territorio,  riproponendo 
forme di gestione consolidate in patria e temperandole con scelte apprese dai potentati vicini (Siri, Crociati, Selgiuchidi e Mamelucchi). 
L’indagine  si  basa  anzitutto  sullo  studio  della  ricorrenza  di  meccanismi insediativi  scelti dalle  gerarchie ecclesiastiche al momento del trasferimento armeno lungo  il  Mediterraneo  e  in  Levante,  proponendo  un  esame  del  grado  di  continuità 
riguardante le scelte architettoniche nel quadro più vasto della storia dell’architettura medievale.</dc:description>
<dc:date>2013</dc:date>
<dc:type>info:eu-repo/semantics/doctoralThesis</dc:type>
<dc:identifier>http://hdl.handle.net/11583/2508278</dc:identifier>
<dc:language>ita</dc:language>
<dc:format>STAMPA</dc:format>
<dc:publisher>Politecnico di Torino</dc:publisher>
<dc:publisher>country:Italy</dc:publisher>
</oai_dc:dc></metadata></record></GetRecord></OAI-PMH>